In un periodo storico che sta vedendo molti paesi entrare nel pieno della transizione ecologica, l’Unione Europea volge lo sguardo verso una delle fonti per la produzione di energia sostenibile più vaste e pulite del mondo: l’oceano.

La decarbonizzazione è uno degli obiettivi principali da raggiungere nel giro di pochi decenni, se la popolazione mondiale vuole garantire alle future generazioni un mondo sano e soprattutto vivibile.

Molti settori si stanno muovendo in varie direzioni per offrire soluzioni green. In campo automobilistico, ad esempio, si stanno facendo ricerche sui biocarburanti e, alle grandi fiere, si presentano modelli sostenibili, come le auto elettriche, sempre più innovativi e resi accessibili e comodi dall’aumento dei servizi di ricarica elettrica.

Con l’avvicinarsi della Giornata Mondiale dell’Acqua, le società hanno modo di riflettere più a fondo sul ruolo fondamentale che questo elemento della natura ricopre per il benessere dell’uomo e del pianeta, anche in campo energetico.

Non mancano sperimentazioni per realizzare motori ad acqua, o prodotti che sfruttano l’acqua salata del mare, come ad esempio la Waterlight.

L’Unione Europea, però, desidera impegnarsi maggiormente per impiegare le grandi potenzialità dell’oceano, e in particolare delle maree e del moto ondoso, in modo tale da renderlo pilastro dell’energia del futuro.

Maree e forza delle onde: la produzione di energia sostenibile a portata di Europa

Il 71% della superficie terrestre è ricoperta d’acqua, la quale è sempre in movimento e capace di generare energia pulita e praticamente infinita.

La particolare conformazione dell’Europa, Continente con una delle più grandi coste del mondo, la avvantaggia nell’utilizzo dell’energia prodotta dalle onde e dalle maree che, secondo Rémi Guret, responsabile della rete Ocean Energy Europe, potrebbe coprire circa il 10% dell’attuale consumo di energia.

Proprio per questo l’Unione Europea vuole guidare la rivoluzione energetica che sfrutta la potenza marina, ponendosi degli obiettivi ambiziosi e ben precisi.

Uno dei propositi più importanti vede il suo utilizzo su scala industriale entro il 2030, attraverso la creazione di parchi energetici oceanici capaci di produrre 100 megawatt entro il 2027 e 40 gigawatt entro il 2050.

Energia ricavata dalle onde: quali sono i progetti europei più interessanti?

Grazie ai progressi tecnologici, oggi non è più un’utopia sfruttare l’energia dell’acqua senza spendere cifre impossibili e senza rovinare il paesaggio.

Sono diverse le aziende che stanno sviluppando prototipi di strumenti capaci di ricavare energia dal moto ondoso e di desalinizzare l’acqua.

Molte di queste imprese sono riuscite a fare passi da gigante grazie alla struttura di ricerca Plocan, la Piattaforma Oceanica delle Isole Canarie.

In particolare, la startup danese Wavepiston è riuscita a sviluppare una tecnologia in grado di ricavare energia dal movimento delle onde.

Il sistema funziona tramite delle piastre sottomarine che vengono spostate avanti e indietro dalla forza naturale delle onde. Le piastre, in questo modo, pompano l’acqua in un tubo, che attiva una turbina che produce energia green.

Michael Henriksen, CEO e co-fondatore di Wavepiston, ha affermato:

“Le onde contengono molta energia, ma non siamo ancora riusciti a produrre qualcosa che sia competitivo rispetto alle altre fonti rinnovabili. Andare in mare aperto è difficile… Questo metodo è semplice ma efficace, in quanto riduce le costose riparazioni che avvengono in mare aperto”.

Il progetto ha ricevuto circa 15 milioni di investimenti, arrivati anche dall’Unione Europea.

Un’altra azienda, HydroQuest, sita vicino a Grenoble, sta invece lavorando a un impianto, che vuole essere il più potente del mondo, capace di trasformare il flusso dell’acqua in elettricità, ricavata da turbine azionate da correnti della marea.

Un progetto simile della stessa impresa, finanziato da Bruxelles, è stato recentemente avviato nel Canale della Manica.

Produzione di energia sostenibile dall’acqua: la situazione italiana

L’Italia non è indietro rispetto ad altri paesi per quanto riguarda la produzione di energia sostenibile. Il Trentino è leader del fotovoltaico, ad esempio.

Il nostro paese accoglie inoltre diversi impianti di energia mareomotrice, sempre più apprezzati da tanti governi.

REWEC e WAVESAX, che producono energia facendo uso dell’aria compressa generata dal movimento dell’acqua, sono siti energetici molto importanti situati a Civitavecchia.

Da menzionare anche la turbina di Kobold, situata sul fondale marino nei pressi della frazione di Ganzirri, a Messina, che è connessa alla rete nazionale con una potenza di 25 chilowatt.

Nel complesso, l’Italia si sta rivelando parte attiva nella ricerca di nuove forme di energia sostenibili e accessibili, capaci di favorire il benessere del pianeta.