Grazie incanta i visitatori con la sua architettura tradizionale, i suoi fiori di loto e il suo importante santuario religioso. Un Borgo dei Borghi che vale la pena visitare

Manca poco a Pasqua e Pasquetta e, complici i primi tepori e le fioriture tipiche della primavera, la voglia di passare tempo all’aperto e di esplorare le meraviglie del nostro Paese aumenta. Magari con un bel viaggio in moto! E nessun posto, più di un borgo, sa regalare quel mix di natura, arte e relax perfetto per una gita. Tra i tanti borghi della Lombardia, ce n’è uno, in provincia di Mantova, che quest’anno è stato inserito tra i finalisti della competizione “Borgo dei Borghi 2024”. Si tratta di Grazie.

Breve storia del borgo di Grazie, in provincia di Mantova

L’origine di Grazie risale al Medioevo, quando la zona era nota per la presenza di un’immagine della Vergine con il Bambino sulle ginocchia davanti alla quale pellegrini, viandanti ma soprattutto la popolazione locale erano soliti fermarsi. La devozione popolare verso quell’immagine nasceva dalle condizioni della zona stessa, caratterizzata da un ambiente lacustre e paludoso che, a quei tempi, forniva sia sostentamento ma anche pericoli e malattie, a cui si mescolavano le paure e le credenze ereditate dal passato.

La nascita vera e propria del borgo, però, si colloca più tardi, nel 1399, quando intorno a quell’immagine sacra fu costruito il Santuario dedicato alla Beata Maria Vergine delle Grazie. Dopo la consacrazione nel 1406, attorno al Santuario sorse un piccolo nucleo urbano, nato per dare rifugio ai pellegrini e offrire loro servizi necessari. Furono così costruite abitazioni e botteghe di artigiani a cui poi, nel tempo, si aggiunsero due fila di porticati, una delle quali fu abbattuta nei primi del ‘900.

Oltre al Santuario, un altro motivo che portava visitatori  a Grazie era la Fiera locale, istituita nel 1425 e mantenuta in vita ancora oggi con cadenza annuale, ogni 15 agosto.

Oggi, il borgo mantiene la sua valenza spirituale ma è anche un luogo di grande attrattiva naturalistica data la sua posizione all’interno della Riserva naturale delle Valli del Mincio.

Cosa vedere a Grazie

Andiamo dunque alla scoperta delle principali attrazioni che questo piccolo borgo di poco più di 600 abitanti ha da offrire.

Il Santuario delle Grazie

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie si trova su ampio piazzale, affacciato sulle acque del Mincio.
La Chiesa, in stile gotico lombardo, fu voluta verso la fine del XIV secolo da Francesco Gonzaga in segno di ringraziamento verso la Madonna per la fine dell’epidemia di peste che aveva colpito Mantova. Nel tempo furono aggiunte altre strutture, in stili architettonici diversi, molte delle quali sono state distrutte nel corso dei secoli.

All’esterno, la facciata sobria e lineare presenta un portale rinascimentale in marmo rosso, è decorata da tre pinnacoli e, alla base, presenta un porticato a 13 arcate con decorazioni in cotto e affreschi del Cinquecento che ritraggono scene della storia della città e dei miracoli della Madonna.

All’interno, lo stile è decisamente gotico, con un unica navata, il soffitto a volta a crociera e un tripudio di decorazioni ovunque, tra cui un coccodrillo imbalsamato che pende dal soffitto.
Parte delle pareti è coperta da un’impalcata lignea, caratterizzata da 80 nicchie che un tempo contenevano statue in cartapesta a grandezza naturale (i cosiddetti manichini) che richiamavano altri miracoli mariani. Oggi, di questi manichini, ne rimangono solo una cinquantina.
L’intera impalcata, le pareti e le colonne mostrano un’infinita di decorazioni, per lo più ex voto in cera che rappresentano organi umani. L’effetto finale è quello di una chiesa tanto sfarzosa quanto eccentrica. Sfarzo che si ritrova anche nelle cappelle laterali.

Il Museo dei Madonnari

Come suggerisce il nome, questo museo è dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dell’arte dei Madonnari, ovvero quegli artisti di strada che, ancora oggi, armati di gessetti colorati, disegnano immagini sacre su marciapiedi e piazze.

All’interno del Museo, momentaneamente chiuso per ristrutturazione, si trovano numerose opere compiute di Maestri Madonnari, ma anche riproduzioni su pannelli e cartoni di opere realizzate all’aperto, nonché strumenti e sostanze utilizzate oggi e in passato per la realizzazione dei disegni.

Parco del Mincio

Vicino a Grazie il Mincio si snoda in un labirinto di canneti, dando vita a una zona umida che si estende per più di 1400 ettari. È la Riserva Naturale Valli del Mincio, dichiarata “zona umida d’importanza internazionale“, “zona di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici” e “sito d’importanza comunitaria“. Qui, infatti, si trovano habitat naturali unici, contraddistinti da flora e fauna selvatica tipiche.

Chi visita quest’area può noleggiare una canoa o un kayak, o esplorare i canali grazie alle visite organizzate dal consorzio locale dei barcaioli. Durante l’esplorazione è possibile avvistare numerose specie di uccelli: dai cigni reali al martin pescatore, fino all’airone rosse. Gli amanti dei fiori e dei giardini, poi, troveranno scorci che nulla hanno da invidiare a luoghi ben più famosi. Lungo i canali, infatti, fioriscono le ninfee gialle, le rare ninfee bianche e, in estate, i fiori di loto, arrivati dall’Asia Orientale nel 1921 grazie a una naturalista mantovana. All’interno della riserva si trova anche uno degli ultimi boschi di ontano nero della Pianura Padana.

Il fiume si ritrova anche nella cucina locale proposta dai numerosi ristoranti, dove vale la pena fermarsi dopo tanto girovagare. Il piatto principale da provare è il Luccio in Salsa.

Infine, chi pratica il cicloturismo non si annoierà, anche grazie alla presenza della ciclabile Grazie-Mantova (da Mantova, poi, si può imboccare la ciclabile Mantova-Sabbioneta, e raggiugnere un altro dei bellissimi borghi italiani in Lombardia).

Come raggiugnere Grazie

Grazie è una frazione del Comune di Curtatone che si trova a circa 8 km da Mantova. Il borgo è raggiungibile in auto in circa 10 minuti o con il trasporto locale (bus linea 55 e linea 2) in circa mezz’ora.

Mantova, invece, grazie ai servizi di mobilità in app, è raggiungibile con diversi mezzi:

  • In auto. In base al punto di partenza si può scegliere tra:
    • l’Autostrada A22 Modena-Brennero (uscite di Mantova Nord o Mantova Sud),
    • la A4 Milano – Venezia (uscite di Desenzano, Sirmione, Peschiera e Verona Sud),
    • l’Autostrada del Sole A1 (uscite di Parma Est e Reggio Emilia);
  • In treno. Chi preferisce viaggiare in treno è fortunato! Mantova infatti si trova lungo diverse linee ferroviarie:
    • la linea Modena-Verona,
    • la Milano-Cremona,
    • la Suzzara-Ferrara,
    • la Pavia-Monselice-Padova,
    • la linea per Vicenza.
  • In aereo. Chi viene da più lontano ha meno scelta. L’aeroporto più vicino è a Villafranca di Verona, a 33 chilometri da Mantova. L’aeroporto è collegato con un autobus con partenza ogni 20 minuti per la stazione ferroviaria di Verona.