Il capoluogo dell’Abruzzo è Capitale Italiana della Cultura 2026: mentre fervono i preparativi e la città accoglie sempre più turisti, in questa guida ti indichiamo cosa vedere a L’Aquila che oggi più che mai, a distanza di 15 anni dal terribile terremoto che l’ha devastata, merita di essere riscoperta.

L’Aquila continua a patire le conseguenze del devastante terremoto del 6 aprile 2009, che ha causato la perdita di 309 vite umane. Dopo 15 anni, la ricostruzione avanza con lentezza: il centro storico, gravemente danneggiato dalle scosse, rimane in parte inagibile, mentre un silenzio irreale pervade ancora la “zona rossa”.

Oggi più che mai il fascino dell’Aquila è tutto da esplorare, passeggiando tra i suoi vicoli tortuosi e le sue ripide strade. Qui gli abitanti hanno coraggiosamente riaperto negozi e ristoranti, per ridare vita al cuore pulsante della comunità.

Cosa vedere a L’Aquila

Il 2026 sarà l’anno dell’Aquila quale Capitale Italiana della Cultura, dopo Pesaro nel 2024 e Agrigento nel 2025: nella conferenza stampa della proclamazione, il Sindaco Biondi ha dichiarato come per la città abruzzese «essere capitale italiana della cultura non è un risarcimento, ma rappresenta un elemento attorno a cui ricostruire il tessuto sociale della nostra comunità». E ancora: «La cultura è un elemento fondante, è recupero dell’identità e proiezione nel futuro».

Un’opportunità per mettere in luce un patrimonio culturale e per promuovere il progetto di candidatura “L’Aquila Città Multiverso”, una sperimentazione artistica che intende creare un modello territoriale e socio-economico di rilancio.

Visitare L’Aquila dunque significa aderire a un modello di turismo culturale che sia anche sostenibile e apprezzare lo slow living del camminare tra le vie silenziose di una città che ha moltissimo da offrire.

La Basilica di Collemaggio

Forse il monumento più conosciuto dell’Aquila, la costruzione della Basilica di Colemaggio ebbe inizio nel 1287 su ordine di Pietro da Morrone: qui egli stesso fu incoronato Papa con il nome di Celestino V e poi sepolto nel 1296.
Già duramente colpita dal terremoto del 1703, questa Basilica- dichiarata monumento nazionale nel 1902- subì gravi danni anche durante il sisma del 6 aprile 2009. Dopo un meticoloso restauro strutturale, nel dicembre 2017 ha riacquistato la sua antica magnificenza e ha riaperto al pubblico.
Durante il rito solenne della Perdonanza Celestiniana, che quest’anno sarà dal 23 al 30 agosto, si apre ai fedeli la Porta Santa, che si trova sul lato destro della Basilica: è la prima Porta Santa mai costruita al mondo.

La Basilica di San Bernardino

Nota per la sua magnifica facciata rinascimentale realizzata da Cola dell’Amatrice, la Basilica di San Bernardino sorge sulla cima di una scalinata monumentale e ospita i Mausolei Camponeschi e di San Bernardino. Anche questa Basilica ha subito gravi danni a causa del terremoto del 2009: ha riaperto al pubblico nel 2015 dopo i lavori di restauro.

La Cattedrale di San Massimo

Il Duomo della città dedicato ai santi Giorgio e Massimo è la chiesa principale dell’arcidiocesi dell’Aquila. Costruita nel XIII secolo, fu distrutta dal terremoto del 1703 e successivamente ricostruita in stile barocco, con una facciata neoclassica. Il terremoto del 2009 ha causato gravi danni, incluso il crollo della copertura del transetto: oggi purtroppo è ancora inagibile e chiusa al pubblico.

La Chiesa di Santa Maria del Suffragio

Conosciuta anche come Chiesa delle Anime Sante, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio si trova con la Cattedrale in Piazza del Duomo. Costruita nel XVII secolo e demolita dal terremoto del 1703, fu quasi interamente ricostruita a partire dal 1713 in memoria delle vittime del sisma ed è diventata un simbolo dell’architettura religiosa aquilana del XVIII secolo.
Dopo essere stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2009, è stata “adottata” dal Governo francese, che ha contribuito finanziariamente al suo restauro consentendone la riapertura il 6 dicembre 2018.
All’interno della chiesa si trova un pregiato organo storico, realizzato dalla ditta “Inzoli” nel 1897, e la Cappella della Memoria, dove sono incisi i 309 nomi delle persone che persero la vita nella tragedia del 2009.

La Fontana delle 99 cannelle

La Fontana delle 99 cannelle, o della Rivera, è il simbolo della città. Costruita nel 1272 nell’area della Rivera è opera dell’architetto Tancredi da Pentima. Con la sua maestosa pietra bianca e rosa richiama lo stile architettonico della Basilica di Collemaggio. I visitatori non possono fare a meno di percorrere il perimetro della fontana, contando attentamente le cannelle per verificare se siano davvero 99. In realtà i mascheroni in pietra da cui sgorga l’acqua proveniente da una fonte misteriosa sono 93, a cui sono state in seguito aggiunte sei cannelle singole.
Gravemente danneggiata dal terremoto del 2009, la fontana è stata il primo monumento del centro storico dell’Aquila a riaprire al pubblico dopo il consolidamento e il restauro finanziato dal Fai, il Fondo Ambiente Italiano.

