Scopriamo insieme la storia e il significato della Festa della Repubblica Italiana, celebrata ogni 2 giugno. Un’occasione per riflettere sulle trasformazioni politiche e sociali che hanno portato alla nascita della Repubblica in Italia.

La Festa della Repubblica Italiana, osservata ogni anno il 2 giugno, costituisce una delle date più rilevanti del calendario nazionale italiano. Questa commemorazione ricorda il referendum del 1946 che segnò il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, evidenziando un significativo cambio nel tessuto politico e sociale del Paese.

Il Referendum del 2 Giugno 1946

Il 2 giugno 1946 rappresenta un punto di svolta nella storia d’Italia: una data resa storica da un referendum cruciale che si svolse in un Paese ancora segnato dalla Seconda Guerra Mondiale.

Ben 78 anni fa gli italiani furono chiamati a scegliere tra un’Italia governata dalla monarchia dei Savoia, dominante dal 1861, e l’adozione di un sistema repubblicano. La scelta in sé simboleggiava non solo un cambiamento politico, ma anche una rottura con il passato e l’avvio di un rinnovamento democratico profondo.

Il contesto storico che porta al referendum del 2 giugno

Il contesto storico che portò a questa consultazione era pervaso da un’intensa incertezza politica, accentuatasi dopo la caduta del fascismo e la liberazione dell’Italia. Il colpo di Stato contro Mussolini nel luglio del 1943, orchestrato da Vittorio Emanuele III, e il passaggio del comando al maresciallo Pietro Badoglio innescò una serie di eventi che culminarono con l’armistizio dell’8 settembre 1943.

L’abbandono del Duce e la successiva fuga del re verso il Sud Italia gettarono il Paese nel caos, aprendo la strada a discussioni su un radicale cambiamento nella forma di governo. In questo clima di profondo tumulto, molti videro la monarchia- con Vittorio Emanuele III in prima linea- come una delle principali responsabili delle travagliate condizioni nazionali, soprattutto per il suo passato supporto al fascismo e per aver coinvolto l’Italia nella guerra.

Le crescenti pressioni politiche e sociali portarono all’abdicazione del re in favore del figlio Umberto II nel marzo 1946: un’ultima manovra per tentare di salvare la Corona.

Contestualmente, in relazione alla proposta di Palmiro Togliatti nel 1944 di rimandare la decisione sulla forma istituzionale dello Stato al post-bellico, fu raggiunto un accordo che sollevava Vittorio Emanuele III dal suo incarico, trasferendo temporaneamente i poteri al principe Umberto di Savoia, suo erede al trono. Nonostante ciò il sostegno popolare alla monarchia era gravemente indebolito: si aprì così la strada a nuove soluzioni democratiche di governo.

La nascita della Repubblica Italiana

I risultati del referendum, resi noti ufficialmente il 18 giugno 1946, favorirono la Repubblica con 12.718.641 voti a favore contro 10.718.502. Fu la fine del Regno d’Italia e l’inizio della Repubblica Italiana.

Dopo la proclamazione dei risultati, l’Italia inaugurò rapidamente le nuove istituzioni repubblicane. Il 1º luglio 1946, Enrico De Nicola diventò il primo Presidente della Repubblica Italiana, segnando l’inizio di una nuova forma di governo. Alcide De Gasperi, come primo Presidente del Consiglio dei Ministri della nuova Italia repubblicana, ebbe il compito di guidare la nazione attraverso un periodo di significativa ricostruzione politica e sociale.

Il culmine di questo processo fu l’entrata in vigore della nuova Costituzione il 1º gennaio 1948: un documento che rifletteva- e riflette ancora- l’orientamento democratico e repubblicano scelto dagli italiani.

Il 2 giugno del 1946 le donne votano per la prima volta

Questa storica consultazione segnò anche la prima applicazione del suffragio universale in Italia, che estese il diritto di voto alle donne. L’inclusione delle donne rappresentò un cambiamento radicale nella democrazia italiana. Conferì alle stesse un ruolo attivo nella determinazione del futuro del Paese, rafforzando la transizione verso un sistema più rappresentativo.

Questo avvenimento fu il risultato delle lunghe battaglie femministe iniziate nell’Ottocento, ma anche della partecipazione attiva delle donne alla Resistenza partigiana e alla lotta di liberazione.

Ventuno donne furono elette all’Assemblea Costituente, in rappresentanza di un nuovo protagonismo femminile nella politica italiana. Provenienti da varie Regioni e con background diversi, queste “madri costituenti” furono figure chiave nelle riforme.

La Festa della Repubblica 2024 a Roma

La Festa della Repubblica Italiana- dopo essere stata calendarizzata, dal 1977 al 1999, la prima domenica del mese di giugno- viene nuovamente celebrata il 2 giugno dal 2000.
Quest’anno, in occasione della 78esima Festa della Repubblica, Roma è al centro delle cerimonie ufficiali. Le festività iniziano con un solenne alzabandiera all’Altare della Patria. Qui, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella deporrà una corona d’alloro in segno di omaggio al Milite Ignoto.
Si svolgerà poi una parata militare lungo i Fori Imperiali. Tradizionalmente è prevista la presenza e la partecipazione delle più alte rappresentanze dello Stato- corpi armati e non- oltre alle bande e alle fanfare militari. In questa occasione l’inno nazionale, “Il Canto degli Italiani”– meglio conosciuto come l’Inno di Mameli- viene suonato per celebrare il momento con solennità.
L’acme delle celebrazioni si raggiunge con il passaggio delle Frecce Tricolori, che solcano i cieli di Roma esibendosi in acrobazie aeree. I musei e i siti archeologici statali offrono l’ingresso gratuito, inclusi i Musei Civici di Roma a partire dalla conclusione della parata. Una bella occasione da prendere al volo per visitare Roma affidandosi ai servizi di mobilità per spostarsi in città in tutta tranquillità.