Nel cuore di un territorio collinare a vocazione vinicola, sorgono le città gemelle di Gorizia e Nova Gorica, separate violentemente dalla storia e unite oggi nel nome della cultura e delle comuni radici

Sono due entità formalmente distinte dal 1947, quando, alla fine della Seconda guerra mondiale, gli Alleati tracciarono arbitrariamente un confine con matita e righello su una mappa geografica spezzando una città a metà, non senza conseguenze. Oggi Gorizia e Nova Gorica tornano insieme unite dalla cultura, con il motto GO! Borderless, senza confini. È la prima volta che l’Unione europea sceglie due città transfrontaliere, appartenenti a due Stati diversi – in questo caso l’Italia e la Slovenia – come capitali della cultura; una nomina simbolica, che sottolinea la volontà di riaffermare un’identità composita ma unitaria, fieramente multiculturale. È questo l’aspetto più interessante che emerge dalla visita delle due città, diverse nell’aspetto eppure gemelle, entrambe circondate da un verde territorio collinare da esplorare a piedi o in bicicletta. Il fittissimo programma di GO! Borderless copre l’intero 2025 e comprende eventi di musica, teatro, danza, mostre, installazioni, esplorazioni, podcast, video, murales: scopritelo sul sito go2025.eu per pianificare il vostro viaggio.

Fonte: GO2025

Due città, una sola anima

Il confine imposto dagli Alleati senza tenere minimamente conto della geografia della città, fece sì che gli abitanti del versante ex-jugoslavo di Gorizia si trovassero improvvisamente privi di un centro cittadino (oltre che, in alcuni casi, con proprietà divise a metà tra due Stati). Dal momento che il cuore storico della città rimase all’Italia, l’allora Jugoslavia decise di costruire sulla porzione di territorio rimanente una città nuova, Nova Gorica, una città moderna e socialista.  Il punto più noto del confine urbano è Piazza Transalpina (Trg Evrope): oggi è una piazza condivisa tra Italia e Slovenia, dove si passeggia tranquillamente passando da uno Stato all’altro, ma fino al 2004, prima dell’ingresso della Slovenia nell’Unione europea, qui c’era un vero e proprio muro di confine. Di fatto la frontiera rimase fortemente militarizzata, con barriere e controlli, fino all’entrata della Slovenia nell’area Schengen nel 2007. E dire che, fino alla Seconda guerra mondiale, Gorizia era una città cosmopolita e aperta, punto di incontro tra cultura latina, slava e germanica, un crocevia multiculturale dove convivevano italiani, sloveni e tedeschi (essendo stata parte dell’Impero Austro-Ungarico). Ancora oggi la maggior parte delle famiglie ha origini miste e quasi tutti qui parlano due o tre lingue: Gorizia e Nova Gorica non sono due città separate, ma due volti della stessa città, divisa dalla storia ma unita nell’anima.

Celebrazioni a Nova Gorica nell’ambito di GO2025

Gorizia: dal castello alle botteghe storiche

Simbolo e punto d’accesso alla città è il castello medievale che, posizionato su una collina panoramica, offre una vista spettacolare sul centro storico e sulla valle del fiume Isonzo. Eretto attorno al XII secolo, fu quasi raso al suolo durante la Prima guerra mondiale e ricostruito nel 1938 mantenendone l’aspetto originario. All’interno si trova il Museo del Medioevo Goriziano, mentre il borgo circostante, al quale si accede per la seicentesca Porta Leopoldina, ospita il Museo della Grande Guerra, il Museo della Moda e delle Arti Applicate e la Collezione Archeologica, oltre alla chiesa più antica di Gorizia, la Cappella di Santo Spirito, del 1398. La tappa successiva è la triangolare Piazza della Vittoria, sulla quale svettano le cupole a cipolla della Chiesa di Sant’Ignazio e si affacciano diversi bar e ristoranti. Ciò che rende particolarmente piacevole la visita a Gorizia è la sua atmosfera tranquilla e rilassata e il fatto che qui, almeno nel centro storico, sembra non siano riuscite ad arrivare le catene di negozi che ormai rendono simili i corsi principali di tante città. Infatti, l’adiacente via Rastello è ancora oggi animata da piccole attività commerciali e dalle antiche botteghe riportate in vita dalle volontarie dell’Associazione Via Rastello. Gli altri siti da non perdere sono la bella Piazza Sant’Antonio e il Palazzo Coronini Cronberg, con il suo grande parco.

