Prosegue a ritmo intenso il dibattito sul possibile ritorno all’energia nucleare in Italia. Tra gli obiettivi perseguibili vi sono il minor uso dei combustibili fossili, il contrasto al cambiamento climatico, l’indipendenza da Paesi fornitori di petrolio. Tuttavia, una tale scelta si accompagna anche ad alcuni aspetti problematici, sui quali occorre riflettere.

Gli attuali dibattiti sull’energia nucleare vedono scontrarsi coloro che la reputano una forma energetica green e coloro che, invece, non la considerano una fonte sicura e sostenibile. Scopriamo di più sull’energia nucleare, sui suoi pregi e difetti e sulle posizioni a confronto.

Cos’è l’energia nucleare

L’energia nucleare è una forma di energia che si ottiene dai processi di trasformazione – per fissione (divisione) o fusione (unione) – dei nuclei degli atomi. Infatti, è chiamata anche energia atomica ed è prodotta all’interno di apposite centrali nucleari.
Dalle reazioni di trasformazione del nucleo dell’atomo si può sviluppare, sfruttando il calore generato, energia elettrica, utilizzabile quindi per alimentare industrie e aziende, ma anche abitazioni e uffici. Oggi l’elemento chimico maggiormente utilizzato per generare energia nucleare è l’uranio, ma si potrebbero utilizzare anche il torio o il plutonio.

Pro e contro dell’energia nucleare

Pur se considerata da molti strategica ai fini della sostenibilità e della transizione ecologica, utile per la decarbonizzazione ed anche per il futuro funzionamento delle ricariche per le auto elettriche, l’energia nucleare suscita anche molte perplessità.
Alla produzione di energia elettrica mediante il nucleare si riconoscono infatti sia vantaggi che svantaggi, i quali animano l’acceso dibattito in corso da anni tra i suoi sostenitori e coloro che sono maggiormente scettici verso il suo impiego.

I vantaggi

Principalmente, l’energia nucleare viene considerata vantaggiosa per i seguenti motivi:

  • La sua produzione non genera emissioni di CO2 e di altri agenti inquinanti;
  • Può essere prodotta in quantità elevate, a ciclo continuo e a prescindere dalle condizioni atmosferiche e ambientali;
  • Le centrali necessarie per produrla occupano limitati quantitativi di suolo, al contrario, ad esempio, di altri impianti utili allo sviluppo di un’industria sostenibile, come quelli eolici o solari.

Gli svantaggi

Al contempo, la stessa energia presenta una serie di svantaggi, tra i quali rientrano, in prevalenza:

  • Il rischio di incidenti gravi, aspetto che preoccupa maggiormente popolazione e governi. Infatti, sebbene abbiano una bassa probabilità di verificarsi, eventuali incidenti nucleari possono avere conseguenze devastanti su persone e ambiente, come accaduto nel 1986 con il disastro di Chernobyl o, più di recente, con quello di Fukushima;
  • La non rinnovabilità dell’uranio, che sul nostro pianeta esiste in quantità limitata;
  • La produzione di scorie nucleari e residui radioattivi e la conseguente necessità di depositi e procedure per stoccarli e gestirli correttamente e senza rischi per l’ecosistema;
  • Costi e tempi elevati, richiesti per la costruzione delle centrali nucleari.

Attuali dibatti sull’energia nucleare

La scelta di utilizzare – e in quale entità – l’energia nucleare per produrre elettricità è, ancora oggi, controversa. Il dibattito sul nucleare, iniziato negli anni Settanta, continua ad infiammare i tavoli di discussione di enti, governi e rappresentanti del mondo economico, tecnologico e scientifico, che si trovano a valutare l’impiego di tale forma energetica.

Il tema di un possibile ritorno al nucleare in Italia è stato centrale, ad esempio, nel recente convegno Italia Direzione Nord 23 – IDN 23 – Riflessioni sulla Leadership, organizzato a Milano da Fondazione Stelline e Inrete, con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Fondazione Cariplo. Durante l’evento si è ampiamente discusso sul futuro delle auto e dei trasporti, soprattutto in vista dello stop ai motori termici previsto per il 2035, e del possibile ruolo del nucleare ai fini dell’indipendenza energetica del Paese.

Significativo anche il lancio, avvenuto nei mesi scorsi di una Piattaforma Nazionale per un Nucleare Possibile, presentata dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin, quale strumento di coordinamento tra tutti i soggetti impegnati su questioni inerenti l’energia nucleare, i rifiuti radioattivi, la sicurezza e la protezione dalle radiazioni. Di recente, inoltre, l’Italia ha firmato con altri Paesi anche un accordo per la ricerca e lo sviluppo di microreattori nucleari.

Il tema del nucleare alla COP28 di Dubai

Il ritorno al nucleare è stato argomento centrale anche nei recenti negoziati sul clima della Conferenza COP28 di Dubai. Durante la stessa, ben 22 Paesi hanno firmato una dichiarazione di impegno a triplicare la produzione di energia nucleare entro il 2050. Tra i Paesi firmatari non vi è però l’Italia.