Uno splendido itinerario alla scoperta delle meraviglie e dei paesaggi naturali dell’Italia centrale: ecco tutte le info sul Grande Anello dei Sibillini.

Gli amanti del trekking e dello sport all’aria aperta devono percorrere almeno una volta nella vita il percorso del Grande Anello dei Sibillini. Si tratta di un itinerario che porta alla scoperta degli Appennini nell’area centrale della penisola.

Una fantastica occasione di trekking sui Monti Sibillini per rilassarsi e godersi la vita al contatto con la natura, lontano dallo stress quotidiano e dalle giungle di cemento delle grandi città. Scopriamo insieme il percorso e le tappe da fare.

Grande Anello dei Sibillini: percorso e tappe

Il Grande Anello dei Sibillini è un itinerario lungo ben 120 km che si sviluppa all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra le regioni di Marche e Umbria. È un itinerario che si intreccia con un altro percorso molto famoso dei borghi del Centro Italia, il Cammino delle Terre Mutate.

Comunque, il Grande Anello dei Sibillini si sviluppa in nove tappe, da percorrere in un’intera giornata. Ecco quali sono e cosa ammirare sul percorso.

Tappa 1: Visso – Cupi

La prima tappa dell’itinerario ha una lunghezza di 12 km circa e un dislivello in salita di 800 metri. Il Grande Anello dei Sibillini ha idealmente inizio a Visso, sede istituzionale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il percorso attraversa la porzione del centro storico attualmente accessibile dopo il sisma del 2016, per poi salire in direzione della Rocca di San Giovanni.

Il sentiero si inerpica lungo il versante occidentale del Monte Careschi, fino a raggiungere i prati-pascolo dell’Altopiano di Macereto, da cui si può scorgere, in lontananza, il Santuario ottagonale ispirato allo stile bramantesco. L’approdo a Cupi regala ulteriori e ampie vedute verso nord, abbracciando lo scenario dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

Tappa 2: Cupi – Fiastra

La seconda tappa ha una lunghezza più breve, 10 km, e un dislivello in salita di 495 metri. Dal piccolo borgo di Cupi il cammino riprende risalendo l’arido versante del Monte Cordagnolo. Si approda così a praterie d’altura e pascoli rigogliosi, animati da un’incredibile varietà di fioriture di primavera spontanee.

Oltrepassato Pian del Capriolo, il sentiero si inoltra in un vallone, per poi attraversare un fitto rimboschimento che conduce alla strada sterrata che collega Fiastra ai Piani di Pao. Seguendo il tracciato in discesa, in breve si intercetta il sentiero che scivola verso Fiastra, regalando incantevoli scorci panoramici sul lago sottostante.

Tappa 3 del Grande Anello dei Sibillini: Fiastra – Monastero

Questa tappa si sviluppa in circa 9 km e ha un dislivello di 518 metri. Partendo dalla frazione di Tribbio, si scende in direzione di San Lorenzo al Lago, per poi risalire dolcemente, oltrepassando la graziosa chiesetta della Madonna del Sasso Bianco, verso i pascoli situati nella parte inferiore dei Piani di Ragnolo.

Prima di inoltrarsi nel bosco di roverelle che collega le praterie al piccolo centro abitato, si aprono vedute straordinarie sulla gola del Fiastrone e, nelle giornate più limpide, sul lontano profilo del Mar Adriatico. Infine, si giunge al pittoresco borgo di Monastero, in provincia di Macerata.

Tappa 4: Monastero – Garulla

La quarta tappa, quella di metà percorso, ha una lunghezza di 18 km e un dislivello di 863 metri. La prima parte di questo itinerario, una volta ripercorso a ritroso il sentiero che da Monastero conduce verso le praterie d’alta quota, si snoda lungo un’ampia dorsale. Il cammino prosegue in direzione sud, lasciando alla propria sinistra il versante orientale che precipita verso le colline fermane e picene, mentre quello occidentale digrada dolcemente tra pascoli e campi coltivati che si aprono sulla valle del Fiastrone.

Attraversare gli altipiani di Ragnolo durante la primavera è un’esperienza imperdibile, un vero e proprio viaggio sensoriale nel cosiddetto versante fiorito del Parco Nazionale. Superato il Monte Valvasseto, incorniciato da splendide faggete, si oltrepassa il valico di Pintura, dominando dall’alto la profonda Valle dei Tre Santi, fino a raggiungere infine la località di Garulla.

Tappa 5: Garulla – Rubbiano

La quinta tappa ha una lunghezza di quasi 10 km con dislivello di 440 metri in salita. L’itinerario si snoda attraverso un susseguirsi di saliscendi che attraversano le incantevoli valli dell’Ambro e del Tenna, in un paesaggio segnato dall’alternanza armoniosa tra boschi misti e piccoli appezzamenti coltivati. Da Capovalle si apre un ampio panorama sulla lussureggiante valle dell’Ambro, dominata dalla maestosa presenza del Monte Priora e dallo spettacolare Balzo Rosso, uno sperone verticale di scaglia rossa che si innalza per oltre trecento metri.