Piazza della Vittoria durante le celebrazioni di GO2025

Lungo il confine-non confine

Alcuni dei luoghi più interessanti si trovano proprio al confine tra Italia e Slovenia, a partire dalla già citata Piazza della Transalpina, dove resta una targa circolare sul selciato a ricordare la frontiera. Affacciata sulla Piazza, cade nel versante sloveno la vecchia Stazione Ferroviaria della Transalpina – con il suo esterno neoclassico e gli interni che ancora conservano dettagli dell’epoca – parte della linea ferroviaria che collegava Trieste a Vienna attraverso la Slovenia e l’Austria. Il Quartiere di Rožna Dolina (Casa Rossa), un tempo confine invalicabile, oggi è un altro punto di passaggio tra le due città, nonché porta di accesso alla lussureggiante zona vinicola del Collio sloveno. L’ex valico di Rafut è sede di uno spazio espositivo chiamato Museo del Lasciapassare (Prepustnica), mentre nell’ex valico di Pristava è stato realizzato il Museo del Contrabbando (parte del Goriški Muzej di Nova Gorica). Questo museo, in occasione di GO! 2025, offre un’esperienza interattiva con una Escape Room che avvicina i visitatori al tema del contrabbando in modo ludico. Altra zona notevole, anche dal punto di vista naturalistico, è il Parco della Pace sul Monte Sabotino, che ospita un museo a cielo aperto con trincee restaurate e sentieri storici.

Piazza della Transalpina con l’ex stazione ferroviaria. Fonte: GO2025

Nova Gorica: la città dell’utopia socialista

Con i suoi palazzoni squadrati in stile razionalista e modernista, Nova Gorica non può forse essere definita “bella” in assoluto. Dal forte impatto visivo, non è però affatto priva di un fascino particolare che colpisce soprattutto gli appassionati della scuola architettonica che domina negli ex Paesi sovietici. A darle forma fu Edvard Ravnikar che, influenzato dalle idee del Movimento Moderno e dal Bauhaus, pianificò la città con ampi viali, giardini e spazi pubblici, in modo funzionale e geometrico. Ancora oggi è sede di molti casinò e alberghi, essendo una meta popolare per il gioco d’azzardo: date un’occhiata al Perla, uno dei casinò più grandi e famosi d’Europa. Cambiando genere, il monumento più importante è senz’altro il Monastero di Castagnevizz (Kostanjevica), con una bellissima biblioteca e un panorama spettacolare sulla valle. Per assaporare l’atmosfera della città, passeggiate infine attorno al Travnik, un grande prato che ospita eventi e concerti, sul quale si affacciano la Biblioteca centrale France Bevk e alcuni uffici pubblici.

Fonte: GO2025

Collio e Brda: la terra del vino tra Italia e Slovenia

Il Collio (in friulano Cuei) e il Brda (la sua controparte slovena) formano un’unica regione collinare, divisa dal confine ma unita da storia, cultura e tradizioni vitivinicole. Questa zona è una delle migliori aree vinicole d’Europa, famosa per i suoi vini bianchi e per i suoi paesaggi armoniosi  con vigneti a perdita d’occhio, casali, borghi medievali (Cormòns, Šmartno, Dobrovo) e strade panoramiche. La regina è la Ribolla Gialla, ferma e spumantizzata. Provate anche la Malvasia Istriana. Potrete scegliere tra escursioni in bicicletta lungo la Strada del Vino del Collio, trekking, wine tour tra cantine e agriturismi superando tranquillamente, passando da un versante all’altro, un confine ormai invisibile.