Guida assistita e guida autonoma non sono la stessa cosa: cambiano tecnologia, responsabilità e livelli SAE. In Europa siamo tra Livello 2 diffuso e primi sistemi di Livello 3 omologati in Germania.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di auto che “si guidano da sole”. Tra entusiasmo e scetticismo, la tecnologia ha fatto passi avanti importanti, ma è fondamentale distinguere tra guida assistita e guida autonoma. Non si tratta solo di una differenza terminologica: cambiano le responsabilità del conducente, il ruolo dell’elettronica di bordo e, in prospettiva, anche aspetti come normativa, omologazioni e assicurazione auto. Ecco cosa significano davvero questi concetti e qual è la situazione attuale in Europa.

Guida assistita: cosa significa davvero e quali sistemi include

La guida assistita comprende tutti quei sistemi che supportano attivamente il conducente, senza però sostituirlo. L’auto interviene in determinate situazioni, ma la responsabilità rimane sempre in capo a chi è al volante.

Rientrano in questa categoria molti dispositivi oggi ampiamente diffusi, come:

Dal 2022, l’Unione Europea ha reso obbligatori diverse innovazioni ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) sulle nuove omologazioni, tra cui la frenata autonoma d’emergenza e l’Intelligent Speed Assistance, che adegua la velocità alle condizioni del traffico.

In termini di classificazione tecnica, la guida assistita copre i livelli da 0 a 2 della scala definita dalla SAE (Society of Automotive Engineers):

  • Livello 0: nessuna automazione, il conducente controlla tutto;
  • Livello 1: assistenza su una singola funzione, ad esempio sterzo oppure accelerazione/frenata;
  • Livello 2: automazione parziale; il sistema può gestire contemporaneamente sterzo e velocità in specifiche condizioni, ma il guidatore deve restare sempre vigile e pronto a intervenire.

Un esempio tipico di Livello 2 è il Traffic Jam Assist, che combina cruise control adattivo e mantenimento della corsia per gestire la marcia in colonna. Anche il sistema Autopilot di Tesla rientra in questo livello: l’auto aiuta in modo significativo, ma non è autonoma.

In sostanza, nella guida assistita l’auto reagisce e supporta, ma non prende decisioni indipendenti in modo completo e continuativo.

Guida autonoma: i livelli SAE e cosa cambia per il conducente

La guida autonoma vera e propria inizia dal Livello 3 della classificazione SAE e arriva fino al Livello 5. Qui il ruolo del conducente cambia radicalmente.

La scala completa va da 0 a 5:

  • Livello 3 – Automazione condizionata: l’auto può gestire andatura e traiettoria in situazioni ordinarie. Il conducente può distogliere lo sguardo dalla strada, ma deve essere pronto a riprendere il controllo in pochi secondi se richiesto;
  • Livello 4 – Automazione elevata: il sistema è in grado di guidare in quasi tutte le condizioni, ma potrebbe richiedere l’intervento umano in situazioni estreme, come maltempo severo;
  • Livello 5 – Automazione completa: l’auto è capace di affrontare qualsiasi scenario di traffico e ambientale senza alcun intervento umano. In teoria, potrebbero persino scomparire volante e pedali.

Dal punto di vista tecnologico, questi sistemi si basano su una combinazione di sensori, radar, telecamere, LiDAR e intelligenza artificiale che elaborano in tempo reale l’ambiente circostante.

Il Livello 5 resta oggi confinato a prototipi e sperimentazioni in aree delimitate. Il Livello 4 è in fase avanzata di test in alcune parti del mondo, mentre il Livello 3 rappresenta il primo vero spartiacque: è il punto in cui si può parlare, tecnicamente, di guida autonoma.

I vantaggi potenziali sono evidenti: maggiore sicurezza stradale grazie alla riduzione dell’errore umano, minore stress per chi viaggia, gestione più efficiente di consumi ed emissioni. Tuttavia, restano criticità legate alla sicurezza informatica, all’affidabilità in situazioni impreviste e alla necessità di definire con chiarezza le responsabilità legali in caso di incidente.

A che punto siamo in Europa: tra Livello 2 e primi sistemi di Livello 3

Se Stati Uniti e Cina vengono spesso citati come pionieri, anche l’Europa sta compiendo passi significativi, soprattutto sul piano normativo e delle omologazioni.

Fino a pochi anni fa, sulle strade europee erano ammessi esclusivamente sistemi fino al Livello 2. Oggi la situazione sta cambiando, in particolare in Germania, dove sono stati omologati sistemi di Livello 3 su specifici tratti autostradali.

Modelli come la BMW Serie 7 con sistema Personal Pilot e la Mercedes Classe S insieme alla Mercedes EQS con Drive Pilot possono gestire autonomamente la guida in determinate condizioni. Nel caso della BMW il sistema opera fino a 60 km/h, mentre Mercedes ha esteso l’operatività fino a 95 km/h in alcuni contesti. In queste situazioni, il conducente può distogliere lo sguardo dalla strada, pur restando formalmente responsabile.

Diverso il caso del sistema Full Self Driving, la guida autonoma di Tesla, che in Europa non è ancora legalmente riconosciuto. Sono in corso test supervisionati anche su contesti come parcheggi multipiano, anche in città italiane, ma il conducente deve rimanere costantemente pronto a intervenire e viene monitorato da una telecamera interna.

Oggi, quindi, la maggior parte delle auto in circolazione in Europa si colloca tra il Livello 1 e il Livello 2. Il Livello 3 è realtà solo in contesti limitati e regolamentati, mentre il Livello 4 e 5 restano obiettivi futuri. La rivoluzione è iniziata, ma la guida completamente autonoma per tutti è ancora un traguardo da raggiungere.