Cos’è la targa provvisoria e in quali circostanze è necessario usarla? Scopriamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sulla “targa di cartone”: da quando è indispensabile usarla a come e dove richiederla.

Bollo, assicurazione e targa sono elementi fondamentali per circolare su strada.

Per quanto concerne la targa, è la Motorizzazione Civile ad assegnarla quando si immatricola un veicolo. In sostanza si tratta di una combinazione di lettere, unica per ogni veicolo, che serve a identificare il mezzo e il suo proprietario.

Ma è possibile circolare se l’auto o la moto non sono ancora state registrate? Sì, grazie alla targa provvisoria.

Detta anche “targa di cartone”, abilita un qualsiasi veicolo a motore a circolare su strada per un periodo di tempo limitato e solo in determinate occasioni. Vediamo, più nello specifico, tutti i dettagli.

Targa provvisoria: com’è fatta e quando serve

Come abbiamo anticipato, la targa provvisoria viene chiamata targa di cartone perché, effettivamente, è realizzata proprio in cartone e non in metallo come quella definitiva.

La targa provvisoria è solo posteriore e presenta: 5 numeri, il logo della Repubblica Italiana, la sigla M.C. seguita dal numero di riferimento all’ufficio territoriale del Dipartimento dei Trasporti che l’ha emessa. Assieme alla targa provvisoria viene assegnato anche un “foglio di via”, cioè un documento compilato direttamente dall’intestatario dell’auto- o anche della moto- con tutti i dati tecnici e identificativi del veicolo. Se si circola con la targa provvisoria bisogna necessariamente avere sempre con sé anche questo foglio.

Ma effettivamente, quando va usata la targa provvisoria? La si può usare solo in determinate condizioni:

  • Quando si deve esportare il mezzo per una vendita all’estero;
  • Quando si deve riportare un veicolo all’estero perché non può circolare in Italia. Secondo il “decreto sicurezza”, i veicoli con targa straniera appartenenti a proprietari che vivono da più di 60 giorni in Italia devono essere sottoposti a sequestro. Se il mezzo viene immatricolato in Italia o nel Paese di emissione della targa, il sequestro decade. Nel frattempo, però, è necessario usare la targa provvisoria;
  • Condurre il mezzo a un collaudo;
  • Partecipazione del mezzo alle mostre di auto d’epoca o storiche, fiere o manifestazioni.

Costo e durata della targa provvisoria

La targa provvisoria, ovviamente, non è gratuita pur non avendo un costo eccessivo. È necessario effettuare due pagamenti da 10,20 euro e da 16 euro, il primo sul c/c n. 9001 ed il secondo sul c/c n. 4028. Sono l’ACI, la Motorizzazione Civile o l’ufficio postale a rilasciare i bollettini in questione.

La validità della targa di cartone è di 60 giorni. Per alcuni veicoli non ancora immatricolati e con particolari esigenze di collaudo è possibile rilasciare, direttamente alla fabbrica costruttrice, un foglio di via straordinario della durata massima di 180 giorni.

Sanzioni previste per chi non è in regola

Se si è sprovvisti della targa provvisoria e del foglio di via, o anche solo di quest’ultimo, la sanzione può variare tra i 25 e i 335 euro. In caso di mancato pagamento si aggiungerà un’ulteriore somma che va dai 41 ai 168 euro. Nel caso di recidiva, infine, può essere applicata una multa che va da 84 ai 335 euro e la confisca del veicolo.

Documenti necessari per ottenere la targa provvisoria

La targa provvisoria viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile o da una delegazione ACI. Per richiederla è necessario presentare alcuni documenti. Senza anche solo uno di essi, sia la targa che il foglio di via saranno negati.

Vediamo quindi quali sono nel dettaglio:

  • Domanda su modello TT 2119 firmata dal proprietario;
  • Esibizione di un documento di identità personale in corso di validità e una fotocopia;
  • Per i cittadini extracomunitari: permesso di soggiorno o carta di soggiorno in corso di validità, sia in visione che due fotocopie;
  • Fotocopia fronte-retro del libretto di circolazione del veicolo nel quale deve essere visibile l’ultima revisione effettuata (non scaduta);
  • Fattura di acquisto del mezzo in originale con relativa fotocopia nel caso il proprietario sia diverso da quello indicato nel Certificato di Proprietà oppure dichiarazione di vendita sottoscritta dal veditore;
  • Dichiarazione dove si dovrà indicare il tragitto per il quale la targa è richiesta ed il numero di giorni, partendo dalla data di inizio, per il quale verrà utilizzata;
  • Pagamenti dei bollettini già citati;
  • RCA per targa provvisoria: anche in questo caso è obbligatoria una polizza assicurativa. Per questa tipologia di targa viene emessa una RCA su misura.