I furti di biciclette in Olanda, in particolare ad Amsterdam, sono in crescita: si parla di una media di un furto ogni 30 secondi, un numero sempre in aumento e un danno economico non indifferente, non solo per le vittime ma anche gli assicuratori. Cosa sta succedendo? C’entrano le e-bike e il loro valore.

Lo scorso anno nei Paesi Bassi il furto di biciclette ha raggiunto un valore complessivo di quasi 700 milioni di euro, un incremento del 50% rispetto a due anni fa. Non solo il numero di biciclette rubate è salito a quasi un milione, ma i ladri hanno preso di mira soprattutto i modelli più costosi.

La bicicletta, anche in sharing, è un mezzo di trasporto fondamentale per la maggior parte degli abitanti di Amsterdam, ma è diventata anche un obiettivo sempre più ambito dai ladri, specialmente con la diffusione delle e-bike. Questo fenomeno si riflette chiaramente nei dati: aumentano sia i furti che il valore delle biciclette rubate.

Tra i reati tradizionali, il furto di biciclette è quello che comporta i costi più elevati, anche perché, nonostante il forte impatto emotivo e finanziario sulle vittime, raramente il crimine viene denunciato, lasciando spesso i proprietari senza alcun risarcimento.

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La crescita dei furti di bicilette in Olanda: l’impatto economico

Secondo un report del Centraal Bureau voor de Statistiek (CBS), l’Istituto di Statistica olandese, nel 2023 i furti di biciclette hanno registrato un aumento di 230 milioni di euro rispetto al 2021.

Nei Paesi Bassi il furto di biciclette è il reato “tradizionale” con l’impatto economico più pesante, maggiore di quello per i furti d’auto (183 milioni di euro), per gli scippi (82 milioni) e per le frodi (247 milioni). La maggior parte delle biciclette rubate nel 2023 aveva un valore medio stabile rispetto al 2021, circa 350 euro. Ma per i modelli di fascia alta i danni economici hanno superato gli 800 euro, rispetto ai 690 euro di due anni fa.

Le conseguenze sulle assicurazioni

Il primo effetto collaterale è che nel 2023 le compagnie assicurative olandesi hanno registrato un aumento significativo dei costi legati ai furti di biciclette, con i risarcimenti che hanno raggiunto i 271 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al 2021. E questo nonostante solo il 13% delle biciclette rubate fosse assicurato.

Secondo l’ANWB, una delle principali compagnie di assicurazioni nei Paesi Bassi, il fenomeno è attribuibile sia al crescente numero di furti, sia al maggiore valore medio delle biciclette, in particolare delle e-bike. Di fronte a questa situazione, l’ANWB ha rivisto le proprie politiche, introducendo una franchigia del 5%, l’obbligo di un secondo lucchetto e limitando le coperture assicurative alle sole biciclette elettriche. Le e-bike, che ora rappresentano la maggior parte del portafoglio assicurativo dell’azienda, hanno un valore medio di circa 2.200 euro, dal momento che gli olandesi, ciclisti orgogliosi, sono sempre ben disposti a investire su biciclette migliori. Le fat bike, invece, sono state escluse dalle polizze proprio a causa dell’elevato tasso di furti.

Aree urbane e furti di biciclette

Come accennato, molte vittime di furto di biciclette scelgono di non sporgere denuncia e non ricevono alcun risarcimento per i danni subiti, spesso rassegnandosi all’evento. Ma il danno non è solo economico: sempre secondo il CBS, oltre 109.000 persone hanno riportato forti conseguenze emotive a seguito del furto della propria bici, un dato superiore rispetto a qualsiasi altro reato.

I furti si concentrano principalmente nelle aree urbane, dove l’elevata densità di biciclette e le numerose opportunità facilitano l’attività dei ladri. Secondo l’AMS Institute (Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solutions), il fenomeno sta diventando sempre più collegato alla criminalità organizzata, specialmente per i modelli più costosi come le e-bike, che hanno un valore medio di almeno 1500 euro. I ladri stanno affinando le proprie tecniche, spostandosi dai giardini e garage privati alle strade cittadine, con un’attenzione particolare ai luoghi di maggiore aggregazione, come le zone della movida, dove il numero di biciclette parcheggiate è più elevato.

I parcheggi dedicati proteggono dai furti di biciclette

I parcheggi dedicati, come quello sottomarino presso la Stazione Centrale di Amsterdam, offrono una maggiore protezione rispetto al parcheggio su strada. C’è da dire che non eliminano completamente il rischio. L’aumento dei crimini legati alle biciclette riflette il ruolo sempre più centrale della mobilità dolce nella vita cittadina e la crescente necessità di misure di sicurezza più efficaci per proteggere questi mezzi.

La gravità del problema ha portato, nel 2023, all’organizzazione di una hackathon creativa, la StolenBike-athon: i partecipanti hanno utilizzato i dati raccolti dall’AMS Institute e dal MIT Senseable City Lab per analizzare i movimenti e i comportamenti legati ai furti di biciclette, proponendo soluzioni innovative. Tra i team sono emerse idee interessanti: tracciamento passivo, token digitali per certificare la proprietà delle bici e l’uso della blockchain per autenticarle e registrarle. Molte proposte puntavano a migliorare il monitoraggio, facilitare i passaggi di proprietà e rendere più rapido il rilevamento dei furti.

Ladri di biciclette in Italia

Senza scomodare il capolavoro di Vittorio de Sica del 1948, in cui i ladri di biciclette erano costretti a rubare per affrontare le difficoltà della vita dopo la guerra, è chiaro che il problema dei furti di biciclette non riguarda solo i Paesi Bassi, ma è una realtà diffusa in tutta Europa.

E in Italia? Sebbene manchino dati sistematici e dettagliati come quelli olandesi, la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) stima che ogni anno vengano rubate tra 350.000 e 500.000 biciclette, per un danno economico complessivo superiore ai 150 milioni di euro. Le città più colpite? Milano, Bologna e Firenze.

Come difendersi dai furti delle biciclette?

Il fenomeno ha un impatto significativo non solo economico, ma anche emotivo sui ciclisti italiani, che, malgrado i bonus, spesso rinunciano ad acquistare o utilizzare biciclette di qualità, soprattutto le più costose, per il timore di furti. Nonostante in passato se ne sia parlato senza giungere a una conclusione, sarebbe opportuno introdurre forme di assicurazione dedicate, che offrano maggiore tutela ai proprietari di questi mezzi. Nel frattempo, è possibile approfittare dei servizi di mobilità protetta per spostarsi in sicurezza anche in mobilità condivisa.

Le similitudini con la situazione olandese, dove si stanno sperimentando soluzioni innovative per contrastare il problema, evidenziano la necessità di un approccio più strutturato anche in Italia. Parcheggi sicuri, campagne per promuovere l’uso di lucchetti adeguati e tecnologie di tracciamento potrebbero rappresentare passi concreti per migliorare la protezione.

Del resto il messaggio è chiaro: la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma un elemento essenziale della vita quotidiana. Proteggerla significa garantire sicurezza, incentivare la mobilità sostenibile e promuovere un futuro più green per tutti.