Sono cominciati a Parigi i lavori per il primo hotel di lusso firmato Louis Vuitton. Aprirà nel 2026, ma il viale destinato a ospitarlo sta già sfoggiando tutta l’eleganza e il lusso tipici del brand.

Se hai intenzione di volare nella capitale francese prima del 2026, ti consigliamo di aggiungere alla lista di cose da vedere a Parigi l’Avenue des Champs-Élysées.

Perché? Perché potrebbe non ricapitarti più di vedere una versione gigante del famoso bauletto monogram di Louis Vuitton. Da qualche mese è infatti comparsa un’enorme struttura in alluminio e legno, che riproduce proprio uno degli oggetti più famosi della nota casa di moda.

Questo baule monumentale serve a mascherare la costruzione del primo hotel di lusso targato LV, che aprirà non prima del 2026 – anche perché i lavori si fermeranno per le Olimpiadi di Parigi del 2024.

Il primo hotel griffato Louis Vuitton

La multinazionale LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton) è già proprietaria di diversi hotel sparsi per il mondo, come il parigino Hotel Cheval Blanc. La novità, che differenzia questo nuovo albergo da tutte le altre strutture, è che il progetto sarà il primo a portare il marchio Louis Vuitton.

L’hotel, che si estende su una superficie di 6000 metri quadrati, verrà costruito all’interno di un palazzo datato 1898, che già all’epoca era un albergo: l’hotel Élysée Palace. Non un albergo qualsiasi, però: pare che in una delle sue stanze, nel 1917, fu arrestata Mata Hari, la danzatrice e agente segreta olandese, condannata poi alla pena capitale.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’edificio divenne la sede francese della HSBC, una delle più importanti organizzazioni bancarie e finanziarie del mondo. Mentre adesso tocca a Louis Vuitton occuparne gli spazi.

Non sono ancora stati resi noti i dettagli del progetto, ma il bauletto gigante lascia presagire qualcosa di sorprendente e sicuramente lussuoso. Dalle indiscrezioni che circolano, il nuovo hotel non dovrebbe essere alla portata di tutti: pare che prenotare una stanza per la notte potrebbe arrivare a costare fino a 10mila dollari.

L’impegno di Louis Vuitton per la riqualificazione urbana

L’hotel in questione si trova sul viale che parte da Place de Concorde e arriva fino all’Arco di Trionfo, non molto distante da Pont Neuf, il quartiere al quale il brand è particolarmente affezionato, al punto da aver avviato proprio lì dei progetti per riqualificarlo.

La riqualificazione di un quartiere, infatti, non passa solo per le iniziative dell’amministrazione, come l’urbanistica tattica, lo sport urbanism o la street art. Anche i privati possono fare qualcosa per rendere più vivibile un quartiere, come ci insegna, per l’appunto, Louis Vuitton.

La casa madre LVMH ha investito considerevoli risorse negli ultimi 18 anni per trasformare radicalmente l’area, attraverso il recupero dei grandi magazzini de La Samaritaine, l’apertura del già citato Hotel Cheval Blanc e della pasticceria italiana Cova, che ha arricchito ulteriormente l’offerta gastronomica e culturale del quartiere.

Questa sinergia tra pubblico e privato è essenziale per creare quartieri dinamici e vivaci, capaci di attrarre residenti, visitatori e investimenti. Louis Vuitton si conferma così non solo come un’icona del lusso, ma anche come un attore impegnato nel miglioramento delle comunità in cui opera, contribuendo a elevare il prestigio e il valore del quartiere Pont Neuf e di Parigi nel suo complesso.