C’è un giardino in Toscana dove la fantasia prende forma, tra colline e ulivi, in un intreccio di colori e figure che sembrano uscite da un sogno. Un posto fuori dal tempo, poco noto ai più, ma capace di lasciare chi lo visita senza parole.

In Italia esistono luoghi magici e surreali che sembrano nati per stupire, spazi dove l’arte si confonde con la natura e dove la realtà lascia spazio al sogno. Tra questi, uno dei più affascinanti è il Giardino dei Tarocchi, in provincia di Grosseto, un parco artistico che racchiude la visione straordinaria di Niki de Saint Phalle.

Un luogo unico nel suo genere, al pari della Scarzuola in Umbria o del Sacro Bosco di Bomarzo nel Lazio, che trasporta il visitatore in un mondo simbolico fatto di forme, luce e colore.

Il Giardino dei Tarocchi: la storia di un sogno diventato realtà in Toscana

Il Giardino dei Tarocchi nasce nel 1979 dal desiderio di Niki de Saint Phalle di creare un luogo in cui arte e spiritualità potessero fondersi. L’ispirazione arriva dopo le visite al Parc Güell di Antoni Gaudí a Barcellona e al già citato giardino di Bomarzo.

Da quella scintilla prende vita un progetto monumentale: ventidue sculture ispirate agli arcani maggiori dei Tarocchi, costruite in acciaio e cemento e ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate.

L’artista vi lavora per oltre diciassette anni, affiancata dal marito Jean Tinguely, che realizza le strutture metalliche e le “mécaniques”, elementi mobili di ferro che animano alcune opere. All’ingresso del parco si incontra invece la mano dell’architetto Mario Botta, autore del muro monumentale con un’unica apertura circolare che segna il passaggio dal mondo reale a quello dell’immaginazione.

Il Giardino viene completato nell’estate del 1996, interamente autofinanziato, e aperto al pubblico nel 1998. Un’opera di land art unica nel suo genere, dove ogni scultura rappresenta un archetipo, in un percorso che è non solo artistico, ma anche introspettivo. Alcune opere sono rimaste volutamente incompiute, in segno di rispetto per la volontà dell’artista, scomparsa nel 2002, che non desiderava fossero terminate da altri.

Visitare il Giardino dei Tarocchi: biglietti e orari

Il parco è aperto dal 1° aprile al 15 ottobre, tutti i giorni dalle 14:30 alle 19:30, con ultimo ingresso alle 18:15. Nei mesi invernali resta chiuso per lavori di manutenzione alle opere.

Per preservare il sito e limitare gli ingressi, i biglietti sono acquistabili solo online e sono validi esclusivamente nella data e fascia oraria scelta. Il biglietto intero costa 15 euro, quello ridotto 10 euro (per ragazzi tra 7 e 22 anni, over 65, residenti a Capalbio e gruppi di almeno 25 persone), mentre l’ingresso è gratuito per bambini fino a 6 anni e persone con disabilità certificata.

Il percorso è pensato per essere esplorato liberamente, lasciando al visitatore la possibilità di interpretare le opere secondo la propria sensibilità. Il parco resta aperto anche in caso di pioggia e nei giorni festivi. I cani sono ammessi, purché tenuti al guinzaglio.

Come arrivare al Giardino dei Tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi si trova in località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina, nel comune di Capalbio (Grosseto). Chi arriva in auto può percorrere la SS1 Aurelia e uscire a Chiarone, seguendo poi le indicazioni per Pescia Fiorentina. Da Roma si prende l’A12 in direzione Civitavecchia, da Siena la S223 verso Grosseto, mentre da Firenze si può raggiungere il sito attraverso la Firenze-Siena e la E80 in direzione sud.

Durante l’alta stagione, quando l’’afflusso di visitatori aumenta, è consigliabile usufruire dei servizi di telepedaggio per ridurre i tempi ai caselli e agevolare la percorrenza. Il parcheggio, gratuito ma non custodito, si trova accanto all’ingresso e la visita dura in media circa un’ora e mezza.

Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare alla stazione ferroviaria di Capalbio Scalo, distante circa dieci chilometri dal Giardino, e proseguire con autobus locali o taxi. Gli aeroporti più vicini sono Roma Fiumicino e Firenze Peretola.