Oggi, 3 marzo, si celebra la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2013 per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli animali selvatici per il nostro pianeta.
Attraverso la sensibilizzazione, il World Wildlife Day ha l’obiettivo di preservare la biodiversità e difendere la natura anche dalla crisi climatica, tutte questioni ormai di primaria importanza per il nostro ecosistema.
La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica 2025
Il tema scelto quest’anno in occasione del 3 marzo è “Finanza per la conservazione della fauna selvatica: investire nelle persone e nel pianeta” e ha lo scopo di spronare le persone e le istituzioni a scoprire, con spirito collaborativo, come finanziare la conservazione della fauna selvatica in modo più efficace e sostenibile, per costruire un futuro resiliente sia per gli esseri umani che per il pianeta.
Tutti gli ecosistemi naturali, dalle distese delle steppe alle barriere coralline, sono indispensabili per la vita sulla Terra. La fauna e la flora non solo mantengono l’equilibrio ambientale, ma offrono servizi essenziali per la sussistenza della vita umana, dalla regolazione dei processi naturali alla fornitura di risorse fondamentali, e sono indispensabili per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Ad esempio le foreste, i polmoni del pianeta, ospitano circa 60.000 specie di alberi e una straordinaria varietà di fauna, tra cui l’80% delle specie di anfibi e il 75% degli uccelli. Al tempo stesso oltre 1,6 miliardi di persone dipendono direttamente dalle risorse naturali delle foreste per il proprio sostentamento.
Tuttavia, con oltre un milione di specie a rischio di estinzione e una crisi climatica globale che si fa sempre più urgente, diventa improrogabile trovare nuovi strumenti finanziari per la tutela della biodiversità. La natura sostiene più della metà dell’economia globale, ma il suo degrado minaccia la stabilità finanziaria. Un esempio emblematico è la pesca, che rappresenta oltre il 10% del PIL in alcuni Paesi, ma il sovrasfruttamento di un terzo degli stock ittici sta causando disoccupazione, crisi economiche locali e l’aumento di pratiche illegali.
È necessario investire
Attualmente le risorse destinate alla biodiversità sono ben al di sotto del fabbisogno reale: ogni anno si investono circa 143 miliardi di dollari nella conservazione, mentre gli esperti stimano che servirebbero almeno 824 miliardi. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha sottolineato l’urgenza di un pacchetto di almeno 500 miliardi di dollari per sostenere lo sviluppo sostenibile, inclusa la tutela della natura.
A dare nuovo impulso alla lotta in favore della biodiversità è stato il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, che punta a mobilitare almeno 200 miliardi di dollari all’anno per la conservazione e a eliminare progressivamente le sovvenzioni dannose entro il 2030. Tra le strategie finanziarie innovative emergono gli swap Debt for Nature e i Wildlife Conservation Bond, strumenti che convertono il debito pubblico in fondi per la protezione ambientale, attirando investimenti privati nel settore. Anche i pagamenti per i servizi ecosistemici (PES), come i crediti per la fauna selvatica, sono un’opportunità per incentivare comunità e proprietari terrieri a preservare le risorse naturali.
La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica 2025 vuole essere una piattaforma di scambio per esplorare e promuovere una finanza etica e innovativa, che metta in luce sfide e opportunità per governi, organizzazioni, aziende e società civile. Modelli di finanziamento sostenibili, dunque, fondamentali per garantire un futuro più equilibrato e resiliente per la biodiversità del nostro pianeta.
5 luoghi nel mondo per osservare la fauna selvatica
Osservare la fauna selvatica nel proprio habitat naturale non è solo un’esperienza emozionante, ma anche un potente strumento di consapevolezza. Di fronte al pericolo crescente per la biodiversità, avere l’opportunità di immergerci nella natura per vedere con i nostri occhi la straordinaria varietà di specie che popolano il pianeta ci ricorda quanto sia urgente proteggerle.
La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica ci invita a riflettere su come finanziare la conservazione in modo più efficace, ma la tutela della biodiversità inizia anche dalla conoscenza e dal rispetto.
