L’introduzione dell’EES, il nuovo sistema europeo per il controllo dei passaporti, ha provocato rallentamenti e disagi a Linate, evidenziando le criticità della fase iniziale. Ma come funziona?

L’avvio del nuovo sistema digitale per la gestione degli ingressi nell’area Schengen ha avuto un impatto immediato sugli aeroporti, come dimostrato da quanto accaduto all’Aeroporto di Milano Linate. Qui, nei giorni successivi all’entrata in vigore dell’Entry/Exit System (EES), si sono registrate lunghe code e numerosi passeggeri rimasti a terra. Non si è trattato di un malfunzionamento tecnico, ma piuttosto delle difficoltà legate alla prima applicazione dei sistemi elettronici al posto dei timbri sul passaporto.

Tra i viaggiatori coinvolti, un centinaio non è riuscito a imbarcarsi su un volo diretto a Manchester operato da easyJet. Solo una parte dei passeggeri è riuscita a partire, con un ritardo significativo rispetto all’orario previsto, proprio nel tentativo di permettere a più persone possibile di completare i controlli.

Ma cos’è l’EES? E come funziona nel dettaglio? Ecco tutte le info da sapere.

Cos’è l’EES e come cambia i controlli

L’Entry/Exit System è una piattaforma informatica dell’Unione europea pensata per registrare i cittadini provenienti da Paesi extra UE che entrano nell’area Schengen per soggiorni brevi, fino a un massimo di 90 giorni su 180. Questo sistema sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con una registrazione digitale centralizzata che include dati biometrici come volto e impronte digitali.

Il meccanismo si applica sia ai viaggiatori soggetti a visto sia a quelli esenti, mentre non riguarda i cittadini europei o i residenti permanenti. Coinvolge quasi tutti i Paesi dell’area Schengen, ad eccezione di alcune realtà dove resta ancora in uso il metodo tradizionale.

Un aspetto fondamentale riguarda il primo ingresso: in questa fase i controlli risultano più lunghi perché prevedono la raccolta completa dei dati personali e biometrici. Le autorità di frontiera acquisiscono le informazioni anagrafiche, registrano il momento e il luogo di accesso e, se necessario, eventuali rifiuti di ingresso. Questa procedura iniziale può richiedere diversi minuti per ogni persona, anche se in alcuni aeroporti può essere velocizzata grazie a sistemi automatizzati o applicazioni digitali.

Perché si sono verificati i ritardi a Linate

I problemi riscontrati a Linate sono stati legati soprattutto all’effetto cumulativo dei controlli più lunghi. Poiché il sistema era appena entrato in funzione, tutti i passeggeri sono stati trattati come “primi ingressi”, dovendo quindi affrontare la procedura completa. Questo ha comportato tempi di verifica molto più lunghi rispetto ai controlli tradizionali, generando un forte rallentamento nelle operazioni di imbarco.

A complicare la situazione si sono aggiunti fattori organizzativi, come un numero limitato di postazioni disponibili e difficoltà nella gestione dei flussi da parte del personale. In un contesto di traffico elevato, anche pochi minuti in più per ogni passeggero hanno creato un effetto imbuto difficile da gestire.

Una volta completata la registrazione iniziale, le procedure successive risultano più rapide. Nei viaggi futuri, infatti, i controlli si limitano alla verifica dei dati biometrici già acquisiti, riducendo sensibilmente i tempi di attesa. Per chi possiede un passaporto biometrico, è possibile accedere anche a varchi automatici, senza necessità di interazione diretta con il personale, a meno di anomalie nel sistema.

La gestione dei dati e gli obiettivi del nuovo sistema

Le informazioni raccolte vengono conservate in un database sicuro e integrate con altri sistemi europei dedicati al controllo delle frontiere e dei visti. I dati biometrici vengono convertiti in modelli digitali per consentire confronti rapidi ed efficienti. La conservazione standard è fissata a tre anni, ma può estendersi a cinque in caso di permanenze irregolari.

L’obiettivo principale dell’EES è modernizzare i controlli alle frontiere, rendendoli più efficienti e aumentando il livello di sicurezza. Allo stesso tempo, il sistema introduce regole più rigide: chi rifiuta di fornire i propri dati biometrici può vedersi negare l’ingresso, mentre chi supera i limiti di permanenza rischia sanzioni, espulsioni o restrizioni future.

Fonte foto: Sito Ufficiale Unione Europea