Proseguendo, si incontrano i caratteristici appezzamenti coltivati di Campi di Vetice, che paiono sospesi tra le profonde incisioni delle valli dell’Ambro e del Tenna. Infine, risalendo verso Rubbiano, il percorso si inoltra nell’angusto e selvaggio imbocco della Gola dell’Infernaccio, porta d’accesso a uno degli angoli più affascinanti e misteriosi del Parco.

Tappa 6: Rubbiano – Colle

Tappa che ha una lunghezza di quasi 14 km e un dislivello pari a 863 metri. Il cammino si snoda tra campi coltivati e boschetti radi, fino a raggiungere Isola San Biagio. Proseguendo, si apre alla vista l’ampio panorama della valle dell’Aso, il fiume che nasce dalla conca del Lago di Pilato e scorre ai piedi dell’abitato di Montemonaco, dirigendosi verso le colline del Fermano.

Attraversato il corso d’acqua, l’itinerario risale tra boschi a prevalenza di castagno fino alla frazione di Altino incastonato ai piedi del Monte Vettore — la vetta più alta dell’intera catena dei Sibillini, con i suoi 2.476 metri. Lungo il percorso si incontrano i resti della chiesa di Santa Maria in Pantano, nota come la “chiesa delle Sibille”, testimone silenziosa di storia e leggenda, prima di giungere tra le località di Colle e Astorara, in provincia di Ascoli Piceno, che segnano il termine della tappa.

Tappa 7 del Grande Anello dei Sibillini: Colle – Colle le Cese

Tappa 7 molto lunga, di circa 19 km e con dislivello di 650 metri. Il primo tratto del percorso si sviluppa ai piedi dell’imponente versante orientale del Monte Vettore. Dalle sue creste, che sovrastano le piccole frazioni del comune di Montegallo, si diramano canaloni e fossi di origine glaciale, che raccolgono acque sorgive e piovane convogliandole nel bacino del torrente Fluvione, affluente del fiume Tronto.

Il cammino prosegue lungo l’antico “sentiero dei mietitori”, un tracciato storico percorso un tempo dai braccianti agricoli. Dal valico di Forca di Presta si continua per circa tre chilometri, fino a raggiungere il “Belvedere” lungo il Sentiero per Tutti NT2, accessibile anche alle persone in sedia a rotelle. Dal Belvedere, il tragitto prosegue fino al rifugio di Colle Le Cese, chiudendo simbolicamente l’anello e offrendo una magnifica vista retrospettiva sui paesaggi appena attraversati.

Tappa 8: Colle le Cese – Campi

Tappa 8 che ha una lunghezza di quasi 20 km e un dislivello di circa 450 metri. Il tratto iniziale di questo lungo itinerario si snoda lungo la morbida dorsale che sovrasta, a est, i Piani di Castelluccio e, a ovest, il Piano di Santa Scolastica, situato seicento metri più in basso. Queste due vaste depressioni tettoniche costituiscono i principali bacini del sistema montuoso dei Sibillini. Sul lato settentrionale domina il paesino di Castelluccio, gravemente danneggiato dal terremoto del 2016, ma ancora profondamente legato alle sue tradizioni agricole e pastorali.

Oltre il valico di Forca di Giuda (1794 m), punto più elevato dell’intero Grande Anello dei Sibillini, si apre il vasto scenario della Valle del Campiano, dove natura e storia si intrecciano in un paesaggio di rara armonia. Qui, la presenza millenaria dell’uomo è testimoniata da luoghi sacri, villaggi e rovine di antichi castelli come quello di Castelfranco (1370 m). L’itinerario si conclude nel suggestivo borgo medievale di Campi Vecchio.

Tappa 9 del Grande Anello dei Sibillini: Campi – Visso

L’ultima frazione ha una lunghezza di 9.5 km e un dislivello di 345 metri. Dalla frazione di Campi si imbocca l’antica via di collegamento che, per secoli, ha unito la zona di Nursia a Visso. In prossimità della Chiesa dei Condotti si abbandona la strada sterrata per iniziare la risalita dell’arido versante del Monte Macchia Alta.

Da qui, lo sguardo si apre nuovamente verso la rigogliosa valle di Visso, annunciando l’approssimarsi del punto di partenza. Oltrepassati i Casali dell’Acquaro, in breve si raggiungono le porte del borgo, completando così l’anello.

Come raggiungere Visso

Visso è il punto di partenza e arrivo del Grande Anello dei Sibillini. Come raggiungerlo? In auto, l’accesso più diretto avviene tramite la Strada Statale 209 “Valnerina”. Provenendo da Roma, si percorre l’autostrada A1 fino a Orte, quindi si prosegue sulla E45 in direzione Terni e si segue la SS209 attraversando la Valnerina. Da Ancona o dalla costa adriatica, si consiglia l’uscita Civitanova Marche dell’autostrada A14, per poi immettersi sulla SS77 “Val di Chienti” in direzione Foligno, con uscita Muccia, proseguendo infine in direzione Visso. Per un viaggio senza problemi, si consiglia di usare il servizio di telepedaggio, così da evitare code e caos ai caselli.

In treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Camerino-Castelraimondo, servita dalla linea Civitanova Marche–Fabriano. Una volta giunti in stazione, si prosegue in auto o con servizio taxi per circa 40 minuti fino a Visso. In aereo, gli scali più vicini sono l’aeroporto di Ancona (a circa 100 km) e quello di Perugia (a circa 90 km).