Ecco allora cinque luoghi straordinari nel mondo dove è possibile ammirare da vicino la fauna selvatica e comprendere il valore inestimabile di ogni ecosistema, da visitare in maniera responsabile, secondo i principi del turismo sostenibile e usando il più possibile la mobilità condivisa e i mezzi di trasporto pubblici o ecologici.
1. Il Parco Nazionale del Serengeti (Tanzania)
Il Parco Nazionale del Serengeti, in Tanzania, è una delle riserve naturali più belle e grandi al mondo: circa 14.750 chilometri quadrati. È un vasto ecosistema dalla straordinaria biodiversità, famoso in particolare per la Grande Migrazione, un fenomeno naturale in cui milioni di erbivori, in particolare gnu, si spostano ogni anno di circa 800 chilometri in cerca di pascoli freschi.
La fauna presente nel Serengeti è incredibilmente ricca e diversificata. Oltre ai “Big Five” – leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e bufali – il parco è abitato da una miriade di altre specie, tra cui ghepardi, iene, giraffe, ippopotami e numerose specie di antilopi.
Gli appassionati di birdwatching trovano nel Serengeti oltre 500 specie di uccelli. Tra queste, l’otarda di Kori, l’uccello più pesante in grado di volare, e il Segretario, noto per la sua abilità nella caccia ai serpenti. È la varietà di habitat, dalle pianure aperte alle foreste fluviali, a supportare questa incredibile diversità avifaunistica.
Come accennato, è la Grande Migrazione l’attrazione principale del parco. Ogni anno circa 1,5 milioni di gnu, accompagnati da centinaia di migliaia di zebre e gazzelle di Thomson, compiono un ciclo migratorio che li porta dal Serengeti alle pianure del Maasai Mara in Kenya e ritorno. È un viaggio epico, guidato dalle piogge e dalla disponibilità di cibo, uno degli spettacoli della natura più affascinanti del pianeta.
2. La Foresta Amazzonica (Brasile)
Estesa su circa 5,5 milioni di chilometri quadrati, la Foresta Amazzonica è la più grande foresta pluviale del mondo e rappresenta un tesoro inestimabile di biodiversità. È situata principalmente in Brasile, ma si estende anche in altri otto paesi sudamericani. L’Amazzonia ospita una varietà di ecosistemi, dalle fitte foreste alle zone umide, che offrono un rifugio a una moltitudine di specie animali e vegetali.
La fauna amazzonica infatti è straordinariamente ricca. Si stima che la regione ospiti oltre 427 specie di mammiferi, tra cui il giaguaro, il bradipo tridattilo e diverse specie di scimmie come il tamarino e il cappuccino. La varietà di uccelli è altrettanto impressionante, con circa 1.294 specie registrate, tra cui l’ara scarlatta, il tucano dal becco arcobaleno e l’aquila arpia, uno dei rapaci più potenti al mondo. Non è finita: l’Amazzonia è la dimora di circa 378 specie di rettili e 427 di anfibi, come l’anaconda verde e la rana freccia velenosa. Anche la diversità ittica è sorprendente, con oltre 3.000 specie di pesci, tra cui il piranha e l’arapaima, uno dei pesci d’acqua dolce più grandi del mondo.
Oltre alla fauna, la foresta amazzonica vanta una flora incredibilmente diversificata. Uno studio ha rivelato che nella sola area della foresta ecuadoriana, di appena 0,25 chilometri quadrati, è possibile trovare più di 1.100 specie di alberi.
3. Il Parco Nazionale di Yellowstone (USA)
Istituito nel 1872, il Parco Nazionale di Yellowstone è il più antico parco nazionale al mondo ed è uno dei luoghi più affascinanti degli Stati Uniti. Situato principalmente nello stato del Wyoming, ma esteso anche in Montana e Idaho, Yellowstone copre un’area di circa 8.983 chilometri quadrati. Il parco è particolarmente rinomato per la sua geotermia: ospita infatti la metà dei geyser attivi del mondo, tra cui l’Old Faithful.
