Tra i borghi in gara per il titolo di “Borgo dei Borghi 2026”, Guardialfiera si distingue per il suo fascino discreto e panorami che guardano fino al mare.
Guardialfiera è pronto a sfidare perle come San Nicola Arcella, Lucignano, Arenzano, Nemi e Canossa per il titolo di “Borgo dei Borghi 2026“. Il concorso, giunto alla tredicesima edizione all’interno del programma Kilimangiaro condotto da Camila Raznovich su Rai 3, punta a valorizzare i piccoli borghi italiani, promuovendo un turismo lento e sostenibile.
Situato in Molise, in provincia di Campobasso, questo borgo di meno di mille abitanti sorge su una collina che domina la valle del fiume Biferno e l’omonimo lago artificiale, offrendo scorci ampi e suggestivi.
La storia di Guardialfiera
Le origini di Guardialfiera risalgono almeno all’XI secolo, anche se l’area era frequentata già in epoca precedente, come testimonia la presenza di una torre romana. Il borgo si sviluppò in età altomedievale secondo il fenomeno dell’incastellamento, con un impianto difensivo fatto di mura, torri e porte di accesso, ancora in parte visibili nel centro storico.
Il nome potrebbe derivare dalle parole longobarde legate a una funzione di “guardia” o al nome di un feudatario, mentre nel 1049 il territorio fu conquistato dal sovrano lombardo di Larino. Nel 1053 Guardialfiera probabilmente ebbe un ruolo strategico anche nelle vicende che coinvolsero Papa Leone IX contro i Normanni, e pochi anni dopo, nel 1061, divenne sede vescovile.
Nel corso dei secoli passò sotto diverse dominazioni feudali, dai Normanni con Ruggero II fino a famiglie nobili come i Marzano, i Di Capua e i Biscardi. Dopo il terremoto del 1688 il paese fu ricostruito, mantenendo però il suo impianto storico.
Guardialfiera è anche il paese natale dello scrittore Francesco Jovine, che nei suoi racconti ha restituito immagini e atmosfere di questo territorio. Dettaglio che rende il borgo una tappa ideale per un viaggio nell’Italia dei classici letterari.
Cosa vedere e fare a Guardialfiera e dintorni
Il cuore del borgo è il centro storico, conosciuto come Piedicastello, un intreccio di vicoli, archi e piazzette che si sviluppa lungo la dorsale della collina. Qui si percepisce ancora l’impianto medievale, con le mura di cinta e le tracce delle antiche porte di accesso.
La chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al XII secolo e costruita su una roccia che domina l’abitato, è uno degli edifici più importanti dell’abitato. Al di sotto si trova una cripta riscoperta nel Novecento, particolarmente suggestiva. Nei pressi del centro si può visitare anche la casa natale di Francesco Jovine.
Elemento centrale del paesaggio è il lago di Guardialfiera, bacino artificiale realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta sbarrando il fiume Biferno. Oggi rappresenta un punto di riferimento per chi cerca natura e tranquillità. Nei periodi di secca, può riemergere il cosiddetto Ponte di Annibale, in realtà di origine medievale. Nei dintorni si estendono aree boschive come quelle di San Martino e San Nazzario, ideali per escursioni, trekking e cicloturismo.
Il territorio conserva anche tradizioni artigianali, come la lavorazione della pietra, e una cucina tipica legata ai prodotti locali e alle ricette della tradizione. Il territorio di Guardialfiera rientra anche in un’area tradizionalmente vocata alla produzione di olio extravergine d’oliva.
Come arrivare a Guardialfiera
Il modo più comodo per raggiungere Guardialfiera è in auto. Il borgo si trova a circa 35 chilometri sia da Campobasso sia da Termoli. Da quest’ultima si percorre la strada statale Bifernina in direzione dell’entroterra, seguendo poi le indicazioni per il paese lungo la SS 647 e le strade provinciali.
Da nord e da sud si può utilizzare l’A14 Bologna-Taranto con uscita a Termoli, mentre da Roma e Napoli si percorrono le principali direttrici interne fino a collegarsi alla viabilità verso Campobasso. Per chi viaggia in alta stagione turistica, i servizi di telepedaggio possono rendere più scorrevole il percorso autostradale. Consigliamo anche di consultare il traffico in tempo reale, per evitare rallentamenti e pianificare percorsi alternativi in caso di viabilità interrotta.
I collegamenti ferroviari più vicini fanno riferimento alle stazioni di Termoli e Campobasso, da cui è necessario proseguire con autobus o taxi. Per chi arriva in aereo, gli scali più vicini sono quelli dell’area adriatica e campana, come l’aeroporto di Napoli o l’aeroporto di Pescara, da cui si prosegue poi su strada verso il Molise.








