Con l’inizio del nuovo anno, lo standard Euro 5+ per moto e scooter è diventato obbligatorio per tutte le nuove immatricolazioni. Ecco cosa cambia e i nuovi requisiti richiesti in materia di emissioni e diagnostica.
Mentre per le auto è arrivata la classe Euro 6 e si pensa già alla Euro 7, il 1° luglio 2025 è la data del passaggio al nuovo standard secondo la classificazione “Euro”, l’aggiornamento è arrivato anche nelle due ruote.
In questi primi giorni dell’anno, quindi, ci sono già diverse novità da seguire su bollo moto, assicurazione moto e sul nuovo Codice della Strada per restare aggiornati, scegliere il veicolo migliore ed evitare di incorrere in eventuali sanzioni.
Standard Euro 5+: di cosa si tratta
Le nuove direttive europee in materia di riduzione dell’inquinamento e miglioramento della qualità dell’aria hanno portato all’introduzione di nuovi requisiti per le moto, che sono stati raccolti nello standard Euro 5+.
L’obbligo dello standard Euro 5 per le nuove omologazioni è, infatti, scattato nel 2020 e dal 2021 è obbligatorio vendere solo mezzi appartenenti a questa classe. Nel 2024 è invece diventata obbligatoria l’omologazione secondo la classe Euro 5+ e, dal 1° gennaio 2025, anche l’immatricolazione dei nuovi mezzi.
I nuovi requisiti riguardano la diagnostica di bordo, il controllo delle emissioni di Co2 e il superamento di test più severi sulla durabilità e sulla rumorosità del mezzo.
Standard Euro 5+: i veicoli convolti
I veicoli che dovranno rispettare lo standard Euro 5+ sono tutti gli scooter e moto con motore termico di nuova immatricolazione, appartenenti alla categoria L, quindi ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli. Sono compresi anche i motocicli da fuori strada a quattro ruote, i quad. Mentre per le moto da trial ed enduro è scattato lo standard Euro 5 nel 2024 per le nuove omologazioni e nel 2025 per le nuove immatricolazioni.
Omologazione e immatricolazione: cosa cambia con lo standard Euro 5+
Il processo di omologazione di un veicolo è necessario per verificare il rispetto delle normative vigenti, il possesso dei requisiti specifici e il superamento dei test al fine di ottenere il certificato di approvazione per poter essere commercializzato.
Lo standard Euro 5+ introduce importanti novità e prevede:
- L’aggiornamento del livello OBD II (On-Board Diagnostics) con l’inclusione del monitoraggio catalizzatore e limiti minimi al monitoraggio del sistema tramite indici IUPR ((In-Use Performance Ratio);
- L’abbassamento dei limiti del monitoraggio dei sistemi OBD I e II (passaggio da Threshold Limits di livello B1 ai nuovi limiti di livello B2);
- L’obbligo del monitoraggio OBD durante la guida del veicolo per la segnalazione dell’attivazione di modalità operative che comportano una sensibile riduzione della coppia del motore, applicabile anche ai veicoli elettrici;
- La rimozione dell’opzione di calcolo matematico tramite Fattore di Deterioramento tabulato per l’ottemperanza ai requisiti di durata del veicolo, in modo da poter valutare il livello di inquinanti emessi a fine vita.
Sono previste anche alcune deroghe per l’adeguamento al nuovo standard sulle giacenze delle case costruttrici ma solo fino ad un massimo del 10% che verrà calcolato partendo dal numero di mezzi venduti negli ultimi due anni.
Euro 5+ e Euro 5 a confronto
Cosa cambia rispetto allo standard Euro 5? Il nuovo standard introduce regole più severe per il raggiungimento dell’obiettivo di emissioni zero nel settore. Non si tratta quindi di un semplice aggiornamento ma di una riduzione dei limiti tollerati delle emissioni, in particolare dei valori di ossido di azoto (NOx) e degli idrocarburi incombusti (HC).
I sistemi di monitoraggio introdotti sono più sofisticati rispetto allo standard Euro 5 e in grado di effettuare un controllo accurato e continuo delle emissioni inquinanti, al contrario dello standard precedente che monitorava solo le anomalie maggiori.
Standard Euro 5+: perché è così importante
L’adeguamento al nuovo standard ha rappresentato una bella sfida per progettisti e produttori del mondo delle due ruote che, in alcuni casi, ha comportato anche qualche leggero aumento di prezzo, in cambio però di motori più efficienti, ecologici e con prestazioni migliori.
Il rispetto delle normative è importante, oltre che per l’impatto sulla salute e sull’ambiente, anche per la circolazione del veicolo. Sono sempre più frequenti, infatti, i provvedimenti per il blocco del traffico e la creazione di nuove ZTL per limitare l’accesso alle aree urbane da parte dei mezzi più inquinanti e per cercare di ridurre l’inquinamento atmosferico in città.
Questo porterà molto probabilmente all’entrata in vigore dello standard Euro 6, che potrebbe arrivare nel 2030. Intanto, al momento, anche se non è stato imposto nessun obbligo di adeguamento al nuovo standard per i mezzi già in circolazione. Occorre comunque fare attenzione ai vari provvedimenti e alle restrizioni per il traffico messe in atto dalle città, che prevedono multe per i trasgressori.








