Al via a Cernusco sul Naviglio, a nord-est di Milano, la costruzione della nuova gigafactory di idrogeno verde. Si tratta di un esteso e innovativo stabilimento per la transizione energetica nato dalla collaborazione delle società De Nora e Snam.

La gigafactory di idrogeno verde lombarda sarà la più grande del mondo. Questo grazie a una superficie di 40.000 metri quadrati e a una capacità prevista fino a 4 gigawatt nella filiera sostenibile. Sorgerà inoltre in una zona ben collegata con il capoluogo.

Scendiamo nel dettaglio e scopriamo quali sono le funzioni, le caratteristiche e gli obiettivi del nascituro polo produttivo dell’energia del futuro su larga scala, di cui è stata posata la prima pietra.

Gigafactory di idrogeno verde: a cosa serve

A cosa servirà questa gigafactory, termine che indica una fabbrica di grandi dimensioni? Sarà un hub finalizzato a produrre elettrolizzatori per la generazione di sistemi a idrogeno verde. Gli elettrolizzatori sono strumenti che utilizzano l’elettricità per scindere l’acqua o altri componenti nei loro elementi costitutivi, attraverso la reazione chimica detta elettrolisi.

Inoltre, vi si produrranno componenti per l’elettrolisi dell’acqua, passaggio essenziale che conduce al propellente non inquinante (già sperimentato per autobus, treni e auto), e componenti per le celle a combustibile (fuel cells).

L’idrogeno verde non si trova in natura ed è appunto il risultato di un processo di estrazione tramite l’elettrolisi dell’acqua. Questa avviene in celle elettrochimiche alimentate da elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Da ciò si ottiene un carburante che, quando viene utilizzato per la produzione di energia, genera soltanto vapore acqueo e non immette nell’ambiente sostanze inquinanti.

Un progetto per la sostenibilità

La gigafactory di idrogeno verde a Cernusco sul Naviglio nasce sul terreno di una vecchia fabbrica di tubi, dismessa e demolita. Rientra nel piano di espansione del gruppo De Nora, multinazionale italiana specializzata in elettrochimica e tecnologie per la green economy. Il complesso, che coniuga innovazione e sostenibilità, si basa su un’architettura organica ideata per gli esseri umani e per l’ambiente.

A firmare il progetto è lo studio Stefano Menotti Colucci & Partners Architects di Milano. L’edificio richiama i grandi insediamenti industriali del passato in questo territorio, i quali nacquero e prosperarono grazie alla presenza dell’acqua come fonte energetica che alimentava i mulini. In tal modo, anche oggi l’industria del futuro trae forza dall’acqua (composta da idrogeno e ossigeno) e dalle sue molecole.

La gigafactory avrà un impianto di generazione di energia da fonte solare e sarà assicurata il più possibile un’illuminazione naturale, agevolando il benessere dei lavoratori (circa 350 dipendenti). Le pareti esterne saranno rivestite da vernici fotocatalitiche autopulenti (cioè che decompongono l’anidride carbonica in ossigeno) per garantire una maggior durata nel tempo. Infine, la copertura sarà parzialmente a verde, per ottimizzare l’isolamento termico degli spazi sottostanti.

La gigafactory e il territorio di Cernusco

Progetto di punta per la transizione energetica nell’industria italiana, la gigafactory di idrogeno verde a Cernusco sul Naviglio si inserisce in un quadro di rigenerazione dello spazio urbano in cui sorgerà, grazie anche alle aree verdi previste e a piani di riforestazione. Lo stabilimento stesso sarà circondato da un perimetro di alberi e includerà un giardino con biolago per assorbire l’eccedenza di acqua.

La fabbrica sarà completata entro il 2025. Nelle vicinanze c’è la pista ciclabile della Martesana, quindi sarà facilmente raggiungibile anche ricorrendo alla mobilità dolce. Inoltre, Cernusco non si trova lontano dalle principali arterie stradali della zona ed è servito dai mezzi pubblici di ATM, tra cui una fermata della metro M2.

In definitiva, la gigafactory, oltre che dare una spinta alla sostenibilità e promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, favorirà la crescita economica e sociale del territorio. Finanzia il progetto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite risorse del PNRR a valere sul fondo per il sostegno alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI).