La Ferrata Sentiero dei Fiori è un percorso spettacolare tra creste e ponti sospesi, immerso nella storia della Prima Guerra Mondiale.

Nel cuore del Parco Naturale dell’Adamello, al confine tra Trentino e Lombardia, si snoda uno degli itinerari più affascinanti delle Alpi italiane: la Ferrata Sentiero dei Fiori. Tra i migliori passi di montagna in Lombardia, questo percorso d’alta quota unisce bellezza naturale, memoria storica e adrenalina, tracciando la linea di cresta dove durante la Prima Guerra Mondiale correva il fronte italiano.

Lungo passerelle sospese, cenge attrezzate, vecchie trincee e gallerie militari, il Sentiero dei Fiori offre una delle esperienze più emozionanti per escursionisti esperti, a oltre 3000 metri di quota. In questa guida scoprirai come affrontarlo al meglio: dalla logistica di partenza alle varianti del percorso, con indicazioni pratiche per orientarti e affrontare in sicurezza questa straordinaria escursione.

Come arrivare e punto di partenza: il Passo del Tonale

Il punto di accesso più comodo al Sentiero dei Fiori è il Passo del Tonale, valico alpino che collega la Val di Sole (Trentino) con l’Alta Val Camonica (Lombardia). Si può arrivare in auto passando per l’autostrada A22 o l’A4, da Bolzano (circa 2 ore) o da Brescia (circa 2h 30’). In entrambi i casi, i servizi di telepedaggio permettono di saltare la fila al casello, accelerando l’arrivo sul posto. Altrimenti si può seguire la Strada Statale 42, oppure passare  dalla Valtellina con la SS39.

Una volta arrivati al comprensorio Ponte di Legno-Tonale, si può parcheggiare nei pressi della funivia Paradiso, lato lombardo del passo. Da qui si prende la cabinovia fino a Passo Paradiso (2585 m), dove comincia l’avvicinamento al sentiero. Si aggira un piccolo lago e si segue il sentiero CAI 44 in salita verso il Passo del Castellaccio (2963 m), raggiungibile in circa 1h 15’ su buon sentiero di alta montagna. Qui, dopo aver indossato imbrago e set da ferrata, inizia ufficialmente il Sentiero dei Fiori.

Sul filo della storia: il percorso attrezzato

L’itinerario si sviluppa in cresta, a cavallo tra la Val di Sole e la Val Camonica, su un tracciato tracciato dai soldati italiani durante la Grande Guerra. I primi tratti attrezzati non presentano particolari difficoltà e si percorrono tra saliscendi panoramici, cenge e passerelle in legno. Una deviazione consigliata porta in pochi minuti al Nido dell’Aquila, un punto panoramico strategico costruito per fini militari.

Proseguendo, si raggiunge il tratto simbolo del percorso: il Gendarme di Casamadre, un torrione roccioso superato da due spettacolari ponti sospesi. Per chi soffre di vertigini, esiste un’alternativa attraverso una galleria militare scavata nella roccia.

Il sentiero prosegue tra cenge, gradoni e tratti attrezzati, alternando passaggi esposti ad altri più agevoli. In estate avanzata è possibile trovare tratti innevati che rendono indispensabili ramponi, piccozza e, in certi casi, corda per progressione in conserva. Dopo circa 1h 15’ dall’inizio della ferrata si raggiunge il Bivacco Amici della Montagna (3160 m), utile punto di sosta o bivacco in caso di emergenza.

Varianti, vie di fuga e tratti più tecnici

Dopo il bivacco, il percorso può essere abbreviato oppure prolungato, in base al tempo, alle condizioni meteo e alla preparazione fisica.

Variante breve (via di fuga)

Dal Passo di Lagoscuro (2970 m – 30’ dal bivacco), si può scendere a sinistra verso il Lago Scuro, risalire al Passo di Maroccaro e quindi raggiungere la Capanna Presena, da cui una seconda funivia riporta al punto di partenza (circa 2h totali). Siamo nei pressi del Ghiacciaio Presena.

Variante intermedia

Chi desidera proseguire può salire in 20 minuti alla Cima Payer (3056 m), da cui si aprono viste spettacolari. Da qui si può tornare indietro o continuare verso Passo Payer (2978 m). Questo tratto richiede passo sicuro e assenza di vertigini: si scendono cenge esposte, placche e traversi aerei classificabili come “difficili” nel panorama delle ferrate.

Dal Passo Payer si scende verso il Rifugio Città di Trento al Mandrone (2449 m), per poi risalire nuovamente al Passo di Maroccaro e chiudere l’anello a Capanna Presena (circa 6h 30’ totali).

Variante lunga e completa

I più allenati possono proseguire fino al Passo del Lago di Pisgana (2933 m) attraverso un tratto di ferrata impegnativo ma spettacolare, che tocca la Punta Pisgana (3088 m). Da qui si scende al Rifugio Città di Trento, si risale al Passo di Maroccaro e si rientra a Capanna Presena (circa 9h 30’ totali). Questo è l’anello completo del Sentiero dei Fiori.

Consigli pratici e sicurezza in quota

Il Sentiero dei Fiori non è tecnicamente estremo, ma richiede esperienza alpinistica di base, assenza di vertigini, attrezzatura completa da ferrata (casco, imbrago, set), e nelle stagioni intermedie anche equipaggiamento da ghiaccio (ramponi, piccozza).

Va sempre considerata l’altitudine media dell’escursione (tra i 2800 e i 3100 m), che può esporre a cambi meteo improvvisi e presenza di neve anche in estate inoltrata. Non è un sentiero adatto a chi muove i primi passi in montagna, ma è perfetto per escursionisti esperti in cerca di un’esperienza completa tra natura, storia e adrenalina.

Per chi vuole ridurre la fatica in discesa o abbreviare i tempi, è possibile scendere a Capanna Presena in più punti intermedi e da lì tornare al Tonale con la funivia.