Musica, colori e corse adrenaliniche sono i protagonisti, ogni anno dal 6 al 14 luglio, per la famosa festa di San Fermín a Pamplona. Scopri con noi tutte le curiosità di questa meravigliosa, quanto unica, celebrazione!

Ogni anno, dal 6 al 14 luglio, la città di Pamplona – nella comunità autonoma della Navarra – si anima di colori, musica e turisti pronti a godersi l’incredibile festa di San Fermín, una celebrazione unica nel suo genere di cui sicuramente avrete già sentito parlare grazie alla sua corsa dei tori. Scopriamo nel dettaglio come si svolge questa antica celebrazione ma, prima di cominciare, vi lasciamo l’inno di inizio della festa!

«Uno de enero, dos de febrero / tres de marzo, cuatro de abril / cinco de mayo, seis de junio 7 siete de julio, ¡San Fermín! / A Pamplona hemos de ir / con una media y un calcetin / A Pamplona hemos de ir con una media y un calcetín.»

La simpatica traduzione:

«Uno di gennaio, due di febbraio / tre di marzo, quattro di aprile / cinque di maggio, sei di giugno / sette di luglio, San Firmino! / A Pamplona dobbiamo andare / con una calza ed un calzino. / A Pamplona dobbiamo andare / con una calza ed un calzino.»

San Fermín a Pamplona: una festa nata nel Medioevo

Le radici di San Fermín affondano addirittura in epoca medievale quando veniva celebrata come fiera commerciale. Durante il XIII secolo erano molte le occasioni di incontro tra mercanti, allevatori ed artigiani. C’erano San Giovanni (23 e 24 giugno), San Pietro, Santiago e, un mese dopo, quella di San Firminio. San Fermín, in particolare, presentava un’altra data a Pamplona, il 10 ottobre, dove per sette giorni si festeggiava in onore del re Carlos I di Navarra e IV re di Francia. In seguito, per ordine di quest’ultimo, entrambe le feste si unificarono per essere celebrate il settimo giorno del settimo mese: il 7 luglio. Verso gli inizi del 1600 venne introdotta la corrida e dal 1950 la festa cominciò ad avere i connotati odierni.

La festa oggi

San Fermín, a Pamplona, comincia il 6 luglio a mezzogiorno in punto quando, nella Piazza del Municipio, si avviano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo, una sorta di razzo che annuncia, appunto, l’avvio alla settimana di celebrazioni. Il razzo viene acceso da una persona eletta dall’associazione organizzatrice che, prima di dare fuoco alla miccia, intona un breve inno: “Pamplonesas. Pamploneses. Irundarrak. ¡Viva San Fermín! (¡Viva!) Gora San Fermín! (Gora!)”. La città, durante queste giornate, si anima di sfilate, balli popolari e concerti di musica dal vivo.

Encierro: la grande corsa dei tori

Dalle 8 del mattino seguente comincia la famosa corsa dei tori, chiamata encierro. Consiste nel trasferimento dei tori dal loro recinto fino al corral, ovvero l’arena nella quale vengono poi rinchiusi. È uno spettacolo incredibile e adrenalinico dove gli appassionati corrono assieme ai tori in un tracciato caotico e, ovviamente, alquanto pericoloso. A riguardo è doveroso informare che, durante l’encierro, Pamplona diventa una “no selfie zone”. Troppi turisti hanno rischiato la vita per l’autoscatto perfetto.
Il percorso avviene nelle strade della parte vecchia della città. Si comincia dalla salita di Santo Domingo per risalire verso Plaza Consistorial e poi via Mercaderes. Entrati in calle Estafeta, si prosegue per Plaza de Toros, la grande arena di Pamplona. La mandria riesce a percorrere il tracciato in 4 minuti per una distanza di 848 metri.
Questa corsa si ripete tutti i giorni dal 7 al 14 luglio al “botto” di due razzi: uno che indica la partenza della mandria e l’altro che avverte del loro ingresso nell’arena.

Curiosità sulla festa di San Fermín a Pamplona

Scopriamo, adesso, qualche interessante curiosità sulla festa.

  • All’encierro può partecipare chiunque abbia raggiunto la maggiore età, seppur a proprio discapito. Basta entrare nel percorso recintato prima dello sparo del primo razzo;
  • Il numero dei corridori può variare tra i 2000 ed i 3500;
  • I tori vengono guidati dai cabestros, buoi addestrati che conoscono già il percorso;
  • Esistono altri encierro in Spagna: San Sebastián de los Reyes nella Comunità di Madrid, ad Ampuero, in Cantabria e a Cadice, che presenta il percorso più pericoloso perché quasi privo di vie di fuga;
  • Ad ogni corsa, ci sono 6 tori;
  • Dopo l’encierro si liberano delle giovani vacche che vengono “toreate” dai partecipanti alla corsa;
  • Tra il 1922 ed il 2009 si sono contate 15 vittime durante l’encierro;
  • Oltre alla corsa dei tori è molto famosa la sfilata dei Giganti e Testoni, figure che ballano portando sulle spalle grosse figure di cartongesso chiamati kilikis;
  • L’abbigliamento tipico di San Fermín è bianco e rosso;
  • In origine, la festa venne dedicata a San Firminio di Amiens, primo vescovo della città di cui fondò la chiesa;
  • Ernest Hemingway, scrittore statunitense, amava molto la festa e contribuì ampiamente ad una sua pubblicizzazione nel suo libro “Fiesta”;
  • San Fermín non è una festa amata da tutti. La corsa dei tori e la conseguente corrida sono due pratiche molto criticate per la crudeltà con la quale vengono trattati gli animali.

Come raggiungere Pamplona per la festa di San Fermín

Se state pensando di organizzare un viaggio last minute a Pamplona, queste sono le diverse opzioni di viaggio.

Aereo: soluzione sicuramente più veloce, Pamplona è ben collegata dagli aeroporti internazionali e da un aeroporto più piccolo situato a Noain – nella Valle de Elorz – a pochi Km di distanza. Gli scali più vicini sono quelli di Vitoria, Bilbao, Saragozza e, volendo, Biarritz in Francia. E ricordatevi di acquistare il vostro volo in app per un viaggio ancora più comodo!

Treno: Pamplona è ben collegata tramite rete ferroviaria alle città di Madrid, Barcellona, Vitoria e alle comunità autonome di Galizia e Principato delle Asturie.

Auto: non solo Pamplona! L’auto è il mezzo perfetto se desiderate fare un tour on the road della Spagna. Usufruendo delle autostrade europee bisognerà attraversare la Francia prendendo l’Autostrada dei Fiori A12, dopodiché, una volta raggiunta l’arteria spagnola, il viaggio si sposterà lungo le autostrade AP-2 e AP-68.