Oggi, 1° settembre 2025, si celebra la Giornata Mondiale per la custodia del Creato. In occasione Papa Leone XIV ha lanciato un forte messaggio sull’urgenza di agire per salvaguardare la nostra terra, ormai in rovina. 

Papa Leone XIV, nell’attuale contesto di crisi climatica globale, ha deciso di parlare alla comunità internazionale in occasione della Giornata Mondiale per la custodia del Creato. Seguendo l’eredità di Papa Francesco, noto per la sua enciclica “Laudato Si’”, Papa Leone XIV ha posto l’enfasi sul dovere comune di proteggere il nostro Pianeta.

In linea con il tema scelto per questa edizione, “Semi di Pace e di Speranza”, il suo discorso pronunciato proprio nel corso del Giubileo non si è limitato a ribadire concetti già noti. Ha voluto seminare fiducia nel futuro e stimolare sentimenti di pace attraverso la cooperazione globale.

Cos’è la Giornata Mondiale per la custodia del Creato

La Giornata Mondiale per la custodia del Creato è un evento annuale che si celebra il 1° settembre, istituito nel 2015 su iniziativa di Papa Francesco. Questo giorno rappresenta un’opportunità per i fedeli e tutti coloro che si preoccupano del futuro del nostro pianeta, di riflettere sulle proprie azioni in merito alla tutela dell’ambiente.

Nel cuore di questa celebrazione c’è un invito alla conversione ecologica, chiamando a una pratica di vita consapevole e responsabile. La Giornata cerca di evidenziare le connessioni tra crisi ambientali, problematiche sociali ed economiche. Ponendo particolare attenzione alle ripercussioni che l’inquinamento e il cambiamento climatico hanno sulle popolazioni più vulnerabili.

Il messaggio di Papa Leone XIV

Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha sottolineato la forza della preghiera e l’urgenza di agire per salvaguardare il creato, un messaggio di continuità con l’operato di Papa Francesco, il cui riposo eterno è nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Il Santo Padre ha esortato i leader mondiali a intraprendere azioni concrete e immediate contro il cambiamento climatico, enfatizzando l’importanza di vivere in armonia con la natura. Ha menzionato anche che è fondamentale ricordare che il danno ambientale non colpisce tutti allo stesso modo, citando la sofferenza dei popoli indigeni. Infatti, nel suo messaggio si può leggere:

«Sembra che manchi ancora la consapevolezza che distruggere la natura non colpisce tutti nello stesso modo: calpestare la giustizia e la pace significa colpire maggiormente i più poveri, gli emarginati, gli esclusi. È emblematica in tale ambito la sofferenza delle comunità indigene.»

La natura è spesso strumentalizzata come mezzo di scambio. In questo contesto, terre e foreste diventano veri e propri campi di contesa, come sta già accadendo.

Intere zone agricole e boschive sono minacciate, devastate, bruciate o messe al centro di conflitti per il controllo dell’acqua e delle materie prime. Un tema che torna con forza in occasione della Giornata internazionale delle foreste, istituita per ricordare l’importanza vitale di questi ecosistemi.

La Chiesa impegnata per l’ambiente e la pace

Il mondo politico ed economico è chiamato a rispondere, ribadendo come la tutela dell’ambiente sia ormai una questione che accomuna tutti i paesi del globo. Il Papa ha sottolineato che, fin dal giorno del Conclave in cui fu eletto, aveva compreso quanto il nuovo ruolo fosse cruciale. Doveva orientare la Chiesa verso una più profonda consapevolezza ambientale.

La visione del Santo Padre è quella di piantare “semi di pace e di speranza” nell’animo di ciascuno di noi. Affinché la cura del creato diventi un obiettivo comune e condiviso. L’empatia e la collaborazione internazionale sono state fortemente suggerite come chiavi per un futuro sostenibile.

«Prego l’Onnipotente di mandarci in abbondanza il suo «spirito dall’alto» (Is 32,15), affinché questi semi e altri simili portino abbondanti frutti di pace e di speranza.»