Il mese di dicembre è ricco di festività e tradizioni che hanno origine in ogni angolo del mondo. Dalle luminarie di Natale in tutta Europa alle feste che celebrano il solstizio d’inverno, ecco una guida alle celebrazioni da non perdere prima di salutare ufficialmente il 2023. 

Il Ponte dell’Immacolata ormai è arrivato. E con esso, l’apertura ufficiale della stagione sciistica in Italia e in Europa. Mentre l’anno volge al termine, vogliamo proporvi una lista dettagliata delle principali feste di dicembre nel mondo. Per solleticare il vostro spirito esplorativo. E, perché no, per farvi conoscere tradizioni ancestrali che sopravvivono al tempo.

Le feste di dicembre più popolari del mondo

Il Natale è certamente tra le celebrazioni più popolari del mondo. Ma non è la sola. Dall’Hanukkah ebraico fino al Dongzhi, la festività natalizia che ha origine in Oriente, ecco una rassegna di tutte le feste di dicembre- religiose e non- più popolari del mondo.

La magia del Natale in Europa 

Alberi di Natale incredibili, che sfidano il cielo. O, ancora, la casa di Babbo Natale, in Lapponia, che non smette di solleticare la fantasia dei bimbi di tutto il mondo. Le tradizioni natalizie però, pur partendo da una matrice comune, non sono tutte uguali.

In Norvegia, per esempio, è ancora viva una tradizione ispirata al mito di Thor. Che. Secondo la leggenda, viaggiava su un carro trainato da due capre. Oggi il Julebukk– un uomo tradizionalmente vestito con una maschera di capra e il mantello di pelliccia per non essere riconosciuto- vaga di casa in casa intonando inni di Natale in cambio di dolciumi.  Mentre nella vicina Finlandia, il barbuto Joulipukki in persona- alias Babbo Natale– dà il via ai festeggiamenti sfilando per le strade di Helsinki tra le ghirlande illuminate.

I classici mercatini di Natale nordeuropei, dal canto loro, non smettono di affascinare i turisti internazionali. Sebbene esista la tradizione del Krampus. Si tratta di un demone dalle sembianze di un caprone che punisce i bambini monelli, consegnandogli una stecca di legno al posto dei più classici dolcetti. Questa nemesi di Santa Claus assume nomi diversi a seconda dei paesi in cui la tradizione viene tramandata. Si chiama infatti Krampus in Austria e Germania, Houseker in Lussemburgo, Parkelij in Croazia e Slovenia, Père Fouettard in Francia e Zwarte Piet nei Paesi Bassi.

L’Hanukkah, la tradizionale festa di dicembre del popolo ebraico 

Hanukkah– o Chanukkah– è una delle tradizioni ebraiche più importanti che si celebra durante il solstizio d’inverno. Conosciuta anche col nome di “Natale ebraico”, nella realtà questa ricorrenza religiosa è molto lontana dalle celebrazioni natalizie più diffuse in Europa.

Questa festa di dicembre, in effetti, celebra l’antica liberazione del Tempio di Gerusalemme dall’occupazione greco-siriana. E, più in generale, la perseveranza del popolo ebraico alle persecuzioni subite nei secoli.

I festeggiamenti per l’Hanukkah durano 8 giorni. E prevedono le benedizioni di rito da parte del Rabbino, cene in famiglia condite di buonissimi dolci chiamati “sufganiyah” ed eventi all’aperto con il resto della comunità.

Dal Dongzhi, il tipico “Natale d’Oriente” al Losar, il capodanno tibetano  

Considerato il “Natale d’Oriente”, il Dongzhi è una tradizione molto importante, che segue la filosofia taoista e i concetti di Yin e Yang.

Celebrata anch’essa durante il solstizio d’inverno, questa festa di dicembre a suo modo esalta la vittoria della luce sulle ombre. Del Sole sulle tenebre. Come altre ricorrenze, tipiche del periodo, il Dongzhi si trascorre in famiglia gustando i piatti tradizionali. Simbolo di questa festa in Cina sono delle palline di riso chiamate “tangyuan”. Una vera prelibatezza, che piace a grandi e piccini.

In Tibet, invece, va in scena uno dei capodanni più lunghi del mondo. I festeggiamenti del Losar– così come viene chiamata questa festa di dicembre- iniziano, infatti, ben 15 giorni prima del giorno di San Silvestro. Durante questo periodo si può assistere alle danze folkloristiche locali. E si può degustare la tradizionale birra tibetana, la famosa “chhaang”.

Le celebrazioni del solstizio d’inverno in Europa 

Così come il solstizio d’estate celebra il giorno più lungo dell’anno, allo stesso modo il solstizio d’inverno ricorre nella giornata più corta. E segnala l’inizio dell’inverno astronomico. Nell’emisfero settentrionale, quest’anno cadrà il 22 dicembre. Giorno in cui la luce del Sole sfiorerà l’Europa per sole 8 ore e 46 minuti.

Dai Saturnali dell’Antica Roma alle tradizioni di origine celtica, il solstizio d’inverno è una festa di dicembre dalle radici primitive. Che sopravvive ancora in diversi paesi.

La festa di Santa Lucia, in Scandinavia: giovani donne “sfidano il buio dell’inverno” 

Quella di Santa Lucia– che cade il 13 dicembre– è una festività molto celebrata in tutti i paesi scandinavi. Tradizionalmente conosciuta come “festa delle luci”, durante questa giornata giovani donne dalle vesti bianche sfilano in processione per le strade.

