Oggi, 3 marzo, si celebra la Giornata della Fauna Selvatica, un’occasione per riconnettersi con gli ecosistemi più preziosi del pianeta. Tra questi, il Parco Nazionale del Gran Paradiso rappresenta uno degli ultimi baluardi di natura selvaggia in Italia.

La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2013, ricorda la firma della Convenzione CITES del 1973 e richiama l’attenzione sulla tutela di animali e piante minacciati. Nel 2026 il tema internazionale è dedicato alle piante medicinali e aromatiche, risorse fondamentali per la salute umana, la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi.

In un’epoca segnata da crisi climatica e perdita di habitat, questa ricorrenza – affiancata da date simboliche come la Giornata Mondiale della Biodiversità e il World Nature Conservation Day – invita a riscoprire aree protette dove la conservazione non è teoria, ma pratica quotidiana. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è una di queste.

Parco Nazionale del Gran Paradiso durante la Giornata della Fauna Selvatica

Istituito nel 1922, è il più antico parco nazionale italiano e si estende tra Valle d’Aosta e Piemonte, nel cuore delle Alpi Graie. Nato per proteggere lo stambecco alpino dal rischio di estinzione, oggi è un laboratorio naturale di conservazione e ricerca scientifica. Qui la fauna selvatica si osserva nel suo ambiente originario.

Stambecchi che si arrampicano sulle pareti rocciose, camosci nei pascoli d’alta quota, marmotte che fischiano tra i prati alpini e aquile reali che sorvolano le valli. Non è un’esperienza di turismo mannaro. Il Gran Paradiso è una bellezza per pochi, per chi sceglie il silenzio dei sentieri e il ritmo lento della montagna.

Visitare il parco durante la Giornata della Fauna Selvatica significa entrare in contatto diretto con la natura incontaminata italiana, comprendendo quanto sia fragile e quanto sia necessario proteggerla.

Biodiversità alpina e piante officinali, un patrimonio da custodire

Il tema 2026 dedicato alle piante medicinali e aromatiche trova nel Gran Paradiso un esempio concreto. L’ambiente alpino ospita numerose specie officinali, come genepì, arnica e timo selvatico, utilizzate da secoli nella tradizione montana. Queste piante non rappresentano solo un valore culturale, ma svolgono un ruolo essenziale per gli impollinatori e per la stabilità degli ecosistemi di alta quota.

La loro tutela rientra negli obiettivi globali di conservazione della biodiversità. Camminare tra i prati alpini in primavera o in estate significa osservare un equilibrio delicato. Ogni fiore, ogni insetto, ogni specie contribuisce a un sistema complesso che il cambiamento climatico sta mettendo alla prova.

Celebrare la Giornata della Fauna Selvatica qui assume quindi un significato concreto. Non solo sensibilizzazione, ma esperienza diretta di ciò che va preservato.

Cosa fare durante la Giornata della Fauna Selvatica

La Giornata della Fauna Selvatica può diventare un momento concreto di partecipazione. Oltre a visitare un’area protetta come il Parco Nazionale del Gran Paradiso, si può scegliere di informarsi sulle specie a rischio, condividere contenuti di sensibilizzazione e portare il tema nelle scuole o nelle università attraverso incontri e momenti di confronto.

C’è chi organizza mostre fotografiche, concorsi artistici o campagne dedicate alla tutela di una specie simbolo, e chi decide di sostenere petizioni contro il commercio illegale di fauna selvatica. Anche valorizzare il lavoro di ranger e operatori impegnati nella conservazione è un gesto significativo.

Ogni iniziativa, grande o piccola, contribuisce a diffondere consapevolezza e a trasformare la celebrazione in un impegno reale per la biodiversità.

Come raggiungere il Parco del Gran Paradiso

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è accessibile principalmente in auto, con diversi ingressi distribuiti tra Valle d’Aosta e Piemonte, in particolare nelle aree di Cogne, Valsavarenche e Valle Orco.

Se si arriva dal Nord Italia, il percorso più diretto è lungo l’autostrada A5 Torino-Aosta. In base alla valle scelta, si può uscire ad Aosta Ovest per raggiungere Cogne oppure proseguire fino a Pont-Saint-Martin e poi deviare verso le valli piemontesi. Chi proviene dal Sud Italia percorre generalmente l’autostrada A1 fino a Milano o Torino, per poi immettersi sulla A4 Torino-Milano e successivamente sulla A5 Torino-Aosta.

Per rendere il viaggio più scorrevole, soprattutto nei periodi di alta stagione o in occasione della Giornata della Fauna Selvatica, possono risultare utili i servizi di telepedaggio, che permettono di evitare code ai caselli e velocizzare l’ingresso nelle tratte alpine. Una volta arrivati nei comuni di accesso, si prosegue su strade panoramiche di montagna fino ai parcheggi e ai centri visita, punto di partenza ideale per esplorare uno dei paradisi italiani della biodiversità.