La Festa dei Candelieri di Sassari è un rito antico almeno cinque secoli, che ogni anno il 14 agosto celebra la devozione dei cittadini verso la Madonna dell’Assunta. La processione trasporta a spalla tredici grandi candelieri in legno lungo le vie fino alla Chiesa di Santa Maria di Betlem e attira in Sardegna migliaia di visitatori da tutto il mondo.
La Discesa dei Candelieri, in sassarese la Faradda di li Candareri, non è solo un’antica celebrazione di fede, ma poiché è parte della Rete delle Feste delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, è protetta dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. La Rete stessa è nata con il fine di preservare le più antiche manifestazioni devozionali italiane: le più note tra queste sono la Macchina di Santa Rosa a Viterbo, in Lazio, la Varia di Palmi, in Calabria, la Festa dei Gigli di Nola, che si trova vicino a Napoli, in Campania, la Festa dei Ceri di Gubbio, in Umbria, e la Faradda sassarese.
Sono tutti eventi dal grande valore storico e culturale, oltre che religioso, che rappresentano la viva testimonianza di una tradizione che affonda le sue radici in profondità nelle comunità stesse che le organizzano.
La storia della Festa dei Candelieri, tra storia, tradizione e devozione
I primi documenti attestano che la Faradda nacque come voto alla Madonna dell’Assunta in seguito all’epidemia di peste che colpì Sassari nel Cinquecento. In realtà le origini della festa sono ancora più antiche e risalgono a un rito simile praticato a Pisa nel XIII secolo: nella città toscana infatti la sera del 14 agosto i fedeli portavano in processione un cero votivo all’interno di un tabernacolo in legno, che col tempo assunse la forma di una colonna lignea. È probabile dunque che Sassari, alleata della Repubblica Marinara di Pisa, partecipasse con un’offerta. Successivamente divenne consuetudine in città celebrare la festa ogni anno alla vigilia di Ferragosto.
Sassari, nel frattempo, diventò alleata di Genova e poi, nel Trecento, passò sotto il dominio spagnolo. Gli Aragonesi tentarono senza successo di sopprimere la Faradda a causa delle ingenti spese che la festa comportava. Furono gli stessi sassaresi a decidere di sostituire i ceri con macchinari in legno per risparmiare sulla materia prima. Da quel momento, i gremi- cioè le corporazioni di arti e mestieri- iniziarono a portare in processione le alte colonne lignee sormontate da bandiere: nacquero così i Candelieri.
La leggenda della Faradda
Secondo la tradizione, nel 1528 un’epidemia di peste si concluse proprio il 14 agosto per intercessione della Vergine e di San Sebastiano. Sassari fece un voto a entrambi, ma solo il voto alla Madonna sopravvisse nel tempo sotto forma di processione della Vigilia dell’Assunta. Dal XVI secolo, ogni 14 agosto i gremi iniziarono a portare in processione i candelieri da piazza Castello alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Nel 1855 la Faradda si svolse il 1° dicembre, quando cessò un’epidemia di colera che causò circa ottomila vittime. Nell’Ottocento la festa rischiò di scomparire. Degli otto gremi partecipanti ne rimasero solo cinque: i mercanti, i pastori, i sarti e i carradori, che in quel periodo rifiutarono di partecipare o si sciolsero.
La Rinascita della Discesa dei Candelieri
Nella prima metà del XX secolo, il Comune si impegnò molto per riportare partecipanti alla Faradda. Negli ultimi anni il numero dei gremi è salito a undici, con la riammissione del gremio dei macellai. La Faradda de li Candelieri di Sassari è entrata a far parte della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, che dal 2013 è Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.
I protagonisti e il rito della Faridda di li Candareri
Obrieri, portatori, gli undici gremi, il sindaco, i mazzieri e molti altri. La Discesa dei Candelieri di Sassari è una festa dall’enorme partecipazione, con i protagonisti che interpretano ruoli ben precisi. Anche chi assiste alla festa- sassaresi e turisti- è coinvolto dalla passione per questo evento che vede in azione molti personaggi.
I Gremi
Discendenti delle antiche corporazioni di arti e mestieri della Sardegna, i gremi sono undici. Durante la processione del 14 agosto, sfilano con il proprio cero ligneo decorato in modo diverso a seconda del mestiere. Ciascun gremio ha un santo patrono e dispone di una cappella per i riti religiosi. Il termine è una parola spagnola e significa gilda.
Gli Obrieri
Questa parola, che deriva anch’essa dallo spagnolo “obrero” (operaio), indica una persona con un ruolo importante all’interno del gremio. L’Obriere Maggiore porta lo stendardo del gremio durante la Discesa dei Candelieri, mentre l’Obriere di Candeliere è il responsabile del cero votivo. Entrambi vengono nominati il giorno della festa patronale.