Adorne di fasce rosse e ghirlande di candele sulle teste, le ragazze illuminano il cammino “sfidando” il buio dell’inverno. Questa festa viene accompagnata dai tradizionali panini allo zafferano e da squisiti biscotti al burro.

L’Ursul, la danza dell’orso rumena 

L’Ursul– la danza dell’orso– è un’antica tradizione rumena che sopravvive ai tempi. Si tratta di una festa un po’ particolare, durante la quale donne e uomini ricoperti di pelli d’orso danzano per le strade. Accompagnati dalla melodia di un flauto.

Celebrata in occasione del solstizio d’inverno, anticamente questa festività veniva utilizzata per tenere lontani gli spiriti maligni. Oggi è invece l’occasione per portare in scena il folklore locale e festeggiare la vigilia del nuovo anno.

Lwyd Mari, la tradizione gallese per un Natale “sui generis” 

Il Lwyd Mari è una tradizione gallese risalente agli anni Venti. Celebrata ancora in alcuni villaggi della costa, è una festa davvero “sui generis”.

Durante il periodo natalizio, infatti, è usanza trasportare per le strade lo scheletro della testa di un cavallo ricoperto da una veste bianca. Un fantoccio, chiaramente, che tuttavia rimanda a un’immagine piuttosto macabra. E ben poco “natalizia”.

Tuttavia, nella tradizione gallese il Lwyd Mari è di buon auspicio. L’usanza comune prevede di presentarsi in casa d’amici o parenti con questo particolarissimo cimelio. Per poi dar via alla cena a base di pesce e alle celebrazioni più tipiche.

Le feste di dicembre “più pazze” d’America

Il continente americano è un mix di popoli, culture e tradizioni differenti. Certo, c’è chi sceglie il più classico Natale a New York. E chi, invece, magari preferisce le spiagge caraibiche addobbate con abeti tropicali.

Alcune tradizioni americane, però, sfuggono al turismo di massa. Stiamo parlando di quelle festività- alcune delle quali molto antiche- che sopravvivono nella memoria collettiva. E vengono custodite, tramandate e celebrate dalle popolazioni locali. Scopriamo insieme le feste di dicembre “più pazze” d’America.

Il Kwanzaa, la festa che celebra la cultura afroamericana

È una festa piuttosto moderna. Che va di pari passo con la storia. E con una lunga serie di diritti civili progressivamente acquisiti dagli afroamericani nel corso della seconda parte del Novecento. Istituita nel 1966 da Maulana Karenga proprio per preservare e celebrare la cultura afroamericana, “Kwanzaa” è una parola di origine swahili. E significa, alla lettera, “primi frutti”.

Il rimando è alle prime generazioni di afrodiscendenti che hanno messo radici negli Stati Uniti. Vi segnaliamo che questa festa viene celebrata solo in Nord America, all’interno delle comunità afroamericane, a partire dal 26 dicembre. E termina il 1° gennaio.

Alla scoperta del Soyal, la celebrazione del solstizio d’inverno dei nativi americani

I nativi americani delle antiche tribù Hopi e Zuni celebrano ogni anno il solstizio d’inverno con riti e danze. Questa tradizionale festa di dicembre viene chiamata Soyal.

Secondo i riti più ancestrali, prima di cominciare con i festeggiamenti è necessario purificarsi attraverso il Paphos. Un bastone per la preghiera con cui vengono benedette persone, abitazioni e, persino, il bestiame.

Anticamente, la celebrazione del solstizio d’inverno era molto importante per i nativi americani. Il Soyal, infatti, è una cerimonia sacra pensata per ingraziarsi la benevolenza dei Kachinas. Gli spiriti delle montagne.

La magica “Notte dei ravanelli” di Oxaca, in Messico 

La festa della “Notte dei ravanelli” di Oxaca inizia tradizionalmente il 23 dicembre per concludersi nel giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre. Durante la manifestazione, gli artigiani locali intagliano le verdure– i ravanelli in particolare- per creare raffigurazioni della Natività o altre icone tipiche della tradizione messicana.

Un po’ come i presepi italiani, le verdure rappresentano personaggi e scene della vita quotidiana e di quella religiosa. Ma, trattandosi di ortaggi freschi, questi piccoli capolavori di artigianato messicano tendono a marcire in fretta. Per cui, se siete intenzionati ad ammirarli dovrete affrettarvi a programmare il vostro viaggio, magari sfruttando le offerte e i servizi per volare facilmente in ogni angolo del mondo.

Il Natal Luz, la festa di dicembre brasiliana che dura 25 giorni 

Le festività brasiliane sono sempre molto sentite e partecipate dalle popolazioni locali. Basti pensare, tanto per citare un esempio, al famosissimo Carnevale di Rio de Janeiro.

Durante il periodo natalizio, però, protagonista indiscusso è il Natal Luz. Una festa brasiliana, che si origina a Gramado– nella Sierra Gaucha– in cui il Natale dura ben 25 giorni.

Dal 18 dicembre fino all’11 gennaio, la città viene illuminata a festa. E tanti “Babbo Natale”, provenienti da tutto il paese, vanno in giro per le strade a distribuire doni a tutti i bambini. Ballando e cantando, come da tradizione brasiliana.