L’8 luglio di ogni anno celebriamo la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo, non a caso ad un mese esatto dalla Giornata Internazionale degli Oceani: un’occasione per acquistare più consapevolezza sul Mare Nostrum, sui pericoli che lo minacciano, ma anche per celebrarne la bellezza.

Il Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre, è uno scrigno di biodiversità marina. Nonostante rappresenti solo l’1% della superficie totale degli oceani, accoglie oltre 12.000 specie marine, che costituiscono tra il 4% e il 12% della biodiversità marina globale. Per questo motivo il Mediterraneo può essere considerato emblema del cambiamento climatico, poiché è una delle aree del mondo che subirà più intensamente l’aumento delle temperature proprio a causa della sua vulnerabilità intrinseca.

Cos’è la Giornata Mondiale del Mar Mediterraneo

La Giornata Internazionale dedicata al Mar Mediterraneo è stata istituita nel 2014 grazie alla collaborazione tra Earth Day Italia e la Marina Militare Italiana.
Gli obiettivi sono in linea con quelli dichiarati dalle Nazioni Unite, che nel 2017 hanno lanciato il progetto decennale Ocean Decade, fortemente sostenuto dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco, che prevede il coinvolgimento di scienziati, enti governativi, associazioni e imprese in un piano comune per la protezione degli oceani e lo sviluppo di forme di economia sostenibili per gli ecosistemi marini.

La Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo mira a sensibilizzare sulle problematiche del bacino mediterraneo, con l’intento di spingere tutti a proteggerne la ricchezza.

Il Mediterraneo attira ogni anno migliaia di turisti grazie alle sue coste di impareggiabile bellezza, alla varietà culturale delle località che vi si affacciano e al clima mite che lo caratterizza. Eppure, i fondali del Mare Nostrum ospitano almeno il 70% dei rifiuti gettati nelle sue acque, in particolare la plastica, tanto che ci sono progetti come Archeoplastica, nati con lo scopo di sensibilizzare le persone a riflettere e a salvaguardare l’ambiente marino.
Non solo rifiuti: l’ecosistema del Mediterraneo è fortemente impattato dalla pesca, dall’uso di prodotti chimici, dalla ricerca di combustibili fossili, dai trasporti marittimi. In altre parole, dalle abitudini delle persone e dalle attività economiche che hanno dirette conseguenze sulla biodiversità del mare. Anche il turismo, legato sia allo sfruttamento delle coste che ai trasporti marittimi, contribuisce a incrementare queste problematiche.

L’importanza del turismo sostenibile per la salvaguardia del mare

La soluzione ai problemi, o almeno una possibile via, passa attraverso la sempre maggiore consapevolezza delle persone e l’adozione di modelli di economia green, che nel contesto marittimo diventa blue economy. Sulla terraferma, il turismo sostenibile consiste, ad esempio, nell’uso della micromobilità in sharing, come biciclette, monopattini e auto elettriche. O come il nuovo E-Sup, un mezzo alternativo e sostenibile pensato proprio per le gite al mare.
L’attenzione crescente del pubblico verso le questioni ambientali può essere sfruttata per promuovere destinazioni turistiche e percorsi innovativi, come quelli promossi dalla Germania. Questi percorsi devono essere concepiti all’insegna della sostenibilità totale.
Attualmente l’Agenzia Nazionale del Turismo segnala un numero crescente di spiagge no-smoke e plastic-free, coinvolgendo 32 comuni, spesso premiati con la Bandiera Blu. Il primo grande traguardo dell’Italia è stato raggiunto nel 2016, quando il sud della Sardegna è stato riconosciuto come la prima meta europea ecosostenibile.

Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo: 10 spiagge tra le più belle

È chiaro a questo punto che la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo ci offre un’enorme consapevolezza in più per i nostri prossimi viaggi. Dove andare dunque per celebrare la bellezza del Mare Nostrum? Con non poche difficoltà, abbiamo selezionato quelle che sono, secondo noi, dieci tra le spiagge più belle del Mediterraneo.

  1. La Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Sicilia)

    Tra le 50 spiagge più belle del mondo, la Spiaggia dei Conigli a Lampedusa, in Sicilia, è davvero uno spettacolo: acque limpidissime e trasparenti, sabbia chiara, l’Isola dei Conigli di fronte e le famose tartarughe che qui depositano le uova. L’accesso è semplice, attraverso un sentiero sterrato di circa settecento metri. Dal momento che è molto conosciuta, per evitare la folla è meglio visitarla all’alba o al tramonto. Sulla stessa Lampedusa ci sono molte spiagge meno affollate, come Cala Pulcino. Tra le isole minori siciliane, un’ottima alternativa è Favignana, con le acque cristalline di Cala Rossa.

  2. Macarella, Minorca (Spagna)

    Macarella e Macarelleta, sulla costa sud di Minorca, sono considerate tra le spiagge più belle dell’isola e, secondo alcuni, di tutte le Baleari. L’attrattiva di queste spiagge è dovuta sia al colore dell’acqua che alla vegetazione verde che le circonda. Purtroppo questo incanto non è un segreto: spesso le piccole spiagge – Macarelleta in particolare, che è davvero minuscola – sono molto affollate. L’unica soluzione per avere buone possibilità di essere gli unici bagnati sulla Macarella è alzarsi presto la mattina e percorrere un tratto dello stupendo Camin de Cavalls (il sentiero che circonda tutta l’isola). Su Minorca per fortuna non mancano altre spiagge altrettanto scenografiche che offrono splendide alternative a Macarella e Macarelleta, come Turqueta, Galdana e Pregonda.

