Se c’è un momento in cui la Sardegna intera si riconosce in un gesto comune, è proprio in occasione della Festa di Sant’Efisio di Cagliari: una processione lunga quattro giorni che ogni anno, a partire dal 1° maggio, trasforma il capoluogo sardo in un fiume di costumi, musica, devozione e memoria.
La Festa di Sant’Efisio – che si terrà a Cagliari da oggi al 4 maggio – è una manifestazione ricchissima di folklore che rappresenta un voto antico, onorato senza interruzioni da oltre tre secoli, e che racconta un rito collettivo che coinvolge migliaia di persone da ogni angolo dell’isola, unite in un percorso che attraversa storia, fede e identità del popolo sardo.
Tutto quello che devi sapere sulla Festa di Sant’Efisio a Cagliari
La 370ª edizione della Festa di Sant’Efisio si svolge dal 1° al 4 maggio 2026 e accoglie ogni anno migliaia di devoti, cavalieri, gruppi folkloristici e spettatori. Per viverla like a local, vale la pena conoscerne le radici e i protagonisti.
Una promessa mantenuta da 374 anni: le origini della festa
Tutto nasce da una pestilenza. Era l’11 luglio 1652 quando la città di Cagliari, devastata dall’epidemia, fece una promessa solenne al suo santo protettore: se il contagio si fosse fermato, ogni anno gli sarebbe stata dedicata una processione in suo onore. Sant’Efisio esaudì il voto – o almeno così volle la fede popolare – e da allora, da 374 anni, la promessa non è mai stata tradita: nemmeno durante i bombardamenti del 1943, tantomeno durante la pandemia.
Sant’Efisio era un soldato romano convertito al Cristianesimo, martirizzato nei primi anni del IV secolo nei pressi di Nora, antica città sulla costa sud-occidentale della Sardegna. Il percorso della processione segue simbolicamente il cammino verso i luoghi del suo martirio.
La processione
La processione parte dalla piccola chiesa di Stampace, nel centro storico di Cagliari, dove è custodito il simulacro del santo. Ad aprire il corteo ci sono tradizionalmente le traccas – i caratteristici carri ornati di fiori, frutta, nastri e trine, trainati dai buoi – seguite da oltre 4.000 tra devoti a piedi, cavalieri, cantori, suonatori di launeddas (il tipico strumento sardo a tre canne), miliziani, guardiania, consorelle e confratelli.
I gruppi folkloristici, provenienti da ogni sub-regione dell’isola, sfilano in abiti tradizionali recitando il rosario o intonando i goccius, le litanie devozionali in lingua sarda, in uno spettacolo di colori e suoni difficile da dimenticare.
Quest’anno niente buoi
A causa dei focolai di dermatite bovina che hanno colpito l’isola, quest’anno l’Arciconfraternita del Gonfalone ha deciso di escludere i buoi dalla processione. Il simulacro di Sant’Efisio sarà portato a spalla dai confratelli fino all’uscita di Cagliari, in viale La Plaia, per poi essere trasferito su un cabinato trasparente (lo stesso utilizzato durante il Covid) e infine su un furgoncino fino a Nora.
Le traccas, invece di sfilare in movimento, saranno probabilmente esposte lungo il percorso per permettere al pubblico di ammirare da vicino la loro raffinata lavorazione artigianale. Come ha ricordato il presidente dell’Arciconfraternita Andrea Loi: «Il voto è stato sciolto durante i bombardamenti del 1943 e durante il Covid, e sarà sciolto anche quest’anno».
Il programma dei 4 giorni
Ecco come si articola la festa:
- 30 aprile – La vigilia si è aperta con un concerto in Piazza del Carmine dedicato ad Andrea Parodi, a vent’anni dalla scomparsa del cantautore sardo;
- 1° maggio – È il giorno della grande processione, che attraversa Cagliari al mattino, accompagnata dalle danze tradizionali dei 24 gruppi folkloristici e dai maestri della musica sarda, tra cui il leggendario Luigi Lai alle launeddas;
- 2 e 3 maggio – Le serate sono dedicate ai canti popolari e agli strumenti tipici della tradizione sarda, con il simulacro che si trova a Nora per compiere il pellegrinaggio.
- 4 maggio – La festa si chiude con la coralità sarda e il solenne rientro del Santo a Cagliari, accolto dalla folla in festa.
Come partecipare alla festa
La Festa di Sant’Efisio è un evento aperto a tutti e la partecipazione è gratuita. I posti migliori si trovano lungo le vie del centro storico di Cagliari. È possibile seguire la processione da una tribuna riservata, ma i biglietti sono già esauriti, poiché ogni anno la domanda supera l’offerta disponibile di circa 1.500 posti.
Chi desidera sfilare in processione come devoto in abito tradizionale può farne richiesta tramite il Comune di Cagliari, iscrivendosi all’apposito Elenco delle associazioni entro i termini previsti (ovvero entro gennaio dell’anno di riferimento).
Come raggiungere Cagliari
Cagliari è ben collegata e nei giorni della festa i trasporti sono potenziati per gestire l’afflusso straordinario di visitatori. L’aereo è il mezzo più rapido per arrivare in città, mentre il numero dei treni sulla tratta Cagliari-San Gavino-Oristano è aumentato in questi giorni di dieci convogli aggiuntivi. Se vuoi vivere il viaggio come una vera esperienza, puoi raggiungere la Sardegna sfruttando il servizio di navi e traghetti che collegano Cagliari e la sua Marina con i principali porti italiani. Una volta in Sardegna, l’auto resta il mezzo più comodo per spostarsi. Tieni però presente che in questi giorni alcune strade del centro di Cagliari sono soggette a limitazioni temporanee al traffico, quindi ti conviene parcheggiare in zona centro per visitare la città e seguire la processione.








