Quattro borghi certificati, quattro weekend diversi: dal forte alpino di Bard alle case colorate di Bosa, passando per Civita di Bagnoregio e Castelmezzano. Itinerari e consigli pratici per partire senza pensieri.

Con l’estate ormai agli sgoccioli e l’equinozio d’autunno alle porte, il weekend diventa l’occasione perfetta per concedersi una seconda pausa dalla routine, dopo le ferie estive, per partire verso luoghi suggestivi. È proprio in questo periodo, infatti, che i piccoli borghi italiani iniziano a cambiare volto, regalando passeggiate tra vicoli storici e paesaggi che si tingono dei primi colori del foliage.

I Borghi più belli d’Italia sono il punto di partenza ideale per organizzare una gita fuori porta e vivere, anche in poco tempo, un’esperienza fatta di cultura, natura, tradizioni e buona cucina. Ecco allora 4 itinerari consigliati per un weekend alla scoperta dei migliori borghi italiani.

Gita fuori porta nel weekend: 4 itinerari tra i borghi più belli d’Italia

Una gita fuori porta è il modo ideale per approfittare del weekend e scoprire angoli d’Italia ricchi di storia, natura e tradizioni. Per rendere il viaggio ancora più piacevole, ti consigliamo di attivare il servizio di telepedaggio per saltare la coda ai caselli, guadagnando tempo prezioso da dedicare alla scoperta della tua destinazione. Ecco 4 itinerari da prendere in considerazione per il prossimo weekend.

Bard, Valle d’Aosta: il forte sospeso sulla Dora Baltea

Bard si trova a 40 chilometri da Aosta, poco dopo l’uscita di Verrès sull’autostrada A5 Torino-Aosta. Il paese conta poco più di 130 residenti e si stringe attorno a un forte costruito dai Savoia tra il 1830 e il 1838, sulle fondamenta di una fortificazione precedente fatta saltare in aria dalle truppe di Napoleone nel 1800.

Nel febbraio 2014 la produzione di Avengers: Age of Ultron ha girato tra quelle mura le scene del quartier generale dell’Hydra, con Ultron e i gemelli Maximoff. All’ingresso del terzo ascensore panoramico restano ancora oggi le sagome a grandezza naturale di Iron Man, Hulk e Captain America, ricordo delle riprese.

All’interno del forte, il Museo delle Alpi ricostruisce con mostre interattive il rumore di una valanga e la temperatura di una notte in quota, mentre dal camminamento più alto la vista arriva fino al Monte Rosa nelle giornate senza foschia.

Per pranzo, i ristoranti del paese propongono fontina DOP e polenta concia.

Civita di Bagnoregio, Lazio: il borgo che si raggiunge con un ponte da 300 metri

Da Roma sono circa 120 chilometri, un’ora e mezza di auto prendendo la A1 e uscendo a Orvieto o ad Attigliano-Bomarzo. Civita di Bagnoregio sorge su una rupe di tufo separata dal resto del paese di Bagnoregio, e per raggiungerla si attraversa un ponte pedonale lungo 300 metri, costruito nel 1965. Ai due lati del ponte si aprono i calanchi, canaloni di argilla scavati dalla pioggia nel corso dei decenni: sono loro a consumare la rupe un po’ alla volta, tanto che il paese viene chiamato “la città che muore”.

I residenti fissi sono meno di dieci, ma il paese si riempie due volte l’anno, la prima domenica di giugno e la seconda di settembre, per il Palio della Tonna: una corsa di asini montati a pelo dai fantini, che fanno tre giri intorno alla piazza circolare di San Donato.

Per il pranzo, l’olio locale e i pici fatti a mano sono tra i piatti più richiesti nelle trattorie del paese.

Castelmezzano, Basilicata: tra le rocce delle Dolomiti Lucane

Castelmezzano è a circa 50 chilometri da Potenza, raggiungibile con la Strada Statale 407 Basentana e poi la SP3. Il paese conta circa 900 abitanti ed è incastrato tra le guglie di arenaria delle Dolomiti Lucane, a 900 metri di altitudine. Da qui parte il Volo dell’Angelo, una teleferica che collega Castelmezzano al vicino borgo di Pietrapertosa lungo un cavo di circa 1.400 metri, sospeso fino a 400 metri sopra la valle: si vola agganciati all’imbracatura, raggiungendo velocità fino a 120 km/h, con le guglie di roccia che scorrono sotto i piedi in meno di due minuti.

Se preferisci restare a terra, puoi seguire il sentiero delle Sette Pietre, un percorso scavato nella roccia con scale e passamano in ferro, che richiede circa due ore a piedi tra i due borghi.

In paese, la pasta fatta in casa con il peperone di Senise IGP è tra i piatti più diffusi nei ristoranti locali.

Bosa, Sardegna: le case colorate lungo il Temo

Bosa si trova sulla costa occidentale della Sardegna, a circa 50 minuti da Alghero e a 170 chilometri da Cagliari. Le case dipinte in giallo, rosa e azzurro si affacciano sul fiume Temo, il solo corso d’acqua navigabile dell’isola: si può noleggiare una canoa o una piccola imbarcazione e risalire la corrente per circa 6 chilometri, fino ai resti di un ponte romano vicino alla cattedrale di San Pietro, del 1062.

Nel quartiere di Sas Conzas, lungo la riva, restano le vecchie concerie dove fino agli anni Sessanta si lavoravano le pelli esportate in tutta Italia. Sopra l’abitato, il castello Malaspina, costruito nel 1112, guarda il fiume e le facciate colorate, più intense nell’ora prima del tramonto.

Il territorio produce la Malvasia di Bosa DOC, un vino da meditazione in vendita nelle cantine del centro a partire da 8 euro a bottiglia.