Un giro del mondo a piedi è un’impresa che va oltre la pura esplorazione geografica, rappresentando un profondo viaggio interiore. Scopriamo insieme le storie di coloro che hanno intrapreso questo cammino straordinario, cercando risposte, libertà e un legame più autentico con la Terra.

L’idea di girare il mondo a piedi potrebbe sembrare un’utopia, frutto di un desiderio di fuga o di una sete d’avventura estrema. Eppure, sono diversi gli esploratori che hanno scelto di abbracciare questa sfida, trasformando il cammino in un vero e proprio stile di vita, un modo per conoscere il mondo e sé stessi. Attraverso le loro storie, emerge un mosaico di esperienze che dimostrano come, passo dopo passo, questa impresa sia non solo possibile ma ricca di insegnamenti profondi.

Giro del mondo a piedi, ma perché?

La mobilità si evolve continuamente, eppure camminare è una delle attività più naturali e antiche dell’uomo, un gesto fondamentale che ci ricollega alle nostre origini. Non si tratta solo di un mezzo per spostarsi da un luogo all’altro, ma di una pratica meditativa, un modo per connettersi con l’ambiente circostante e con le proprie emozioni e pensieri più intimi (magari sperimentando pratiche come il Forest Bathing). Camminando, si impara ad ascoltare il silenzio, a osservare i dettagli del paesaggio e a riflettere sul proprio percorso di vita. Ogni percorso diventa un atto di scoperta e di introspezione, un’occasione per superare i propri limiti fisici e mentali.

Nell’era del volo e della tecnologia, il nostro stesso modo di viaggiare sta riscoprendo l’importanza di connettersi con la natura. Anche nel 2024.

Mattia Miraglio: un cammino di libertà e scoperta

Mattia Miraglio, globetrotter e travel blogger piemontese, ha iniziato nel 2014 un viaggio sensazionale con l’obiettivo di girare il mondo a piedi. La sua avventura è partita da una profonda necessità interiore, dalla sensazione di sentirsi fuori posto e dalla ricerca di un significato più autentico della vita. Con un itinerario di oltre 40.000 km che lo ha portato attraverso i continenti, fino alla conclusione del giro in bicicletta nel 2019, Mattia ha scelto di affrontare la vastità del mondo passo dopo passo, armato di un trolley a tre ruote e dell’essenziale per sopravvivere. La sua storia è un inno alla resilienza e alla capacità di adattamento, dimostrando come il cammino sia anche un percorso di crescita interiore.

Nicolò Guarrera, alias Pieroad: un viaggio in cerca di…domande

Nicolò Guarrera, conosciuto come Pieroad, ha lasciato la sua vita in Veneto per intraprendere un lungo cammino a piedi. Poco dopo il primo lockdown, ha deciso di mettersi in viaggio verso ovest, cercando domande. Esattamente: non risposte, ma domande. Domande figlie di quella predisposizione alla curiosità, alla meditazione e alla meraviglia che ci restituisce il senso vero dell’esistenza. Armato di pochi beni, un carrellino e un sorriso aperto sul mondo, Pieroad ha fatto il giro del mondo a piedi, scoprendo l’umanità e la bellezza nascosta nelle piccole cose. Il suo viaggio è una testimonianza di come il camminare possa essere un atto di libertà, un modo per vivere il percorso con lentezza e apertura.

Tommaso Farina e Adrian Lafuente: un giro del mondo eco-compatibile

Tommaso Farina e Adrian Lafuente hanno intrapreso un’impresa ambiziosa: un giro del mondo eco-compatibile, partendo rispettivamente dall’Italia e dalla Spagna. Il loro progetto, denominato “Project Kune”, mira a dimostrare che è possibile viaggiare rispettando l’ambiente e promuovendo stili di vita sostenibili. Un progetto di viaggio ma anche di comunicazione: attraverso contenuti digitali, i due giovani colleghi universitari infatti intendono ispirare e educare sulla necessità della transizione ecologica, dimostrando che il cambiamento è nelle mani di ognuno di noi.

Alessandro Vaglia e Claudio Boni: in cammino contro la disumanità

Alessandro Vaglia e Claudio Boni hanno scelto di camminare per sfidare la disumanità portata dalla pandemia e il crescente individualismo, alla riscoperta di uno spirito di solidarietà che sembra sempre più flebile nei ritmi frenetici della vita di oggi. Partiti da Brescia, i due camminatori hanno percorso chilometri con lo scopo di riportare l’attenzione sull’umanità e sulla generosità, trovando accoglienza e calore sia nella comunità ecclesiastica che in quella laica. Il loro viaggio è una testimonianza vivente del potere del cammino di unire le persone e di riscoprire la bellezza e la complessità del mondo che ci circonda.

Storie che dimostrano che girare il mondo a piedi non è solo una sfida fisica, ma un viaggio trasformativo che ci fa interrogare sul senso della vita, sul rapporto con la natura e con gli altri. Ogni viaggio, ogni viaggiatore, con il suo percorso unico, ci insegna che è possibile affrontare l’ignoto con coraggio, trasformando i sogni in realtà. Il mondo a piedi si rivela in tutta la sua magnificenza, un passo dopo l’altro, offrendo lezioni impagabili sulla resilienza, l’adattabilità e la ricerca di un significato più profondo dell’esistenza.