Un piccolo angolo della Grecia dai paesaggi ruvidi battuti dal Meltemi, villaggi rurali e spiagge che si raggiungono solo a piedi o in barca

Se è vero che le Cicladi e la loro bellezza non sono certo un segreto per nessuno da molto tempo, è altrettanto vero che, allungando di poco il viaggio, e magari scegliendo una settimana appena fuori dall’alta stagione, è ancora possibile scoprire luoghi autentici e solitari.

Foto: Giulia Foschi

Folégandros è – almeno in parte – uno di questi: un’isola piccola e allungata, di soli 12 chilometri per 4, toccata a Sud delle acque del Mare di Creta. La si raggiunge in poco più di un’ora di traghetto dalla vicina Santorini: percorso questo breve tratto di mare (spesso molto mosso), ci si lascia alle spalle l’affollamento, soprattutto se si sceglie con cura l’itinerario giusto.

Foto: Giulia Foschi

Scenari selvaggi e vita rurale

Folégandros è un’isola dal profilo roccioso, case bianche a strapiombo e spazi aperti battuti dal vento. Molte delle spiagge migliori richiedono cammini abbastanza impegnativi o l’uso del taxi-boat. La si può girare in scooter, ma per esplorarla con più comodità (e senza stress sulle strade sterrate) molti preferiscono il quad.

Foto: Giulia Foschi

Storicamente Folégandros è stata meta di confino: venne usata come meta di esilio interno per oppositori politici, mentre il tessuto locale – allevamento, piccoli coltivi, pastorizia – ha mantenuto la comunità ancorata a pratiche tradizionali fino a tempi recenti. Una presenza costante sull’isola sono i grandi e amichevoli asini bruni, che per fortuna almeno qui non sono stati costretti a trasportare i turisti lungo irti pendii, ma pascolano liberi nelle vaste praterie.

Foto: Giulia Foschi

Karavostási, il porto e le spiaggette intorno

Karavostási è il porto principale: un piccolo approdo con taverne e qualche spiaggetta urbana dove arrivano i traghetti e i caicchi locali. Da qui partono i taxi-boat per le calette più isolate – Katergó in testa – e molte escursioni costiere iniziano proprio al molo. Attorno al porticciolo si trovano brevi spiaggette sassose dove rilassarsi senza dover affrontare lunghe camminate; d’estate l’area è vivace, punto di arrivo e passaggio per chi si sposta sull’isola.

Foto: Giulia Foschi

Per prenotare l’escursione alle baie più remote conviene informarsi sugli orari del giorno (i servizi possono variare con il vento). Per quanto riguarda il modo in cui raggiungere le spiagge, la scelta è ovviamente soggettiva, ma i solitari sentieri da percorrere a piedi, rispetto ai servizi di taxi-boat, riservano senz’altro più sorprese e avventure.

Foto: Giulia Foschi

Hora (Chora): il paese, il Kastro e la Panagia

Hora è il capoluogo e il borgo principale e più animato di Folégandros, un intreccio di case bianche, viuzze e piazzette affacciate sul mare: caratteristica, turistica nelle ore serali, piena di taverne e locali, ma molto gradevole.

Foto: Giulia Foschi

Sopra il paese si adagia il Kastro, il nucleo medievale: qui le case conservano scalinate esterne e balconcini dai quali strabordano rigogliose bouganville fuxia. Percorrendo una lunga scalinata a zig-zag si sale in circa 20 minuti fino alla Chiesa della Panagia: da quassù lo sguardo abbraccia la costa e il paese, allungandosi sull’intera isola.

Foto: Giulia Foschi

Áno Meriá, il villaggio più autentico

Áno Meriá si sviluppa sull’altopiano interno dell’isola ed è il villaggio che più ne conserva il volto rurale: case sparse e poche strutture turistiche. Qui il ritmo è lento e l’atmosfera più rallentata rispetto a Hora. All’estremità dell’abitato si trova il Museo delle Tradizioni Popolari, piccolo ma ben curato: ospitato in edifici tradizionali, raccoglie utensili agricoli, ricostruzioni di ambienti domestici e racconti del lavoro contadino e pastorale. È il posto giusto per capire come viveva e vive ancora una parte degli isolani, tra tecniche di costruzione secolari ed economie di sussistenza.

Foto: Giulia Foschi

Spiagge, sentieri e calette

Le spiagge di Folégandros sono tra le ragioni per cui l’isola conserva ancora un carattere relativamente appartato: i sentieri da imboccare per raggiungerle vanno raggiunti in quad, percorrendo strade sterrate, poi serve un buon paio di scarpe chiuse per incamminarsi tra polvere e sterpaglie; i paesaggi, però, ripagano di tutta la fatica, e raggiungere le baie dall’alto riserva viste impagabili. Partendo dai pressi del porto di Karavostási troviamo Livádi, una spiaggia di ciottoli chiari facilmente raggiungibile a piedi, spesso scelta come prima sosta dopo l’arrivo sull’isola.

Foto: Giulia Foschi

Tra le baie più spettacolari c’è sicuramente Katergó, racchiusa da alte scogliere e famosa per l’acqua limpidissima: si raggiunge con un sentiero ripido e affascinante che scende fino alla cala. Più accessibile è Angáli, una baia ampia con qualche taverna stagionale, da cui partono spesso piccole imbarcazioni dirette alle calette vicine. Poco più in là c’è Agios Nikólaos, spiaggia naturista più raccolta e riparata, mentre Livadaki è una piccola insenatura nascosta non lontana da Áno Meriá. Sul versante nord dell’isola si trova invece Ágios Geórgios, una spiaggia selvaggia, circondata da paesaggi rocciosi e meno frequentata, dove il mare limpido e il fondale roccioso attirano soprattutto chi ama nuotare o fare snorkeling.  La si raggiunge con un cammino di circa 40 minuti: portate con voi acqua e cibo perché non c’è nulla oltre al mare e alla sabbia.

Foto: Giulia Foschi