Oltre alle caratteristiche geotermiche, Yellowstone è un santuario per numerose specie animali, tra cui il bisonte americano, l’alce, il cervo mulo e il wapiti. La popolazione di bisonti è particolarmente significativa, con migliaia di esemplari che vagano liberamente nel parco. Si tratta di una delle ultime mandrie selvatiche rimaste in Nord America.
I predatori hanno un ruolo fondamentale nell’ecosistema di Yellowstone. Il lupo grigio, reintrodotto nel parco nel 1995, ha avuto un impatto positivo sulla regolazione delle popolazioni di prede e sulla salute generale dell’ecosistema, come anche l’orso grizzly, l’orso nero, il puma e il coyote, spesso avvistati nell’area della Lamar Valley. La presenza di questi carnivori è indicativa di un ecosistema equilibrato e sano.
Le zone umide del parco sono inoltre l’habitat ideale anche per oltre 300 specie di volatili, in particolare durante le stagioni migratorie, come l’aquila di mare testabianca e il pellicano bianco americano.
4. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso (Italia)
Situato nelle Alpi Graie, tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco nazionale italiano, istituito nel 1922. Copre un’area di circa 710 chilometri quadrati e prende il nome dal massiccio del Gran Paradiso.
Il parco è conosciuto per la ricca fauna alpina. Lo stambecco è l’animale simbolo del parco: questa specie, un tempo a rischio di estinzione, è sopravvissuta proprio grazie al rifugio offerto dall’area protetta. Oggi il parco ospita una popolazione stabile di stambecchi, facilmente avvistabili soprattutto durante i mesi estivi. Accanto allo stambecco, il camoscio alpino è un altro ungulato largamente diffuso nel parco, noto per la sua agilità sui terreni scoscesi.
Tra gli altri mammiferi presenti nel Parco del Gran Paradiso ci sono la marmotta, la volpe, il tasso e l’ermellino. La marmotta, in particolare, è facilmente osservabile durante le escursioni, spesso avvistata mentre prende il sole sulle rocce o quando emette i suoi caratteristici fischi d’allarme. Il parco è anche l’habitat di diverse specie di rapaci, tra cui l’aquila reale, il gipeto e il falco pellegrino. L’aquila reale, con la maestosa apertura alare, è spesso avvistata mentre sorvola le valli in cerca di prede.
La flora del parco è altrettanto ricca e varia, con oltre 1.200 specie vegetali censite. Durante la primavera e l’estate i prati alpini si trasformano in tappeti fioriti di specie come il giglio martagone, la genziana e l’arnica. Le diverse altitudini e microclimi del parco favoriscono inoltre la presenza di una varietà di ecosistemi, dalle foreste di larice e abete rosso alle praterie alpine, fino alle zone rocciose d’alta quota.
5. Il Parco Nazionale di Chitwan (Nepal)
Il Parco Nazionale di Chitwan, istituito nel 1973, è il primo parco nazionale del Nepal e una delle aree protette più significative dell’Asia meridionale. Situato nel Terai, la pianura meridionale del Paese, Chitwan copre un’area di circa 932 chilometri quadrati e offre una straordinaria varietà di ecosistemi, dalle dense foreste di sal (o shorea robusta) alle praterie alluvionali e alle zone umide.
Il parco ospita una ricchissima biodiversità ma numerose specie sono minacciate. Tra i mammiferi più emblematici di questa emergenza ci sono il rinoceronte indiano a corno unico (Rhinoceros unicornis), la tigre del Bengala (Panthera tigris tigris), l’elefante asiatico (Elephas maximus) e il leopardo (Panthera pardus). In totale sono state registrate 68 specie di mammiferi nel parco. I corsi d’acqua e le zone umide ospitano anche il coccodrillo del Gange (Gavialis gangeticus) e il coccodrillo palustre (Crocodylus palustris).
Nel Parco di Chitwan ci sono oltre 500 specie di uccelli registrate. Tra queste, il bucero dal grande corno (Buceros bicornis), il pavone indiano (Pavo cristatus) e numerose specie di rapaci, aironi e anatre.








