I data center coprono circa l’1% della domanda di elettricità a livello globale. Di questi, fanno parte anche i Google data center. Ma l’azienda di Mountain View si sta dando da fare per coprire tutto il suo fabbisogno tramite energia rinnovabile

Le energie rinnovabili giocano un ruolo fondamentale nel progressivo processo di decarbonizzazione. Tale processo ricade su ogni ambito delle attività umane: dalla transizione verso la mobilità elettrica ai processi industriali della cleantech, fino al settore IT. Proprio in quest’ultimo ha preso vita un progetto davvero interessante: Google, in collaborazione con la startup Fervo, specializzata nelle energie rinnovabili, ha sviluppato un impianto geotermico in Nevada che fornisce energia alla propria rete elettrica. In altre parole, i data center di Google funzionano senza produrre alcuna emissione di gas serra.

Come funzionano i Google data center geotermici

Cuore del progetto dei Google data center sostenibili è l’energia geotermica avanzata, ovvero basata su nuove metodologie che permettono di sfruttare in modo più efficiente il calore terrestre. La Fervo, infatti, adotta tecniche di perforazione provenienti dall’industria del petrolio e del gas per giungere a fonti di calore inaccessibili con le tecniche della geotermia convenzionale.

Ma perché Google ha scelto proprio l’energia geotermica? La particolarità del calore terreste è che è stabile, a differenza di altre fonti rinnovabili, come l’energia solare e eolica, la cui capacità di produrre energia varia in base alle condizioni della fonte stessa. Ciò significa che l’energia geotermica può rendere la rete elettrica più vicina a un funzionamento autonomo e indipendente dall’uso di combustibili fossili, riducendo quindi l’impatto ambientale.

Nel sito in Nevada, la Fervo ha realizzato due pozzi orizzontali e ha implementato fibra ottica per raccogliere dati in tempo reale su flusso, temperatura e prestazioni del sistema. L’impianto geotermico è in grado di generare energia continuativamente, utilizzando però una superficie inferiore rispetto ad altre fonti di energia pulita.

BigG vede nell’energia geotermica un notevole potenziale. Per questo ha deciso di rendere i suoi data center (ma anche gli uffici) indipendenti dalle energie fossili entro il 2030. In più, ha stretto una partnership con Project InnerSpace, organizzazione no-profit dedicata allo sviluppo della geotermia, per portare avanti ulteriori progetti basati su questa fonte rinnovabile.