Non solo tradizione, la città di Napoli guarda al futuro con la creazione di un hub votato alle sfide della tecnologia rapportate alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per un rilancio del Mezzogiorno che parta dai giovani e dalle startup. 

Che cos’è la Fabbrica Italiana dell’Innovazione di Napoli

Sviluppo del territorio, promozione della twin transition (che unisce digitale e sostenibilità) e sostegno alle imprese dei più giovani che puntano sulla green e blue economy: sono queste le direttrici su cui si basano gli obiettivi della Fabbrica Italiana dell’Innovazione, un hub inaugurato lo scorso 14 novembre a Napoli e che promette di essere un polo di attrazione economico, creativo e culturale. Il capoluogo partenopeo ancora una volta è sotto i riflettori non solo per le sue tradizioni, dalla pizza al calcio, ma anche per il suo continuo guardare avanti. Sono entrambi dello scorso ottobre, infatti, due avvenimenti degni di nota: la Urban Mobility Conference, iniziativa votata alla mobilità sostenibile che vede la città sempre più smart city e il progetto lanciato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Talent Garden, per valorizzare le competenze e dare la possibilità alla nuova generazione di non dover abbandonare il Sud alla ricerca di lavoro.

Un hub che investe nel futuro, tra tecnologia e sostenibilità

La Fabbrica Italiana dell’Innovazione non si definisce solo un incubatore o un acceleratore per startup, ma anche un modello che sia rispettoso del benessere dell’uomo e del Pianeta, riferendosi a quello che sarebbe (probabilmente) la sfida più importante: diventare uno strumento efficace per la ripartenza del Mezzogiorno. In tema di servizi pratici, quali sono quelli offerti? Per le startup in fase embrionale c’è un percorso di consulenza che va dalla formazione al mentoring, con tanto di scouting di nuove idee. Per clienti pubblici, privati o finanziari saranno fornite leve per migliorare le prestazioni in ambito digitale, con un supporto particolare all’accesso alla finanza di rischio, con facilities per esempio nell’ambito di prestiti e finanziamenti nei settori della ricerca e dell’innovazione. In più, anche uno spazio di co-working rivolto anche freelance, programmatori e designer. A mettere in piedi la Fabbrica Italiana dell’Innovazione sono state 10 aziende private locali: il direttore è Vincenzo Lipardi, che si è unito con la sua Spici (Società per l’Innovazione, la Cooperazione e l’Internazionalizzazione), una realtà di Open Innovation all’interno dell’Università di Napoli Federico II.

La scelta dell’ex Archivio Storico dell’Enel: rigenerare un’intera area

Dove si trova la Fabbrica Italiana dell’Innovazione? A essere scelta come campo base è stata la sede dell’ex Archivio Storico dell’Enel, ubicata in Via Ponte dei Granili 24, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, cantiere del nascente Polo Tecnologico legato all’università. Si tratta di un luogo abbandonato da molti anni e che ora, grazie anche ai fondi stanziati dalla Banca di Credito Cooperativo di Napoli, è pronto per essere rivalutato, generando così un effetto positivo su tutta l’area.