Ti portiamo oltreoceano per una ricorrenza che abbiamo imparato ad amare attraverso film e serie tv: oggi è il Giorno del Ringraziamento 2025. Se chiudi gli occhi, puoi quasi sentire il profumo della cannella, della zucca speziata e del tacchino arrosto che invade le case degli americani, in un momento dell’anno in cui tutto sembra lasciare spazio alla gratitudine. Ma di cosa essere grati? Te lo raccontiamo in questo articolo.

Non è solo una questione di cibo, anche se il banchetto luculliano per il Giorno del Ringraziamento ha un ruolo da protagonista. Questa festività, negli Stati Uniti, racchiude un significato profondo, un invito a fermarsi e a guardarsi indietro per apprezzare ciò che si ha, circondati dagli affetti più cari.

Mentre in Italia novembre è un mese di transizione che porta l’autunno verso l’inverno, negli Stati Uniti è un periodo fatto di foglie rosse, maglioni caldi e famiglie riunite, una festività che supera per importanza persino il Natale. Ma cosa c’è dietro questa tradizione? Scopriamolo insieme, in un viaggio tra storia, mete iconiche e curiosità che rendono questo giorno unico al mondo.

È il Giorno del Ringraziamento 2025: cosa si ringrazia?

Quando ci sediamo a tavola – idealmente o fisicamente se abbiamo la fortuna di essere negli States – per celebrare questa giornata, stiamo partecipando a un rito che affonda le radici nella sopravvivenza e nella cooperazione. La storia che tutti conosciamo risale al 1621, quando i Padri Pellegrini, partiti dall’Inghilterra e da Rotterdam a bordo della Mayflower e sbarcati a Plymouth, nel Massachusetts, si ritrovarono ad affrontare un inverno rigidissimo. Senza l’aiuto dei nativi americani della tribù Wampanoag, che insegnarono ai coloni come coltivare il mais e pescare in quelle terre sconosciute, probabilmente nessuno di loro sarebbe sopravvissuto. Il primo Thanksgiving fu quindi una festa del raccolto durata tre giorni, un momento di condivisione tra culture diverse per ringraziare la terra della sua generosità e celebrare la vita che continuava nonostante le difficoltà.

Tuttavia la festa non divenne subito una ricorrenza nazionale annuale. Fu Abraham Lincoln, nel 1863, durante la Guerra Civile Americana, a proclamare l’ultimo giovedì di novembre come giornata nazionale di ringraziamento e lode. Il suo obiettivo era nobile e politico allo stesso tempo: cercare di sanare le ferite di una nazione divisa, unendo il popolo americano attorno a un sentimento comune di gratitudine e speranza. Da allora, il quarto giovedì di novembre è diventato intoccabile.

Un rito gastronomico e inclusivo

C’è un aspetto del Giorno del Ringraziamento che colpisce particolarmente chi lo vive per la prima volta: la sua capacità di essere trasversale. Non è una festa legata a una specifica religione, il che la rende la festività più inclusiva degli Stati Uniti. Tutti, indipendentemente dal credo o dall’origine, si sentono parte di questa giornata.

Il cuore della celebrazione è, ovviamente, la cena (che spesso inizia già nel primo pomeriggio). Al centro della tavola troneggia il tacchino ripieno, accompagnato da salsa di mirtilli rossi, purè di patate, patate dolci e l’immancabile pumpkin pie, la torta di zucche.

Il rito collettivo non è il taglio della carne, ma il momento in cui, a turno, ogni commensale dice ad alta voce per cosa è grato quest’anno. Può sembrare un cliché cinematografico, ma è una pratica ancora molto diffusa e sentita. In qualche modo il Thanksgiving obbliga le persone a fare una pausa di riflessione, per ricordare che, nonostante le sfide dell’anno trascorso, c’è sempre qualcosa – un’amicizia, un traguardo raggiunto, la salute – per cui dire “grazie”. È questa dimensione spirituale e umana che rende il Ringraziamento così rilevante, forse oggi più che mai.

Mete top per festeggiare il Thanksgiving Day

Gli Stati Uniti durante questa settimana sono in fermento: milioni di persone si spostano per raggiungere le famiglie, e gli aeroporti e le strade sono particolarmente affollati. In questo contesto frenetico, dove il tempo è prezioso e le file possono sembrare infinite, piccoli escamotage possono fare la differenza: ad esempio, sfruttare la comodità dei servizi di fast track per avere accesso prioritario ai controlli di sicurezza in aeroporto e salire più in fretta sull’aereo, evitando lo stress delle folle oceaniche, diventa quasi indispensabile per iniziare il viaggio con il piede giusto.

Ma dove andare per assaporare la vera essenza del Thanksgiving? La meta più iconica è senza dubbio New York, tra i colori autunnali di Central Park. La Grande Mela ospita la tradizionale Macy’s Thanksgiving Day Parade, un evento che dal 1924 piace agli adulti e ai bambini: giganteschi palloni aerostatici con le sembianze dei personaggi dei cartoni animati che fluttuano tra i grattacieli di Manhattan, bande musicali che arrivano da ogni stato e gli spettacoli di Broadway direttamente in strada. Assistere alla parata dal vivo, stretti tra la folla festante lungo la 6th Avenue, è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Per chi cerca le radici storiche della festa, Plymouth, in Massachusetts, è una destinazione obbligata. Qui la celebrazione assume un tono rievocativo. La città organizza un intero weekend di eventi che culminano con una parata storica che ripercorre i secoli, dal XVII ad oggi. Visitare il Plimoth Patuxet Museum permette di immergersi nella vita quotidiana dei pellegrini e dei nativi. È un modo per capire davvero cosa significasse quel primo Ringraziamento, lontano dalle luci di Times Square ma vicinissimo al cuore della storia americana.

Da Chicago al profondo Sud, tradizioni a confronto

Nel Midwest, Chicago offre una valida alternativa alla parata di New York con la Chicago Thanksgiving Parade. La Windy City ha un fascino unico in autunno e la parata su State Street è meno caotica di quella newyorkese ma altrettanto spettacolare, con il vantaggio di poter poi esplorare l’architettura incredibile della città e riscaldarsi con una deep-dish pizza se il tacchino non dovesse bastare.

Se invece preferisci temperature più miti e atmosfere più eccentriche, New Orleans è la scelta giusta. Qui il Thanksgiving si fonde con la cultura creola e cajun. Qui non si mangia solo il classico arrosto di tacchino: in Louisiana potresti imbatterti nel Turducken (il tacchino ripieno di anatra, a sua volta ripiena di pollo). Nella città del jazz l’atmosfera è allegra e la gratitudine si celebra anche a ritmo di musica, soprattutto nei locali del quartiere francese.

L’inizio dello shopping natalizio

Infine, da anni ormai il Giorno del Ringraziamento coincide con il Black Friday, la giornata di grandi sconti in cui le famiglie comprano la maggior parte dei regali di Natale a prezzi vantaggiosi. Se il giovedì è dedicato alla calma e alla gratitudine, il venerdì seguente è dedicato alla caccia all’affare. Molti viaggiatori scelgono le proprie mete anche in base alle opportunità di shopping: da questo punto di vista, New York e Chicago tornano ad essere in cima alla lista, con le vetrine scintillanti che invitano a perdersi tra le follie del consumismo americano, in un forte contrasto che riassume perfettamente la doppia anima degli Stati Uniti.