I Portatori
Sono coloro che fisicamente sostengono il peso del grosso candeliere. Il cero ligneo può pesare fino a quattro quintali ed è alto più di tre metri. Per trasportarlo lungo tutto il percorso della Discesa sono necessarie otto persone, che hanno il compito di far “danzare” il candeliere attraverso una serie di passi che costituiscono una studiata coreografia.
L’Amministrazione
Le autorità civili attendono il passaggio della Faradda presso il Teatro Civico, un tempo sede del Palazzo di Città. Il sindaco accoglie il gremio dei massai per l’investitura del nuovo Obriere Maggiore e per il tradizionale brindisi “A zent’anni”. Il rito dell’Intregu prevede lo scambio della bandiera del gremio con il gonfalone del Comune, quando il Sindaco e la Giunta Comunale si uniscono al corteo.
I Mazzieri
Inviati dal Comune, hanno la funzione di scorta delle autorità cittadine nelle varie fasi della Discesa dei Candelieri. Il loro nome deriva dalle armi che portano con sé: le originali mazze d’argento sono conservate al Museo della Città.
Il Padre Guardiano
Quando la processione fa il suo ingresso nella Chiesa di Santa Maria di Betlem, viene accolta dal Padre Guardiano del Convento di Santa Maria, che dal 1274 ospita i frati minori e ha il compito di rinnovare l’antico voto all’Assunta.
La Curia
Alla fase finale della Discesa dei Candelieri partecipa anche l’Arcivescovo di Sassari, la massima autorità della Curia, che prende posto nella cappella laterale di San Giovanni all’interno della chiesa di Santa Maria di Betlem e si unisce al Padre Guardiano nel rinnovo del voto, concludendo la funzione con il tradizionale augurio “A zent’anni!”.
Il Popolo
La Faradda de li Candelieri richiama a Sassari ogni anno 100.000 persone. Cittadini e turisti formano una folla appassionata che segue tutte le fasi della Discesa. Non è solo una manifestazione di folklore, ma una festa religiosa cui i sassaresi partecipano con grande devozione.
Le attrazioni principali di Sassari
Come per la Cavalcata Sarda, la Festa dei Candelieri è un’occasione perfetta per visitare il capoluogo sardo durante una delle sue feste più importanti. La città è ricca di storia e di cultura ed impreziosita da alcune delle spiagge più belle dell’isola.
Queste sono solo alcune delle sue attrazioni principali, scelte tra quelle collegate al percorso della festa.
La Cattedrale di San Nicola
Edificata tra il Quattrocento e il Cinquecento, la Cattedrale emerge quasi all’improvviso dalle stradine del centro storico. Di particolare rilievo è la facciata barocca, mentre all’interno si trova un coro in legno e una tavola trecentesca raffigurante la Madonna.
Palazzo Ducale
Situato nel cuore del centro storico di Sassari, il Palazzo Ducale fu costruito tra il 1775 e il 1804 da don Antonio Manca quando ottenne il titolo di Duca dell’Asinara. L’edificio, che si sviluppa su tre piani, include nel percorso di visita l’antica cappella e la sala consiliare. Oggi è sede del Municipio.
Chiesa di Santa Maria di Betlem
Di origine romanica, è la tappa finale della processione dei Candelieri. La semplicità della facciata esterna contrasta con l’interno riccamente decorato, che ospita una statua in legno policromo di scuola catalana raffigurante la Madonna di Betlem, o della Rosa. Da non perdere è anche il chiostro duecentesco.
Fontana di Rosello
Simbolo della città di Sassari sin dalla sua costruzione agli inizi del Seicento, la Fontana di Rosello è un punto di riferimento imprescindibile per i turisti. Le sue decorazioni rappresentano il passare del tempo e in Sardegna è un monumento unico nel suo genere.
Il Museo della Città
Il cosiddetto Museo della Città è in realtà un percorso museale che attraversa i palazzi più significativi di Sassari per ripercorrerne la storia attraverso reperti e collezioni ospitati nel Palazzo di Città, nel Palazzo Ducale e nel Palazzo della Frumentaria.
Museo Archeologico Sanna
Il Museo Archeologico offre un viaggio nella storia della Sardegna con un percorso espositivo di reperti straordinari, come tronchi fossili di foreste scomparse, scodelle con rappresentazioni di danze, amuleti e gioielli d’epoca fenicia. Nella sezione etnografica è possibile ammirare la storia delle tradizioni sarde.
Come raggiungere Sassari
Il modo più rapido per raggiungere Sassari e assistere alla Faradda è prenotare un volo per Alghero, l’aeroporto più vicino, ben collegato con la città con i servizi bus, con la navetta o con i taxi.
In alternativa puoi prenotare un traghetto, magari sfruttando il nuovo servizio che abbina il biglietto treno-nave, approdare a Porto Torres e raggiungere il centro di Sassari con il bus navetta.
La Festa dei Candelieri fa ogni anno il tutto esaurito ed è un’ottima occasione per scoprire le meraviglie locali, dal mare all’entroterra, da esplorare anche attraverso il Trenino Verde o la Ciclovia della Sardegna.








