Il 5 Dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo, un elemento apparentemente di poca importanza, ma che invece riveste un ruolo fondamentale per il mantenimento della vita sul pianeta. Sotto i nostri piedi si nasconde un incredibile ecosistema, dalla cui salvaguardia dipendono anche le principali attività umane.

La tutela del suolo non deve essere sottovalutata: alluvioni, frane e altri incidenti causati da una scarsa manutenzione del territorio rappresentano dei rischi reali. Proprio per questo motivo, è stata istituita la Giornata Mondiale del Suolo, che da quasi dieci anni ricorda a tutti noi l’importanza del terreno su cui poggia la nostra intera esistenza. Andiamo a scoprire nel dettaglio la storia di questa ricorrenza.

La storia della Giornata Mondiale del suolo

Oggi martedì 5 dicembre si celebra il World Soil Day, una giornata riconosciuta internazionalmente che ha avuto origine nel 2014 grazie agli sforzi della Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite. Questa giornata sottolinea l’essenzialità del suolo per la sopravvivenza e il progresso della vita sulla Terra. Se il suolo perdesse le sue caratteristiche peculiari, ne deriverebbe un disastro ambientale: le piante morirebbero, le colture fallirebbero e l’umanità affronterebbe gravi carestie. Ma come è nata questa iniziativa?

L’idea di dedicare una giornata alla consapevolezza dell’importanza del suolo è emersa per la prima volta nel 2002, proposta dalla International Union of Soil Sciences (IUSS). Successivamente, la FAO, insieme a un comitato presieduto dal Re thailandese Rama IX, lavorò intensamente per ottenere il riconoscimento ufficiale di questa giornata. Nel 2013, il loro impegno venne premiato con l’approvazione ufficiale per celebrare la Giornata Mondiale del Suolo a partire dall’anno successivo.

La data del 5 dicembre fa scelta in onore del compleanno del Re thailandese, riconoscendone il contributo significativo all’iniziativa.

Suolo e acqua fonte di vita: il tema dell’edizione 2023

La continuità della vita sulla Terra è strettamente legata all’interazione vitale tra il suolo e l’acqua. Quasi tutto il cibo che consumiamo deriva da queste due risorse essenziali. L’umidità nel suolo, indispensabile per l’assorbimento di nutrienti da parte delle piante, è un elemento chiave che sostiene gli ecosistemi terrestri. Un  rapporto di reciproca dipendenza fondamentale per tutte le pratiche agricole, anche di quelle dell’agricoltura 4.0, le cui nuove tecnologie non possono comunque prescindere da esso.

Purtroppo, a causa dell’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici, stiamo assistendo a una progressiva degradazione dei suoli. Questo processo mette sotto pressione le nostre risorse idriche, con l’erosione che altera l’equilibrio naturale, limitando la capacità di assorbimento e disponibilità dell’acqua per tutte le forme di vita.

L’adozione di metodi di gestione sostenibile del suolo, quali tecniche di lavorazione ridotta, alternanza delle colture, integrazione di materiale organico e impiego di piante di copertura, può migliorare la qualità del suolo. Queste pratiche riducono l’erosione e la contaminazione, ottimizzano l’assorbimento e la ritenzione idrica, e preservano la biodiversità del suolo.

La situazione in Italia

La nostra penisola è uno dei paesi con la più ampia varietà di suoli, ben 25 rispetto ai 30 riconosciuti dalla FAO. Questa biodiversità contribuisce alla regolamentazione di tante funzionalità dell’ecosistema, tra cui anche quelle che svolgono un ruolo nella lotta attiva al cambiamento climatico.

Perché ciò sia possibile è però importante salvaguardare queste importanti caratteristiche naturali. Purtroppo non sempre la politica si muove in questa direzione, tanto che nell’ultimo anno è stato perso più del 10% di suolo rispetto agli scorsi anni (rapporto dell’ISPRA), soprattutto in città. Eppure la biodiversità urbana è importante, trattandosi di aree particolarmente esposte ai rischi del riscaldamento globale: le zone densamente urbanizzate e interessate da una continua cementificazione sono quelle più esposte ai pericoli idrogeologici. Non solo, come già detto, anche la filiera alimentare dipende interamente da una gestione virtuosa del suolo e del suo ecosistema. Di conseguenza, azioni per tutelarlo sono ogni giorno più necessarie e al centro del dibattito politico.