  3. Il Corno d’Oro, Brac (Croazia)

    La particolarità di Zlatni Rat (Corno d’Oro), sull’isola di Brac, nella riviera dalmata in Croazia, non consiste tanto nella sua spiaggia, fatta di ciottoli e sassolini, né nel colore incantevole delle acque, quanto nella sua forma peculiare. Elegante e affilata, questa striscia di terra di 630 metri è chiamata “corno d’oro” e il suo profilo e l’orientamento cambiano leggermente a seconda delle maree e delle correnti, rendendola davvero unica.

  4. Cala Mariolu, Golfo di Orosei (Sardegna)

    Secondo il The Guardian, Cala Mariolu è una delle spiagge più belle del mondo. Non c’è da stupirsi, visto che nel Golfo di Orosei, in Sardegna, si trovano anche Cala Goloritzè, Cala Luna e Cala Sisina, veri paradisi in terra, perfetti per fare snorkeling. Cala Mariolu, sulla costa del borgo di Santa Maria Navarrese, è raggiungibile solo via mare ed è un anfiteatro naturale formato da rocce calcaree candide bagnato da un mare che va dal turchese allo smeraldo.

  5. Ramla Bay, Gozo (Malta)

    Quello che colpisce al primo sguardo di Ramla Bay, a Malta, è il colore incomparabile, che varia tra l’arancio, il cremisi e l’oro a seconda della luce del giorno e della stagione. È una spiaggia ampia, larga 50 metri e lunga 500, caratterizzata da dune ondulate, campi terrazzati e fitti canneti di bambù. Nonostante la sua ampiezza, Ramla Bay può essere molto affollata, soprattutto ad agosto, rendendo difficile trovare un po’ di tranquillità. Altre zone di Gozo offrono un’atmosfera più intima, come la piccola insenatura sabbiosa a ovest della baia o la baia di San Blas.

  6. Remaiolo, Capoliveri (Toscana)

    Chi cerca di allontanarsi dalle spiagge troppo affollate, in Italia ne può trovare di bellissime e nascoste, come la spiaggia di Remaiolo, un eden che si trova sull’Isola d’Elba, a Capoliveri, nell’Arcipelago Toscano. È una cala isolata di sabbia chiarissima lunga circa 100 metri, incastonata e protetta tra la maestosa Punta dei Ripalti e uno sperone roccioso che la separa dalla spiaggia di Vetrangoli. Al largo della spiaggia c’è lo scoglio di Remaiolo, dove la ricchezza di pesci, gorgonie e aragoste attira gli amanti della pesca subacquea. Alle spalle della spiaggia, l’unica attrezzata nella Costa dei Gabbiani, c’è una pineta che offre ombra e frescura nelle calde giornate estive.

  7. Cala dell’Acquaviva, Salento (Puglia)

    Le coste della Puglia offrono un’infinità di spiagge incantevoli e non è facile selezionarne solo una, ma la Cala dell’Acquaviva, in Salento, è un piccolo paradiso fatto di sabbia bianca e fine nascosto da una fitta vegetazione selvatica e da maestose scogliere che si buttano tra acque cristalline. Questo paesaggio da cartolina si trova tra Castro e Marina Marittima e l’acquaviva che dà il nome alla caletta è quella delle polle di acqua sorgiva che rendo il suo mare sempre fresco.

  8. Isole di Hyères, Costa Azzurra (Francia)

    Le isole di Hyères, forse le più conosciute della Costa Azzurra, regalano una natura incontaminata e un mare turchese e cristallino, un paradiso per gli amanti degli sport acquatici. Le tre isole – Le Levant, Port-Cros e Porquerolles – sono così suggestive che gli antichi le chiamavano Isole d’Oro per via dei riflessi dorati sulle rocce al tramonto. Proprio per preservarne il patrimonio naturalistico, su tutte e tre le isole sono in vigore regole severe: è vietato accendere fuochi, campeggiare, raccogliere piante, allontanarsi dai sentieri segnalati, raccogliere conchiglie e pescare. In compenso è possibile effettuare escursioni in mare con barche dal fondo di vetro per ammirare gli splendidi fondali ricchi di vita marina.

  9. Navagio, Zante (Grecia)

    Tra le spiagge più belle del Mediterraneo, quella del Navagio (Naufragio) dell’isola di Zante, in Grecia, è forse una delle più iconiche, grazie al suo mare di un azzurro intensissimo, le falesie a picco e il relitto abbandonato. Era una nave dedita al contrabbando di sigarette che naufragò nel 1983 su questa spiaggia. La spiaggia è in realtà più spettacolare vista dall’alto, dal punto panoramico presso Volimes, ed è raggiungibile in barca.

  10. Palombaggia, Porto Vecchio (Corsica)

    La caraibica spiaggia di Palombaggia, vicino a Porto Vecchio, è una delle spiagge più famose della Corsica per il suo aspetto paradisiaco. Questa striscia di sabbia lunga 2 chilometri che si trova in un’area protetta, offre un paesaggio idilliaco, con acque turchesi e cristalline e poco profonde, tra rocce di granito rosa, pini marittimi e sabbia bianca.