Il Ministero dei Trasporti introduce i jammer nelle aule degli esami di teoria per la patente per contrastare le truffe tecnologiche. Ecco come funzionano questi dispositivi e quando potranno essere disattivati.
Gli esami teorici per conseguire la patente di guida stanno diventando sempre più tecnologici. Accanto ai quiz per la patente informatizzati, però, negli ultimi anni si sono diffusi anche tentativi di truffa basati su dispositivi elettronici sempre più piccoli e difficili da individuare. Per contrastare questo fenomeno, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di introdurre in modo sistematico i jammer, strumenti in grado di bloccare le comunicazioni wireless all’interno delle aule d’esame.
L’obiettivo delle misure contro le truffe è garantire che le prove si svolgano in modo corretto e imparziale, evitando che alcuni candidati possano ricevere suggerimenti dall’esterno durante il test. La misura riguarda tutti gli esami informatizzati legati alla guida e sarà progressivamente estesa a numerose sedi della Motorizzazione Civile in tutta Italia.
Cosa sono i jammer e perché vengono utilizzati
I jammer sono dispositivi elettronici progettati per disturbare e bloccare i segnali radio utilizzati dalle telecomunicazioni mobili. In pratica generano un segnale elettromagnetico che satura le frequenze utilizzate da smartphone e altri dispositivi connessi, rendendo impossibile la trasmissione di dati.
Questo significa che, quando il sistema è attivo, all’interno dell’aula d’esame non è possibile utilizzare:
- Reti GSM;
- Connessioni 5G, 4G e 3G;
- Wi-Fi;
- Bluetooth.
Il risultato è una vera e propria “zona schermata”, nella quale i dispositivi elettronici non riescono a comunicare con l’esterno.
La diffusione dei jammer nasce dall’aumento dei tentativi di frode per evitare di fallire gli esami teorici. In alcune grandi città, infatti, si stima che tra il 5% e il 10% degli esami presentasse tentativi di truffa, spesso organizzati con sistemi tecnologici sofisticati.
Con questi dispositivi il Ministero punta quindi a ridurre drasticamente il fenomeno, assicurando che il conseguimento della patente avvenga nel rispetto delle regole.
Le tecniche di truffa durante i quiz della patente
Le frodi durante l’esame teorico si basano spesso su strumenti miniaturizzati difficili da individuare durante i controlli preliminari.
I kit utilizzati da chi tenta di aggirare il sistema possono includere:
- Microcamere nascoste nei bottoni della camicia o negli occhiali;
- Piccoli dispositivi integrati nei vestiti;
- Auricolari quasi invisibili inseriti nell’orecchio;
- Smartwatch o altri dispositivi connessi.
Il meccanismo è semplice. Il candidato riprende le domande del quiz tramite una microcamera e le invia a un complice all’esterno dell’aula. Quest’ultimo individua le risposte corrette e le comunica attraverso un auricolare o altri sistemi di connessione wireless.
Grazie alla miniaturizzazione della tecnologia, questi strumenti possono essere estremamente discreti e difficili da rilevare. I jammer interrompono proprio questa catena di comunicazione: bloccando le connessioni, impediscono l’invio delle immagini e la ricezione delle risposte. In questo modo il candidato non può ricevere suggerimenti dall’esterno e dovrà prepararsi all’esame per svolgere la prova autonomamente.
Dove e quando verranno utilizzati i jammer
L’uso dei jammer è stato chiarito da una circolare del Ministero dei Trasporti del 30 gennaio 2026, che definisce modalità e ambiti di applicazione.
I dispositivi saranno installati in circa 130 aule d’esame della Motorizzazione Civile e verranno attivati durante lo svolgimento delle prove teoriche. La loro applicazione riguarda tutti gli esami informatizzati legati alla guida, tra cui:
- Esami per qualsiasi tipo di patente;
- Prove per la patente CQC (Carta di Qualificazione del Conducente);
- Esami legati alla revisione del titolo di guida.
La schermatura delle onde elettromagnetiche è limitata esclusivamente agli spazi interni delle aule in cui i jammer sono installati. Al di fuori di questi ambienti, quindi, i normali sistemi di comunicazione continuano a funzionare senza interferenze.
L’obiettivo non è solo contrastare le frodi, ma anche rafforzare l’affidabilità dell’intero sistema degli esami di guida, garantendo che tutti i candidati affrontino la prova nelle stesse condizioni.
I casi in cui l’esame potrà svolgersi senza jammer
L’introduzione dei disturbatori di frequenza solleva anche un tema importante: l’eventuale interferenza con alcuni dispositivi elettromedicali personali.
Molti strumenti sanitari moderni utilizzano infatti connessioni wireless — come Bluetooth o Wi-Fi — per trasmettere dati a smartphone o piattaforme mediche. Tra questi rientrano, ad esempio:
- Sistemi di monitoraggio continuo del glucosio;
- Microinfusori insulinici con gestione tramite app;
- Pacemaker e defibrillatori con telemetria wireless;
- Misuratori di pressione smart;
- Holter cardiaci digitali;
- Dispositivi di monitoraggio respiratorio connessi;
- Pulsossimetri smart;
- Apparecchi acustici con gestione via app.
Per evitare possibili interferenze, il Ministero ha previsto sessioni d’esame dedicate con jammer disattivati.
Potranno accedere a queste sedute:
- Donne in gravidanza;
- Persone particolarmente sensibili o fragili;
- Candidati che utilizzano dispositivi medici potenzialmente incompatibili con la schermatura.
Per partecipare sarà necessario presentare una certificazione medica specialistica che attesti la propria condizione, direttamente o tramite l’autoscuola.
Più controlli per un sistema più affidabile
L’introduzione dei jammer rappresenta uno dei passi più recenti nella digitalizzazione e nella messa in sicurezza degli esami di guida.
Negli ultimi anni le prove teoriche sono diventate completamente informatizzate, con questionari gestiti tramite computer e sistemi digitali. Questo ha migliorato la gestione delle sessioni d’esame, ma ha anche aperto nuove possibilità di frode tecnologica.
Con l’utilizzo dei disturbatori di frequenza, il Ministero punta a chiudere queste falle e a garantire che chi ottiene la patente abbia realmente acquisito le conoscenze necessarie per guidare.
Del resto, la patente rappresenta il primo passo per entrare nel mondo della mobilità su strada, con tutte le responsabilità che comporta: dalla sicurezza stradale alla corretta gestione del veicolo, fino agli obblighi legati all’assicurazione auto e al rispetto del Codice della Strada.








