Estate addio: il 22 settembre 2025, esattamente alle 20:19, cadrà l’equinozio d’autunno, un fenomeno astronomico che da sempre accompagna miti, riti e tradizioni globali.

Quando arriva l’autunno? Forse qualcuno si aspettava iniziasse oggi, ma quest’anno l’equinozio non cade il 21 settembre, bensì il 22. L’autunno inizierà quindi domani e non si tratta di un semplice cambio di stagione, ma di un vero e proprio fenomeno astronomico che da secoli affascina studiosi e culture di ogni parte del mondo.

Alle 20:19 ora italiana il Sole si troverà perfettamente allo zenit dell’Equatore, determinando una quasi perfetta uguaglianza tra le ore di luce e quelle di buio. Da quel momento in poi, nell’emisfero settentrionale, la durata del giorno comincerà a ridursi progressivamente fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre.

Andiamo allora a scoprire i riti e le tradizioni più curiose per festeggiarlo.

Equinozio d’autunno 2025: come viene festeggiato nel mondo

Ancora oggi l’equinozio d’autunno conserva un forte valore simbolico per moltissime culture. Qualche esempio? Iniziamo dall’Europa: a Vilnius, in Lituania, l’arrivo dell’autunno è accolto dal Rito delle candele, che illumina il fiume Neris con migliaia di piccole fiammelle.

Spostandoci in Asia, in Giappone si celebra invece lo Shūbun no Hi, festa nazionale che cade il 23 settembre e unisce il ricordo degli antenati alla gratitudine per i frutti della terra. La ricorrenza è parte della settimana di Higan, dedicata alla riflessione sulla transitorietà della vita e al legame con la natura.

In Corea del Sud lo stesso periodo coincide con il Chuseok, la grande festa del raccolto: le famiglie si riuniscono per onorare i defunti con il rito del charye e condividere banchetti con specialità tradizionali, tra cui i songpyeon, dolci di riso a forma di mezzaluna.

Dall’Asia al continente americano, la magia continua. A Chichén Itzá, in Messico, migliaia di persone si radunano per osservare il cosiddetto “serpente di luce”: al tramonto l’ombra del Sole crea un profilo ondulato sui gradoni della piramide di Kukulcán. Mentre a Machu Picchu, capolovoro del Perù, la pietra intihuatana segna lo zenit solare, senza proiettare ombre.

Antichi riti e tradizioni del passato

Le antiche civiltà hanno attribuito all’equinozio d’autunno un significato legato al raccolto, alla fertilità e al ringraziamento per i doni della terra. I Druidi lo conoscevano come Mabon, un momento di equilibrio e di bilancio prima dell’arrivo dell’inverno. Anche i Nativi Americani celebravano la stagione della mietitura con rituali di gratitudine. Per gli Egizi, invece, l’equinozio era associato alle esondazioni del Nilo, anch’esso simbolo di rinascita e fertilità.

E non finisce qui: Stonehenge, in Inghilterra, e persino le Piramidi di Giza in Egitto furono progettati con allineamenti astronomici che segnalano i passaggi del Sole durante equinozi e solstizi. Entrambe testimonianze di quante queste pratiche siano presenti da sempre.

Simboli legati all’equinozio d’autunno

Da secoli l’equinozio è accompagnato da simboli che richiamano i temi dell’equilibrio e della trasformazione. La bilancia rappresenta l’uguaglianza tra luce e buio, la mela è legata al raccolto e alla conoscenza, la zucca richiama cambiamento e rinascita.

La magia del foliage autunnale, infine, evoca la bellezza effimera della vita e il ciclo delle stagioni che si rinnova. Oltre, ovviamente, a essere uno spettacolo imperdibile.