Oggi celebriamo la Giornata Internazionale della Donna: perché non approfittarne per trascorrere il weekend dell’8 marzo in viaggio? Dal momento che quella di oggi non è solo una giornata di festa ma anche un’occasione per riflettere, abbiamo scelto 5 destinazioni in Italia per altrettante donne che hanno fatto la storia sfidando le convenzioni e che sono diventate dei veri punti di riferimento in tema di parità di genere.

Per lungo tempo viaggiare e spostarsi in città o in luoghi sconosciuti è stato considerato poco conveniente per le donne. Per poter viaggiare, e non solo, le donne hanno dovuto sfidare lo stereotipo che le relegava a figure bisognose di aiuto e dedite alla famiglia. Sono state le lotte per l’emancipazione femminile ad avere un ruolo fondamentale e a permettere alle donne di conquistare la propria indipendenza.

Cosa significa oggi viaggiare l’8 marzo

Per una donna muoversi da sola, in città o nel mondo, non è ancora una decisione che può prendere alla leggera. Se è vero che uomini e donne si spostano con esigenze diverse, è anche vero che una città per essere davvero smart deve essere femminista, cioè accessibile, inclusiva e alla portata di tutti. E poi, non è un caso se esistono realtà come il progetto DonnexStrada o delle guide per le mete di viaggio più sicure per una donna.

8 marzo in viaggio: 5 destinazioni per celebrare i diritti delle donne

Proprio perché i diritti sono una conquista che non va data per scontata, è giusto celebrare la Giornata Internazionale della Donna con un viaggio, magari in treno, cogliendo l’occasione per ricordare chi prima di noi ha conquistato posizioni che fino ad allora erano precluse alle donne e che ha raggiunto risultati di cui noi oggi possiamo godere i frutti.

A Napoli per ammirare le donne forti e coraggiose di Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi è stata una delle più grandi pittrici del XVII secolo, quando l’arte era una prerogativa maschile. Nata nel 1593, Gentileschi sfidò le convenzioni del suo tempo per affermarsi come artista di grande talento e personalità. Le sue opere, di scuola caravaggesca, sono caratterizzate da una forte espressione emotiva e da una sensibilità unica verso le donne, che ritrae forti e coraggiose.

Il realismo di Artemisia Gentileschi fu fortemente influenzato da un terribile evento accaduto nel 1611, quando subì una brutale violenza. Decise però di non tacere, come sarebbe stata consuetudine in quell’epoca, e portò questo tragico episodio in un processo pubblico altamente dibattuto. L’esperienza segnò profondamente la vita della pittrice, che si riflette nel suo capolavoro del 1612, “Giuditta che decapita Oloferne”, di cui esistono due versioni, una negli Uffizi di Firenze, l’altra al Museo di Capodimonte a Napoli.
Nel 1616 inoltre divenne la prima donna ammessa nella prestigiosa Accademia del Disegno di Firenze.

Vissuta tra Roma, Firenze, Venezia e infine Napoli, sono molti i capolavori di Artemisia Gentileschi che è possibile ammirare nel capoluogo campano.
Al Museo di Capodimonte, oltre al già citato dipinto in cui Gentileschi con estremo realismo rappresenta l’istante più cruento dell’uccisione di Oloferne, c’è l’”Annunciazione” del 1630, probabilmente uno dei primi quadri di grandi dimensioni dipinti dall’artista a Napoli.
A Palazzo Zevallos si trova “Sansone e Dalila”, del 1642, mentre nella Cattedrale di Pozzuoli c’è la straordinaria “Adorazione dei Re Magi” e i “Santi Procolo e Nicea”, entrambi del 1636-37 e parte di un ciclo di dipinti commissionati dal vescovo di Pozzuoli.

Margherita Hack a Trieste: la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico

Margherita Hack è stata un’astrofisica, accademica, divulgatrice scientifica e attivista: donna autonoma e indipendente, ha dedicato tutta la sua vita alla scienza e alla lotta per i diritti civili.
Nel 1964 è diventata la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico: quello di Trieste, città in cui arrivò per insegnare astronomia e a cui si affezionò tanto da non lasciarla più.

L’Osservatorio Astronomico di Trieste vale sicuramente una visita, in special modo alla Specola Margherita Hack, rinnovata in occasione del centenario dalla nascita della scienziata. Un percorso storico e divulgativo accompagna i visitatori dalla fondazione dell’accademia nautica nel 1753 fino ai giorni nostri, mentre nella cupola un moderno telescopio permette di ammirare il cielo e le stelle.
Nel capoluogo friulano, la città per eccellenza dove bere il caffè come una vera local, c’è in questo periodo un’interessantissima mostra dedicata a Van Gogh presso il Museo Revoltella, la Galleria d’Arte Moderna di Trieste che si trova non lontano dal porto.

Grazia Deledda e la sua Sardegna

Grazia Deledda è stata la prima (e finora unica) donna italiana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1927 «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano»: nei suoi libri rappresentava le tradizioni patriarcali radicate in Sardegna con un potente lirismo emotivo.
Scrittrice non convenzionale, Deledda conserva un altro primato: è stata la prima donna candidata al Parlamento Italiano nel collegio di Nuoro. In un’epoca in cui le donne non avevano diritto di voto, la sua candidatura per il Partito Radicale Italiano è stata una provocazione in favore del suffragio femminile, all’epoca oggetto di dibattito: ottenne appena 34 voti, di cui 31 contestati.

La cultura e la tradizione della Sardegna, e in particolare della Barbagia, sono alla base della scrittura di Grazia Deledda, che intendeva l’isola come un luogo archetipico che diventa rappresentazione di tutti i luoghi.

Alda Merini tra i Navigli di Milano

Nata a Milano nel 1931, Alda Merini ha affrontato molte sofferenze nella sua vita, tra cui la lotta contro la malattia mentale e i soggiorni obbligati in ospedale psichiatrico, ma proprio queste esperienze le hanno dato una precisa visione del mondo e degli esseri umani che esprimeva attraverso i suoi versi. Scrisse di sé: «Non sono una donna addomesticabile». Le sue poesie e i suoi aforismi, caratterizzati da una profonda intensità emotiva e da un potente uso del linguaggio, continuano a essere fonte di grande ispirazione.

Alda Merini viveva sui Navigli di Milano, che hanno ispirato molte sue parole: passeggiare lungo i canali e respirare l’atmosfera anticonformista di questa zona è un modo suggestivo per entrare in contatto con la sua anima poetica e per celebrarne lo straordinario talento creativo.

L’8 marzo in viaggio a Roma per omaggiare Lina Wertmüller

Al primo posto nelle classifiche del turismo culturale, la Città Eterna ha dato i natali a Lina Wertmüller, che è stata la prima donna a ricevere un candidatura agli Oscar come miglior regista per “Pasqualino Settebellezze” nel 1977: dopo di lei ce ne sono state solo altre sei, e non prima del 1994. Anche per questa ragione è sempre stata un punto di riferimento per le registe, dal momento che erano in poche a seguire questa professione.
Spesso omaggiata in molti festival cinematografici, ha infine vinto il premio Oscar® alla carriera nel 2020. Nelle sue pellicole raccontava con grande ironia vizi e virtù degli esseri umani.
Per vivere Roma come una local, un’idea potrebbe essere quella di cercare le location che hanno ospitato alcuni suoi lavori: per esempio uno dei suoi film più famosi, “Film d’amore e d’anarchia” del 1973, è stato girato quasi tutto in Via Baccina, di fronte alla scalinata con il “nasone” (la fontanella) di Via degli Ibernesi.