Domenica mattina una banda di ladri ha messo a segno un furto clamoroso al Louvre, portando via preziosi gioielli dell’epoca di Napoleone III. Lunedì il museo non ha riaperto al pubblico e le indagini sono in corso.

Ieri, lunedì 20 ottobre, il Louvre, il museo più importante di Parigi, è rimasto chiuso in via straordinaria dopo il furto avvenuto la mattina precedente. Secondo le prime ricostruzioni, quattro uomini incappucciati sarebbero entrati da una finestra del primo piano, raggiunta dall’esterno con un montacarichi, riuscendo a portare via otto gioielli della collezione napoleonica in pochi minuti.

Durante la fuga, uno dei ladri si è disfatto di un gilet giallo da lavoro, ora analizzato dalla polizia scientifica. La procuratrice Laure Beccuau parla di un’operazione “da professionisti”, forse legata alla criminalità organizzata. Gli inquirenti escludono al momento il coinvolgimento di potenze straniere, ipotizzando invece un colpo su commissione o finalizzato al riciclaggio delle pietre preziose.

Il furto, definito dai media “il colpo del secolo”, ha riacceso le critiche sulla sicurezza del museo. “Abbiamo sbagliato“, ha ammesso il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, mentre la ministra della Cultura Rachida Dati ha annunciato un’inchiesta amministrativa per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto.

Furto al Louvre: cosa hanno rubato e come

Il colpo è avvenuto nella galleria d’Apollo, dove sono esposti i “gioielli della Corona”. I ladri, travestiti da operai, hanno segato le teche che custodivano alcuni dei pezzi più preziosi dell’Ottocento francese, tra cui la tiara e la collana dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.

Nove in tutto gli oggetti trafugati, uno dei quali – la corona dell’imperatrice Eugenia, ornata da oltre duemila diamanti – è stato ritrovato danneggiato nei pressi del museo. Secondo la Corte dei Conti, il Louvre non sarebbe ancora riuscito a colmare i ritardi nelle dotazioni di sicurezza, mentre il presidente Emmanuel Macron ha definito l’accaduto “un’offesa alla nostra Storia“.

Quando riapre il Louvre dopo il furto

Il museo è rimasto chiuso anche ieri, lunedì 20 ottobre, per i rilievi. Oggi, invece, è giorno di chiusura settimanale, e non sono arrivati aggiornamenti ufficiali, ma è probabile la riapertura domani, mercoledì 22 ottobre.

Chi aveva acquistato i biglietti per le giornate interessate potrà chiedere il rimborso o il cambio data attraverso i canali ufficiali del museo.

Non è il primo furto al Louvre: quelli più famosi

Non è la prima volta che il Louvre finisce al centro di un colpo clamoroso. Il precedente più famoso risale al 1911, quando Vincenzo Peruggia, imbianchino italiano della provincia di Varese, riuscì a rubare la Gioconda di Leonardo da Vinci, approfittando della chiusura per manutenzione. Il dipinto venne ritrovato due anni dopo a Firenze. Quell’episodio contribuì a rendere la Gioconda una delle opere più note a livello internazionale (e il Louvre uno dei musei più straordinari del mondo).

Negli anni successivi il museo è stato più volte preso di mira. Nel 1983 vennero trafugate due armature rinascimentali poi ritrovate. Nel 1995 scomparvero tre opere in pochi mesi, tra cui un dipinto di Lancelot Turpin de Crisse e un pastello di Robert de Nanteuil. L’ultimo furto prima di quello attuale risale al 1998, quando venne rubato il dipinto Le Chemin de Sèvres di Camille Corot, mai più recuperato.

Il furto di domenica, il primo dopo quasi trent’anni, riporta al centro il tema della protezione del patrimonio culturale e della necessità di sistemi di sorveglianza più moderni in un luogo che ogni anno accoglie milioni di visitatori da tutto il mondo.