L’antica città di Amiternum

A pochi chilometri dall’Aquila, in località San Vittorino, ci sono i resti dell’antica città romana di Amiternum. Tra i suoi reperti più significativi spiccano un anfiteatro risalente al I secolo d.C., un teatro costruito durante l’età di Augusto e una villa della tarda età imperiale, arricchita da mosaici e affreschi. Ci sono inoltre i resti delle terme e di un acquedotto, entrambi di epoca augustea.
Nei pressi del centro abitato di San Vittorino, sotto la chiesa di San Michele Arcangelo, si possono esplorare le catacombe paleocristiane. Il sito, a ingresso gratuito, è aperto solo al mattino, dalle 9:00 alle 14:00, ed è chiuso la domenica.

Il Museo Nazionale d’Abruzzo

Il principale polo museale della Regione e vanto della città ha sede nel Castello Cinquecentesco. A seguito del terremoto è stato costretto a trasferirsi temporaneamente nell’ex mattatoio dell’Aquila, situato a Borgo Rivera, di fronte alla Fontana delle 99 Cannelle, in attesa della conclusione dei lavori di restauro del castello.

Il Museo Sperimentale D’Arte Contemporanea “Muspac”

Il Muspac ha aperto nel 1984 ma a seguito del terremoto del 2009, che ha reso inagibili le sue sale, è stato trasferito nella nuova sede di via Pasquale Ficara-Piazza D’Arti, inaugurata nel 2011. Qui i visitatori possono ammirare una collezione permanente di opere di artisti contemporanei di fama internazionale e partecipare a installazioni, performance e spettacoli.

Cosa mangiare a L’Aquila

Dopo il terremoto, il centro storico ha visto la riapertura di numerosi negozi, pub e ristoranti ed è diventato il cuore pulsante della tradizione culinaria aquilana. È qui che si possono assaporare i piatti tipici o scoprire le proposte innovative dei giovani chef.
La cucina tradizionale dell’Aquila è strettamente legata alla montagna e alla ricca tradizione culinaria abruzzese. I primi piatti si distinguono per l’uso di formati di pasta tipici dell’Abruzzo, come i maccheroni alla chitarra, i ravioli, e le fregnacce, accompagnati da sughi tradizionali a base di salsa di pomodoro e carne di agnello, o con brodi vegetali o di pollo. Imperdibili sono anche la zuppa di cardi, l’agnello cacio e ova, il maiale allo spiedo, e i torroni.

I prodotti locali di cui fare incetta

Tra i prodotti locali da assaggiare assolutamente, segnaliamo:

  • Zafferano dell’Aquila: prodotto a denominazione di origine protetta, lo zafferano abruzzese è coltivato nell’altopiano di Navelli da tempi antichi. Gli stimmi rossi, racchiusi nel fiore di colore lilla, sono l’unico elemento commercializzato della pianta;
  • Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio: è un biotipo coltivato in zona fin dal 998. La lenticchia è piccola, saporita e di colore scuro e cresce oltre i mille metri di altitudine;
  • Mandorla di Navelli: fra le colture tradizionali di Navelli, queste mandorle hanno un guscio duro e la forma medio-lunga;
  • Patata degli Altopiani d’Abruzzo: è coltivata a Navelli, nell’Altopiano delle Rocche e nella piana del Fucino. Inoltre esiste una tipologia con buccia rossa, la patata turchesa, che è tipica di Montereale;
  • Salame aquilano: di forma irregolare e piatta, il salame tipico è prodotto con carni magre e grasse di suino insaporite con sale, pepe e altri aromi, stagionato come minimo per un mese;
  • Ceci di Navelli: sono legumi di piccole dimensioni, dal color crema e con la superficie liscia. Coltivati tra i 700 e gli 800 metri sul mare, la raccolta avviene tra luglio e agosto;
  • Volarelle: fra i piatti tipici dell’inverno aquilano, sono dei quadretti di acqua e farina fritti in olio di oliva e serviti in brodo;
  • Ricotta scorza nera: è prodotta a Scanno, dove si trova il lago a forma di cuore nel Parco Nazionale d’Abruzzo. La ricotta di pecora è stagionata in cantina per almeno 20 giorni, durante i quali si ricopre di muffe naturali, per poi venire massaggiata con olio extravergine di oliva. In questo modo ottiene una pasta bianca e soda molta saporita, ricoperta da una crosta scura;
  • Cazzellitti: sono tipici della zona di Scanno ma sono diffusi anche nella zona di Vasto, sulla Costa dei Trabocchi. Sono piccolissimi fusilli di semola di grano duro e acqua, spesso preparati anche con l’aggiunta di uova.

Come arrivare a L’Aquila

Raggiungere L’Aquila è molto semplice:

  • Prenotando un volo aereo: l’Aeroporto di Pescara è lo scalo più vicino. Da qui partono ogni 10 minuti le navette verso la stazione degli autobus de L’Aquila da cui raggiungere la città; in alternativa gli aeroporti di Ciampino e di Fiumicino sono collegati con il capoluogo abruzzese con l’autobus;
  • Facendo un viaggio più sostenibile in treno: la stazione dell’Aquila è un importante snodo della Ferrovia Adriatica e si trova sulla linea Terni-Sulmona. Non ci sono treni diretti né da Roma né da Milano, quindi è necessario prevedere almeno un cambio a Terni dalla linea tirrenica, o a Pescara e Sulmona dalla linea adriatica;
  • Viaggiando in pullman: è il modo più pratico ed economico per raggiungere L’Aquila. Autobus diretti della linea Tua (Trasporto Unico Abruzzese) partono da Pescara e da Roma Tiburtina, con tempi di percorrenza rispettivamente di 1 ora e 50 minuti e 1 ora e 40 minuti;
  • La comodità di un viaggio in auto: L’Aquila è collegata alla rete autostradale tramite l’A24 Roma-Teramo. Da Napoli o Firenze è raggiungibile sempre tramite l’A24, mentre da Bari o Pescara si può prendere l’A25.