Nuove regole per entrare nel Regno Unito: i cittadini italiani dovranno richiedere l’ETA prima della partenza, valida per visite fino a sei mesi.

Cambiano le modalità di ingresso nel Regno Unito per i viaggiatori provenienti dall’Italia e da molti Paesi europei. A partire dal 25 febbraio 2026 diventa infatti necessario ottenere l’ETA, l’Electronic Travel Authorisation, un visto a pagamento per chi desidera visitare il Paese per turismo o brevi permanenze. L’autorizzazione digitale sarà collegata direttamente al passaporto e non riguarderà chi possiede già uno status di residenza britannico o la doppia cittadinanza.

Si tratta di una novità pensata per rendere più rapidi i controlli alle frontiere, ma che richiede attenzione nella fase di richiesta per evitare costi aggiuntivi su piattaforme non ufficiali. L’ETA avrà una validità di due anni – oppure fino alla scadenza del passaporto – e sostituirà definitivamente la carta d’identità come documento sufficiente per l’ingresso nel Paese.

Scopriamo nel dettaglio cos’e e tutte le altre informazioni da sapere per richiederlo.

Chi deve richiedere l’ETA e come funziona

Dal giorno di entrata in vigore, tutti gli italiani che viaggeranno nel Regno Unito per soggiorni brevi dovranno essere in possesso dell’autorizzazione elettronica prima dell’imbarco. Le compagnie aeree effettueranno verifiche preventive e chi ne sarà sprovvisto potrebbe non essere autorizzato a partire.

In molti scali, inoltre, la combinazione tra ETA e controlli automatizzati potrà rendere più veloce il passaggio ai controlli, soprattutto per chi utilizza corsie prioritarie o servizi fast track disponibili in aeroporto.

La richiesta si effettua online tramite l’app ufficiale UK ETA o attraverso il portale Gov.uk/ETA, con un costo di 16 sterline. Nella maggior parte dei casi la risposta arriva in pochi minuti, anche se è consigliato presentare la domanda con qualche giorno di anticipo per eventuali controlli supplementari. È importante utilizzare esclusivamente i canali istituzionali per evitare sovrapprezzi applicati da siti intermediari.

Chi è esente dall’ETA e differenze con visti di studio o lavoro

Non devono richiedere l’ETA i cittadini italiani già titolari di EU Settled Status o Pre-Settled Status, chi possiede un visto valido per lavoro o studio e le persone con doppia cittadinanza italo-britannica. In questi casi resta comunque necessario mantenere aggiornati i dati personali sul proprio account UKVI.

Per soggiorni legati a studio o impiego continua invece a essere obbligatorio l’eVisa. Tutti i titolari, compresi i minori, dovranno gestire il proprio permesso tramite la piattaforma UKVI e assicurarsi che le informazioni del passaporto siano corrette e aggiornate prima della partenza.