A fine mese arrivano le Giornate FAI di Primavera 2026: per un weekend centinaia di luoghi spesso inaccessibili aprono le porte al pubblico.

A marzo non tornano soltanto le prime grandi fioriture della stagione, ma anche uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno: le Giornate FAI di Primavera, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo 2026.

Per due giorni, grazie al lavoro dei volontari del Fondo per l’Ambiente Italiano, saranno visitabili 780 luoghi in oltre 400 città lungo tutta la Penisola. Ville storiche, palazzi nobiliari normalmente chiusi al pubblico, chiese, parchi naturali, siti produttivi e tanti altri luoghi apriranno eccezionalmente le loro porte con visite a contributo libero. L’iniziativa nasce nel 1993 con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al patrimonio artistico e naturalistico dei territori e promuoverne la tutela attraverso la conoscenza.

Tra le novità di quest’anno figurano anche alcune aperture dedicate alla memoria di San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte, per valorizzarne l’eredità spirituale e culturale.

Giornate FAI di Primavera 2026: i luoghi da non perdere

Durante il weekend del 21 e 22 marzo sarà possibile visitare centinaia di luoghi in tutta Italia, molti dei quali solitamente non accessibili. Da ville e palazzi storici ai borghi nascosti, ma anche aree naturalistiche e affascinanti siti produttivi, le Giornate FAI offrono un itinerario diffuso che attraversa città e territori meno conosciuti.

Un’occasione perfetta anche per organizzare una gita fuori porta o un weekend alla scoperta del ricco patrimonio italiano, spostandosi tra diverse destinazioni lungo la Penisola. Se si viaggia in auto, consigliamo di consultare le condizioni del traffico in tempo reale per restare aggiornati sulla viabilità e l’uso di servizi di telepedaggio per evitare code e rallentamenti ai caselli. Ecco dove andare.

Stadio Diego Armando Maradona, Napoli

A Napoli apre lo stadio Maradona, uno dei luoghi simbolo della città partenopea e della storia del calcio italiano. Durante le Giornate FAI sarà possibile entrare negli spazi solitamente riservati agli eventi sportivi e conoscere più da vicino uno degli stadi più iconici al mondo, arrivando fino a bordo campo.

San Venanzio, l’eremo sospeso sull’acqua – Raiano, L’Aquila

Nel cuore della Riserva Naturale delle Gole di San Venanzio si trova uno dei luoghi più suggestivi dell’Abruzzo: l’Eremo di San Venanzio, costruito tra XV e XVI secolo e letteralmente incastonato nella roccia sopra il fiume Aterno. La chiesa si sviluppa su uno sperone roccioso e conserva una scala scavata nella pietra che conduce a una grotta legata alla tradizione del santo. Il sito è stato meta di pellegrinaggi per secoli e affascinò anche il filosofo Benedetto Croce.

Alianello, il borgo fantasma tra i calanchi – Aliano, Matera

Tra gli angoli più particolari della Basilicata c’è Alianello Vecchio, uno dei tanti borghi abbandonati italiani, costruito su uno sperone roccioso circondato dai calanchi. Le sue origini risalgono almeno al tardo Medioevo, anche se ritrovamenti archeologici indicano presenze ancora più antiche. Oggi le case disabitate e le strade silenziose raccontano la storia di una comunità un tempo vivace, immersa in un paesaggio che anticamente era un fondale marino primordiale.

I Giganti della Sila – Spezzano della Sila, Cosenza

Sull’altopiano della Sila si conserva un bosco monumentale unico nel suo genere. Qui svettano pini larici e aceri montani piantati nel Seicento, alcuni alti fino a 45 metri e con tronchi larghi oltre due metri. Questo patrimonio naturale, affidato al FAI dal Parco Nazionale della Sila nel 2016, rappresenta una rara testimonianza delle antiche foreste silane e oggi è tutelato come riserva naturale.

Parco Sorgenti Ferrarelle – Riardo, Caserta

In Campania, nel cuore dell’Alto Casertano, si estende il Parco Sorgenti Ferrarelle, un’area naturale di circa 150 ettari che custodisce le fonti di alcune acque minerali italiane. All’interno del parco si trova anche la Masseria delle Sorgenti, azienda agricola che coltiva secondo principi di agricoltura biologica in continuità con la lunga tradizione agricola della zona, un tempo legata ai monaci benedettini dell’Abbazia della Ferrara.

Palazzo Turati, Milano

Nel centro storico di Milano, in via Meravigli, Palazzo Turati rappresenta uno dei più eleganti esempi di architettura neorinascimentale ottocentesca. Progettato da Enrico Combi e completato nel 1876, il palazzo conserva al piano nobile sale affrescate da artisti come Mosè Bianchi e Giovanni Bertini. Durante la visita si attraversano il cortile d’onore, lo scalone monumentale e gli ambienti decorati che raccontano il gusto artistico della Milano di fine Ottocento.

Ex Cartiera Lefebvre e Chiesa di Santa Maria delle Forme – Isola del Liri, Frosinone

Lungo il fiume Liri, poco sopra la celebre cascata di Isola del Liri, sorgono le suggestive rovine della Cartiera Lefebvre, uno dei più importanti complessi industriali ottocenteschi del territorio. Fondata nel 1812 negli spazi dell’ex convento di Santa Maria delle Forme, la manifattura sfruttava le acque del Fibreno per la produzione della carta. Oggi il sito racconta la storia dell’industria cartaria locale, ma è anche un luogo molto affascinante per gli amanti delle atmosfere più “urbex”.

Sulle orme di San Francesco: l’ex monastero di Montecristo – Todi, Perugia

In Umbria, fuori Porta Perugina, ai margini del centro storico di Todi, si trova l’ex monastero di Montecristo. Per le Giornate FAI apre eccezionalmente i suoi spazi storici, dal chiostro al refettorio fino alla chiesa e agli ambienti oggi utilizzati dall’Istituto Tecnico Agrario Augusto Ciuffelli, offrendo anche uno sguardo sulle attività didattiche tra serre, cantina e produzioni agricole.