Cosa succede quando il supermercato diventa una tappa imperdibile del viaggio? Il grocery tourism è la nuova frontiera del turismo culturale: un modo autentico e sorprendente per scoprire il cuore di un paese.
Sempre più viaggiatori, armati di curiosità e spirito d’osservazione, stanno scoprendo un modo nuovo di fare vacanza: visitare supermercati e negozi di alimentari nei paesi che attraversano. Un gesto all’apparenza banale, come fare la spesa, si trasforma in un’esperienza immersiva, capace di raccontare la cultura del luogo in modo autentico, like a local.
Un fenomeno che ha un nome ben preciso: grocery tourism. Nato quasi per caso e rilanciato da migliaia di influencer online, oggi è considerato un vero trend internazionale, capace di affascinare chi cerca un contatto meno patinato e più sincero con le abitudini locali. Andiamo a scoprirlo.
Grocery tourism: in viaggio è meglio un supermercato di un museo?
Il grocery tourism nasce dall’idea che la cultura di un paese non si trovi solo nei suoi musei o monumenti più riconoscibili, ma anche tra gli scaffali del supermercato.
A pensarci bene, ogni prodotto racconta una storia: la marca di biscotti che tutti mangiano da piccoli, il succo al gusto improbabile che si beve solo in certe stagioni, i piatti pronti che salvano la pausa pranzo. In un supermercato, tutto parla del quotidiano. E spesso è proprio questa quotidianità a rivelare ciò che davvero rende unico un luogo.
Osservare le abitudini dei clienti, confrontare gusti e abitudini diventa un modo di scoprire la cultura del luogo. Un tempo erano i negozi di moda a raccontare qualcosa, ma oggi anche le vie dello shopping, da Londra a Milano e Parigi, sembrano assomigliarsi tutte, con gli stessi identici marchi. In un mondo dove molte capitali tendono ad assomigliarsi, mercati e supermercati restano tra gli ultimi baluardi dell’identità locale.
Le destinazioni (e i supermercati) più amate del grocery tourism
Alcune destinazioni hanno fatto del grocery tourism una vera attrazione. Il Giappone è l’esempio perfetto: i suoi 7-Eleven, con vetrine coloratissime e snack degni di una guida gourmet, sono tappe imperdibili per chi visita Tokyo o Kyoto. Mochi farciti o caffè in lattina, ogni scaffale offre sapori sorprendenti, spesso introvabili altrove.
In Corea del Sud, catene come Emart sono diventate il paradiso per chi ama provare gusti insoliti, tra ramen speziati, bevande dai packaging coloratissimi e dessert dai sapori inediti. Restando in Asia, la Thailandia è un altro punto di riferimento per i viaggiatori appassionati: i suoi 7-Eleven protagonisti di migliaia di post su Instagram, amati per la varietà e la qualità dei piatti pronti locali. Non a caso qui si trova uno dei mercati più grandi del mondo.
Tra le mete occidentali, il Messico è una destinazione molto apprezzata: nei supermercati locali si trovano snack dai gusti unici, dolci speziati al tamarindo e patatine dai nomi esotici. In Europa, invece, Francia e Spagna conquistano con i grandi ipermercati come Carrefour, dove i turisti si perdono tra baguette calde, formaggi stagionati e dolci tipici
Infine, negli Stati Uniti, il grocery tourism passa inevitabilmente da colossi come Walmart e Target, vere e proprie mecche dello shopping: qui si possono acquistare cereali dai gusti introvabili, burro di arachidi in decine di versioni e bevande dai colori fluo. Un’esperienza a tratti cinematografica.
Grocery tourism in Italia
L’offerta enogastronomica dell’Italia conquista da sempre i visitatori, con vacanze che si trasformano automaticamente in autentici viaggi gourmet. E quali luoghi migliori per viverla se non nei mercati rionali?
Proprio questi ultimi sono spesso tra le prime tappe di chi arriva in città: qui l’esperienza è multisensoriale, tra i colori della frutta di stagione, i profumi del pane appena sfornato e le voci dei venditori che raccontano le origini dei prodotti.
Parlando di supermercati, invece, sono catene come Esselunga e COOP ad attrarre sempre più turisti, affascinati dalla qualità dei prodotti e dalla ricchezza dei reparti freschi. Nei banchi gastronomia e panetteria si possono trovare chicche della cucina regionale italiana difficili da scoprire altrove: focacce liguri, taralli pugliesi, pasta artigianale e biscotti della tradizione.
Molti turisti scelgono di portare con sé qualche souvenir alternativo, come i classici Baci Perugina, ma anche pesto, conserve o un’immancabile bottiglia di vino.








