Oggi è la Giornata Internazionale della Lingua Madre 2025, un’occasione importante per riflettere sulla diversità linguistica e sull’importanza della conservazione delle lingue nel mondo. Scopriamo insieme perché è così importante e le iniziative per celebrarla. 

Istituita ufficialmente dall’UNESCO nel 2000, la Giornata internazionale della lingua madre punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare le diversità linguistiche per promuovere lo sviluppo sociale ed educativo. E, soprattutto, per preservare l’identità di popoli e comunità differenti.

Ufficialmente riconosciuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) nel 2002, ricorre tradizionalmente ogni 21 febbraio. Vuoi scoprire come celebrarla? Ecco le iniziative in programma.

Giornata della lingua madre 2025: alle origini della celebrazione internazionale

La scelta della data del 21 febbraio non è casuale. Il 21 febbraio del 1952 un gruppo di studenti universitari – che manifestavano per il riconoscimento della propria lingua madre – furono barbaramente trucidati dalla polizia locale a Dacca, in Bangladesh. Questo tragico evento portò inevitabilmente a un’ondata di proteste che si diffusero a macchia d’olio in tutto il paese. E che portarono, tuttavia, al riconoscimento del bengalese come una delle lingue ufficiali di quel che, ai tempi, era l’intero Pakistan.

Proprio il Bangladesh, nel 1999, avanzò ufficialmente la proposta di istituire una giornata che promuovesse la lingua madre come patrimonio culturale di ogni comunità umana. E l’iniziativa fu così approvata nel corso della Conferenza Generale UNESCO dello stesso anno. Oggi, l’Agenzia internazionale è al lavoro per salvaguardare le differenze linguistico-culturali come base di ogni società tollerante e sostenibile. Promuovendo azioni che tutelino soprattutto le comunità indigene, il cui patrimonio culturale rischia di andar perduto per sempre.

Secondo l’UNESCO infatti circa il 40% delle lingue parlate nel mondo è a rischio perché molte di esse non vengono trasmesse alle nuove generazioni.

Le lingue più rare che rischiano di scomparire nei prossimi anni

Secondo i dati, la metà delle circa 7.168 lingue attualmente esistenti e parlate nel mondo si estinguerà definitivamente entro il 2100. Anche per questa ragione l’Assemblea Generale ONU ha definito il 2022-2032 come il “Decennio internazionale delle lingue indigene”. Scopriamone alcune tra quelle che rischiano di andar perdute:

  • Birale – Ongota: è una lingua parlata da sole sei persone al mondo, di origine probabilmente afroasiatica. Le genti che la tramandano- insieme ad alcuni ricercatori universitari- vivono nel villaggio di Weito River in Etiopia;
  • Thaushiro: l’unico essere vivente a conoscere e tramandare questa lingua madre si chiama Amedeo Garcìa e vive in Perù, nella regione di Loreto;
  • Livonian: è una delle lingue parlate in Lettonia. Peccato che a conoscerla siano soltanto 20 persone, dislocate tra la Livonia e Kurzeme. Purtroppo, pare che non esista un sistema educativo in grado di trasmetterla alle nuove generazioni;
  • Tanema: anche questa lingua madre è conosciuta e parlata da una sola persona, che vive nell’arcipelago delle Isole Salomone. I linguisti sostengono che si estinguerà presto e che verrà sostituita con il Teanu, la lingua principale dell’isola di Vanikoro.
  • Skolt Saami: è una lingua parlata da circa 300 persone in Finlandia;
  • Arbëreshë Albania: è una lingua- variante dell’antichissimo Tosco e oggi riconosciuta come dialetto albanese– parlata da circa 250 mila persone. Alcune comunità arbëreshë resistono anche in Italia, tra l’entroterra campano e la Sicilia.

Giornata della lingua madre 2025: le iniziative in programma

Ecco alcune delle iniziative in programma per oggi e domani, 22 febbraio.

Onu Italia incontra gli studenti a La Sapienza di Roma

Oggi alle 11:00, presso la Sala lettura Luca Serianni dell’ateneo romano, è in programma un seminario in occasione della Giornata internazionale della lingua madre organizzato dalla Biblioteca del Dipartimento di Lettere e culture moderne dell’Università di Roma La Sapienza, in collaborazione con il Centro Astalli e la Biblioteca Europea.

L’incontro nasce per esplorare e riflettere sull’importanza delle lingue parlate e sulla loro connessione profonda con l’identità, la cultura e la storia di ciascuno.

“Radici e Voci: La Lingua Madre come Ponte tra Culture“ a Reggio Calabria

l Progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) del Comune di Reggio Calabria promuove un incontro, dal titolo “Radici e Voci: La Lingua Madre come Ponte tra Culture“, con l’obiettivo di rimarcare l’importanza della lingua quale strumento di integrazione e valorizzazione delle diverse identità culturali. L’evento si svolge oggi alle 9:30 presso Palazzo San Giorgio, alla Sala dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Reggio Calabria.

Ad Amburgo studenti e associazioni per promuovere la lingua madre

Sabato 22 febbraio alle ore 12:00 un gruppo di associazioni promuove ad Amburgo un evento organizzato con l’Istituto Statale per la Formazione degli Insegnanti e lo Sviluppo Scolastico. L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo sarà presente con uno stand e presenterà l’offerta italiana nel Nord della Germania, l’ampio programma di eventi – tra cui le letture in lingua italiana per bambini e il servizio di biblioteca – e le possibilità per studiare l’italiano dalla scuola materna all’università. Per seguire l’evento, anche in streaming, è possibile collegarsi sul sito web dell’iniziativa.