Tradizione vuole che il 29, il 30 e il 31 gennaio siano i giorni più gelidi dell’anno. Il riscaldamento globale, negli ultimi anni, ha contribuito a smentire questa credenza. Le leggende sui Giorni della Merla, però, continuano a essere tramandate e ricordate in tutta Italia.

Il 2023 ha segnato un caldo record e ci si aspetta che il termine del mese di gennaio sia piuttosto mite.

Secondo le credenze, i Giorni della Merla che presentano temperature non troppo fredde presagiscono il ritardo della primavera. Al contrario, se gli ultimi giorni di gennaio sono gelidi, la primavera è pronta ad arrivare.

Un tempo gli inverni dal clima piacevole erano rari, oggi sono diventati quasi un’abitudine nelle zone più mediterranee d’Europa.

Nonostante ciò, in Italia, gli ultimi giorni del primo mese dell’anno continuano a essere chiamati secondo la tradizione. Non solo, sono ancora molte le città e le regioni che li accolgono e vivono con riti e costumi antichi.

I Giorni della Merla: le leggende sull’origine del nome

Vi sono molte leggende popolari che spiegano l’origine del nome dei 3 Giorni della Merla. Quella più conosciuta dai bambini di tutta Italia vede come protagonista una merla bianca (o nera in alcune versioni). L’animale, per proteggersi dal freddo inverno insieme ai suoi piccoli, cercò di convincere il mese di Gennaio, che un tempo aveva 28 giorni, a terminare prima.

Gennaio rifiutò. L’anno successivo la merla, per evitare di uscire al gelo, decise  di fare scorta di cibo e di rimanere nascosta nel nido durante gli ultimi giorni del mese. Questo gesto indispettì Gennaio che, per vendicarsi, chiese in prestito 3 giorni al suo fratello Febbraio, rendendoli freddissimi con bufere e nevicate.

La povera merla e i suoi pulcini furono costretti, quindi, a nascondersi per 3 giorni in un comignolo. Una volta usciti, il loro piumaggio era diventato tutto grigio a causa della fuliggine.

Oltre a questa storia, vi sono molteplici altre narrazioni, spesso legate al territorio che ha dato loro origine, che sono preservate dalla tradizione orale di molte regioni d’Italia.

Ad esempio, in alcune leggende è il fiume Po a essere il protagonista. Una storia racconta che, probabilmente durante una battaglia, alcuni soldati attesero i giorni più gelidi dell’anno per far ghiacciare il Po e poter far passare un cannone da una sponda all’altra del fiume. Il cannone era stato chiamato Merla. In un’altra narrazione, invece, è una nobile dama di Caravaggio di nome De Merli a dover attendere i giorni più freddi di gennaio per poter attraversare il Po e raggiungere il marito.

I racconti sull’origine dei Giorni della Merla si trovano anche nelle isole. In Sardegna, ad esempio, circola una leggenda che narra di un pastore arrogante che si vantava continuamente della buona riuscita del suo pascolo per via di un inverno mite. Gennaio, ascoltando le sue parole, s’infuriò e, come nella storia della merla bianca, chiese in prestito a Febbraio un paio di giorni, che gli permisero di gelare il territorio e far morire tutte le pecore del pastore, tranne una. Da quel giorno questo periodo freddissimo venne chiamato “Sas dies imprestadas”, ovvero i giorni presi in prestito.

Quali sono le tradizioni legate ai Giorni della Merla?

Diversi borghi d’Italia celebrano i giorni più freddi dell’anno, che in genere segnano l’arrivo imminente della primavera, attraverso alcuni usi e costumi di antica tradizione.

Ad esempio a Cremona, città ricca di arte e di storia, con una provincia costellata di edifici straordinari come il Castello di Soncino, durante i Giorni della Merla si accende un grande falò sul sagrato di una chiesa o nei pressi del fiume. Attorno a esso, in genere, si intonano canti popolari legati all’inverno, si raccontano le leggende sulla merla bianca e, per scaldarsi, si fa merenda con prodotti tradizionali e del buon vino.

Presso il Lago di Garda, invece, a fine gennaio è possibile osservare gruppi di nuotatori impavidi. Questi, per tradizione e per sfidare il dispettoso inverno, si tuffano nelle acque gelate, circondati da un paesaggio incantevole.

Infine, in una frazione del comune di Annone Veneto, il 29, il 30 e il 31 gennaio si festeggia insieme con canti, balli e degustazioni di piatti tipici come le penne alla merla e il baccalà alla veneziana.

Chi ama visitare luoghi nuovi nei weekend invernali, può raggiungere una di queste splendide località per festeggiare insieme tradizioni antiche e comunitarie. Lungo il percorso, usufruisci di un’app per la mobilità e rendi il tuo viaggio più veloce e piacevole.

Non c’è più il freddo di una volta: come il cambiamento climatico ha influito sui Giorni della Merla

Ormai è chiaro che la crisi climatica influisce sull’acqua e il riscaldamento globale è artefice della scomparsa della neve.

Gli ultimi inverni, in Italia, sono stati sempre più brevi e hanno portato temperature miti, spesso estranee alla media stagionale.

Non sono mancati, e non mancheranno in futuro, giornate di grande gelo come i Giorni della Merla, che forse non si presenteranno sempre a gennaio.

Tutto ciò, purtroppo, non è un segnale positivo. Secondo gli esperti, tale freddo è la conseguenza del riscaldamento dell’Artico, che trasporta l’aria gelida polare nelle zone più a sud.

La tradizione dei Giorni della Merla, oggi, può essere trasformata in un racconto attuale. Essa infatti pone l’accento sul cambiamento delle temperature, e può spingere all’impegno dell’uomo e delle società per il benessere del pianeta.