La Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione è il 21 aprile: riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 2017, ha lo scopo di aumentare la consapevolezza del ruolo della creatività e dell’innovazione in tutti gli aspetti dello sviluppo umano.

Con questa celebrazione, l’ONU vuole invitare il mondo ad abbracciare l’idea che l’innovazione è essenziale per sfruttare il potenziale economico delle nazioni. L’innovazione, la creatività e l’imprenditorialità possono fornire nuovo slancio verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Possono sfruttare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, ampliando al contempo le opportunità per tutti, comprese le donne i giovani. Possono fornire soluzioni ad alcuni dei problemi urgenti come lo sradicamento della povertà e l’eliminazione della fame. La creatività umana e l’innovazione, sia a livello individuale che di gruppo, sono diventate la vera ricchezza delle nazioni nel ventunesimo secolo.

Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione, beni essenziali per lo sviluppo sostenibile

Raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 richiede sia creatività che innovazione. Le tecnologie green– quelle cioè utilizzate per produrre beni e servizi con un’impronta di carbonio minore- stanno prosperando e offrono crescenti opportunità economiche: molti paesi in via di sviluppo però potrebbero perderle senza un’azione collettiva decisiva.

Attraverso il Rapporto sulla Tecnologia e l’Innovazione 2023, l’UNCTAD (la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo) invita i governi ad allineare le politiche ambientali, scientifiche, tecnologiche, di innovazione e industriali.

Il rapporto infatti sostiene che «l’ondata di cambiamenti tecnologici accesa dalle energie rinnovabili e da altre tecnologie sostenibili apre nuove finestre di opportunità per il sud del mondo per costruire resilienza contro le minacce, far crescere economie più forti e diversificate e passare a migliori traiettorie di sviluppo con un impatto minore sull’ambiente».

L’importanza della creatività

Le industrie creative– prodotti audiovisivi, design, nuovi media, arti dello spettacolo, editoria e arti visive- sono un settore altamente trasformativo dell’economia mondiale in termini di generazione di reddito, creazione di posti di lavoro e proventi delle esportazioni.

La cultura è una componente essenziale dello sviluppo sostenibile e rappresenta una fonte di identità, di innovazione e di creatività per l’individuo e per la comunità. Allo stesso tempo, creatività e cultura hanno un significativo valore non monetario che contribuisce allo sviluppo sociale inclusivo, al dialogo e alla comprensione tra i popoli.

Oggi le industrie creative sono tra le aree più dinamiche dell’economia mondiale e offrono ai paesi in via di sviluppo nuove opportunità per entrare nelle aree emergenti ad alta crescita dell’economia mondiale.

Il valore della cultura

La cultura e la creatività rappresentano il 3,1% del prodotto interno lordo (PIL) globale e il 6,2% dell’occupazione totale. Il valore delle esportazioni di beni e servizi culturali è raddoppiato rispetto al 2005 e ha raggiunto 389,1 miliardi di dollari nel 2019.

Oltre ad essere uno dei settori economici più giovani e in più rapida crescita al mondo, le sfide nuove e continue rendono l’economia creativa anche uno dei settori più vulnerabili: è infatti spesso trascurato dagli investimenti pubblici e privati.

Il rapporto UNESCO del 2022Re|Shaping Policies for Creativity, offre nuovi dati che fanno luce sulle tendenze emergenti a livello globale, oltre a proporre raccomandazioni politiche per promuovere ecosistemi creativi che vanno in direzione di un mondo sostenibile ben oltre il 2030.

La Rete delle Città Creative dell’Unesco: creatività e innovazione

La Rete delle Città Creative dell’Unesco è un’iniziativa volta a promuovere la collaborazione tra città che pongono la creatività al centro del loro sviluppo urbano sostenibile e del tipo di servizi offerti ai propri cittadini.

Questa rete, composta attualmente da 350 città in tutto il mondo, è divisa in sette aree tematiche culturali: Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia e Cinema. Attraverso queste aree, le città possono condividere progetti e valorizzare le proprie produzioni culturali a livello nazionale e internazionale.

Le città del network collaborano per fare della creatività e dell’industria culturale un punto centrale nei loro piani di sviluppo locale e si impegnano nella condivisione di buone pratiche per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile.

Inoltre la rete facilita gli scambi artistici e la ricerca collaborativa tra città, il settore pubblico e il settore privato. Lo scopo della rete è anche quello di contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Le città italiane che fanno parte della Rete delle Città Creative

Le città italiane che al momento fanno parte del network delle Città Creative dell’Unesco sono 14:

  • 2006: Bologna (musica);
  • 2013: Fabriano (artigianato e arte popolare);
  • 2014: Torino (design);
  • 2015: Roma (cinema);
  • 2015: Parma (gastronomia);
  • 2017: Milano (letteratura);
  • 2017: Pesaro (musica);
  • 2017: Carrara ((artigianato e arte popolare);
  • 2017: Alba (gastronomia);
  • 2019: Biella (artigianato e arte popolare);
  • 2019: Bergamo (gastronomia);
  • 2021: Como (artigianato e arte popolare);
  • 2021: Modena (media arts);
  • 2023: Bolzano (musica).