Approvato ufficialmente il testo finale sul Global Stocktacke: per la prima volta le nazioni aderenti alla COP presentano un accordo globale sull’abbandono dei combustibili fossili.

È un accordo storico, quello raggiunto lo scorso 13 dicembre 2023, alla COP28 di Dubai. I 198 delegati delle Nazioni presenti al ventottesimo consesso delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici hanno approvato il Global Stocktake, un accordo mondiale sul contrasto dell’inquinamento nei quattro angoli del globo in cui per la prima volta si fa riferimento all’abbandono dei combustibili fossili. Oltre alla transizione ecologica, sono stati approvati anche gli obiettivi per il 2030: tra i più significativi, il raddoppio dell’efficienza energetica e l’utilizzo sempre più massiccio delle energie rinnovabili.

Cos’è il Global Stocktake

Il Global Stocktake viene considerato come il fulcro della COP28 dello scorso dicembre. Si tratta di un decalogo globale che permette ai singoli Paesi coinvolti di verificare i progressi fatti per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici ed in quali circostanze questi risultati non sono ancora stati raggiunti. In tale modo, i singoli Stati possono rimodulare eventuali piani di azione che devono essere presentati ogni 5 anni, come prescritto dall’Accordo di Parigi.

Il Global Stocktacke, quindi, è il mezzo principale per arrivare alla realizzazione concreta dei piani stabiliti dall’intesa parigina: su tutti, limitare il più possibile il riscaldamento globale rimanendo sotto la soglia di sicurezza di +2°C rispetto all’era pre-industriale.

Gli obiettivi del Global Stocktake

Il Global Stocktacke prevede otto fasi che le parti firmatarie dell’accordo dovranno rispettare.

La prima fase, da attuare entro il 2030, riguarda l’obbligo di triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello planetario e raddoppiare il tasso annuo globale di miglioramenti dell’efficienza energetica. Inoltre, gli Stati dovranno aumentare gli sforzi volti all’eliminazione globale dell’energia realizzata con il carbone e, nel contempo, avviare un processo di transizione ecologica utilizzando combustibili a basse emissioni di carbonio entro il 2050.

Entro la prima metà del secolo viene fissato l’obiettivo delle emissioni zero puntando non solo sulle sulle energie rinnovabili, ma anche sul nucleare, la produzione di idrogeno e l’adozione di tecnologie di abbattimento e rimozione come la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio, in particolar modo nei settori critici come la siderurgia.

Fondamentale, inoltre, anche ridurre le emissioni diverse dalla CO2 (come il metano). I Governi Nazionali, infine, dovrebbero eliminare gradualmente i sussidi pubblici che non affrontano il tema della transizione energetica.

Il Global Stocktake e la mobilità sostenibile

Il Global Stocktake tocca indirettamente anche la mobilità sostenibile.

Come è noto, a marzo 2023 l’Unione Europea ha confermato lo stop alla vendita di auto a diesel e benzina a partire dal 2035. Un provvedimento inizialmente osteggiato da talune nazioni, ma ritenuto necessario per raggiungere nel più breve tempo possibile la neutralità climatica. Per questo, anche in ambito automotive dovrà esserci un lavoro sinergico tra le aziende produttrici di autoveicoli e Governi delle singole nazioni: le prime dovranno puntare sullo sviluppo di forme di alimentazione alternativa, come l’elettrico, che ora rappresenta ancora una nicchia di mercato; i secondi saranno chiamati a modernizzare le proprie infrastrutture sul modello delle smart city, dotando i centri urbani di adeguati servizi di ricarica elettrica per veicoli.