Oggi, mercoledì 3 dicembre 2025, si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Un momento per riflettere sul valore dell’inclusione e su quanto resti da fare per costruire società più giuste ed eque.

Ogni anno, la Giornata internazionale delle persone con disabilità invita istituzioni e cittadine e cittadini a interrogarsi su come rendere la società davvero accessibile. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1981, nasce per aumentare la consapevolezza sulle barriere che limitano autonomia, partecipazione e qualità della vita.

La ricorrenza si inserisce oggi in un dibattito sempre più attento a temi come povertà, accesso all’istruzione, lavoro dignitoso e protezione sociale, ambiti in cui le persone con disabilità continuano ad affrontare ostacoli significativi.

Giornata delle persone con disabilità 2025: storia e tema di quest’anno

La Giornata di oggi affonda le sue radici nell’impegno delle Nazioni Unite per promuovere i diritti delle persone con disabilità e sensibilizzare governi e opinione pubblica. Quest’anno il filo conduttore è “Fostering disability-inclusive societies for advancing social progress“, cioè un invito a “Promuovere società che includano le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale“.

Il tema si collega direttamente ai lavori del Secondo Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale, svoltosi a Doha a novembre, dove i leader internazionali hanno riaffermato l’urgenza di costruire un mondo più equo e accessibile. Un principio già al centro della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, che ha segnato una svolta nel riconoscimento dell’uguaglianza e nel dovere degli Stati di rimuovere le barriere fisiche, culturali e sociali.

Le celebrazioni del 3 dicembre prevedono anche un appuntamento presso la sede dell’ONU a New York, dedicato a individuare soluzioni concrete per affrontare le sfide ancora presenti.

Inclusione e condizioni delle persone con disabilità oggi

A livello globale, più di un miliardo di persone – circa il 15% della popolazione mondiale – convive con una forma di disabilità. In Italia le stime parlano di circa 7,6 milioni di cittadini.

Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi decenni, le persone con disabilità continuano a vivere condizioni di svantaggio più frequenti rispetto al resto della popolazione. Restano elevati il rischio di povertà, le difficoltà nell’accesso a un lavoro dignitoso e le retribuzioni inferiori. Si aggiungono lacune nei sistemi di protezione sociale, pochi supporti all’autonomia, ambienti non accessibili e un accesso diseguale alle tecnologie assistive.

Bisogna invece invece riflettere sull’importanza dell’inclusione, anche in viaggio, e sull’accessibilità nelle città. Progetti come la Disability Card o la “Bandiera Lilla” aiutano a favorire una mobilità e un turismo più accessibile, mentre sono sempre di più le soluzione innovative per guidare nonostante le disabilità – come la “mano bionica“, protesi simile a un arto umano.

Inclusione, disabilità e Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile rappresenta uno dei pilastri su cui si fonda il lavoro internazionale in materia di inclusione. Firmata nel 2015 da 193 Paesi, si basa sul principio che nessuno debba essere lasciato indietro. Al suo interno, numerosi obiettivi – dall’istruzione di qualità alla riduzione delle disuguaglianze, dal lavoro dignitoso alla costruzione di città sostenibili – sono strettamente legati ai diritti delle persone con disabilità.

Il rafforzamento dei servizi sanitari, la realizzazione di infrastrutture accessibili, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la promozione della partecipazione sociale, economica e politica di tutte e tutti costituiscono elementi fondamentali di questo percorso.