In un mondo sempre più attento alla sostenibilità, scegliere la colonnina di ricarica giusta in città può davvero fare la differenza. Tra le varie tipologie di colonnine che si possono trovare, non sempre è semplice capire quale sia la più adatta alle proprie esigenze. Ecco perché abbiamo pensato a una guida pratica per orientarsi nella giungla della ricarica elettrica.
Trovare delle colonnine di ricarica di auto elettriche, che siano libere, funzionanti e compatibili è tuttora una sfida. Anche se esistono servizi digitali pensati per semplificare l’accesso ai punti di ricarica elettrica, è di fondamentale importanza sapere dove e come ricaricare nel modo più efficiente, soprattutto in città.
Colonnina di ricarica per auto elettriche
Nel 2024 sono stati installati oltre 20.000 punti di rifornimento elettrico in tutto il territorio nazionale e internazionale. Con l’aumento delle vendite delle auto elettriche in Italia, anche i servizi di ricarica, un tempo carenti, stanno incrementando. Infatti nel nostro Paese è prevista l’installazione di sei milioni di colonnine di ricarica elettrica entro il 2035. Questa data segna altresì il possibile stop in Unione Europea alla vendita di auto termiche.
Nonostante le stazioni elettriche siano più accessibili, all’Italia servono più colonnine di ricarica per stare al passo con la domanda. Allo stesso tempo, serve avere una preparazione adeguata per usarle al meglio. Questo comprende sapere da quale impianto è dotato il veicolo elettrico e quali colonnine ci sono. Prima di scegliere quella adatta bisogna conoscere come avviene la ricarica e le tipologie di attacchi.
Quali sono le tipologie di ricarica elettrica?
Ogni vettura elettrica può essere alimentata in due modi differenti, ossia ad alta e a bassa potenza. La ricarica a bassa potenza avviene tramite il caricatore di cui è dotata l’auto, chiamato On Board Charger. Gestisce potenze variabili tra 7,4 kW e 22 kW. Ciononostante, la velocità effettiva dipende dal dispositivo e dalla colonnina. In altre parole, se si collega l’auto a una stazione da 22 kW ma il veicolo supporta solo 11 kW, la ricarica avverrà a 11 kW. E lo stesso vale al contrario. Se la colonnina è meno potente dell’auto, sarà quella a limitare la ricarica.
L’operazione di carica ad alta potenza avviene in corrente continua e può variare da 50 kW fino a oltre 250 kW. Molte colonnine offrono sia connettori per il ricaricamento lento che per quello veloce. Anche in questo caso, la velocità dipenderà sia dalla potenza del punto di rifornimento sia da quella che l’auto è in grado di assorbire. Quindi, non basta collegarsi alla stazione più potente, bensì conta quanto il veicolo riesce a gestire.
Tipi di connettore che utilizzano le auto
Un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è il tipo di connettore. La maggior parte delle automobili elettriche in Europa utilizza il Tipo 2 in corrente alternata e il CCS Combo 2 in corrente continua. Per evitare problemi al momento della ricarica, è necessario conoscere in anticipo quale connettore utilizza la propria auto e scegliere la colonnina compatibile.
Come scegliere la colonnina di ricarica giusta in città
Le colonnine presenti in città sono dotate di almeno due connettori, con potenze e standard diversi. In questo modo possono adattarsi ai connettori CCS e ai CHAdeMO (standard di ricarica per veicoli elettrici sviluppati in Giappone). Anche la potenza varia, per esempio, oltre alle stazioni di ricarica in corrente alternata, ci sono colonnine Fast e colonnine Ultra Fast, che superano i 150 kW.
Una volta individuata quella adatta, non resta che iniziare la ricarica. Ovviamente, la scelta dipende anche dal tempo disponibile. Se si ha a disposizione un breve lasso di tempo, bisogna optare per un rifornimento veloce. In questo caso è meglio scegliere una colonnina in corrente continua con potenze superiori ai 50 kW, purché l’auto supporti questa velocità.
Infine, per semplificare ulteriormente il processo, è possibile usare la PUN Maps. Una mappa che permette di localizzare le varie stazioni presenti in Italia e i prezzi delle colonnine. In questo modo, ripristinare l’autonomia dei veicoli elettrici sarà facile e veloce.








