HydroRide è l’e-bike a idrogeno che si ricarica in soli 10 secondi. Una rivoluzione per la mobilità sostenibile?

Ricaricare una bicicletta elettrica in soli 10 secondi è ora possibile grazie alla HydroRide, azienda svizzera che lancia sul mercato una gamma di e-bike alimentate da fuel-cell. Queste biciclette, che saranno inizialmente destinate alle compagnie di bike sharing, sono la nuova frontiera della mobilità.

Scopriamo tutti i dettagli.

Noleggiare una e-bike nelle principali città italiane:
leggi le guide di Moveo


Come funziona l’e-bike a idrogeno di HydroRide

Il modello di punta della gamma HydroRide è Hyryd, che sfrutta la propulsione fornita da un sistema basato su bombolette intercambiabili di idrogeno. Queste bombolette si collegano alla bici attraverso un attacco di sicurezza e si ricaricano utilizzando un generatore di idrogeno domestico sviluppato dall’azienda, alimentabile sia da corrente elettrica che da pannelli solari, simile ai gasatori domestici.

La ricarica completa richiede sei ore per convertire 200 ml di acqua purificata in 20 g di idrogeno, sufficiente per riempire una bomboletta di 25 cm di lunghezza a una pressione di 20 bar. La sostituzione della bomboletta esaurita con una nuova richiede meno di 10 secondi.

Quanta autonomia ha l’e-bike a idrogeno?

In termini di autonomia, HydroRide assicura che una carica permette di percorrere circa 60 chilometri. Questa soluzione è ideale per le compagnie di ride-sharing, che potrebbero implementare impianti centralizzati per la produzione di idrogeno verde e stazioni di scambio per la distribuzione delle bombolette cariche.

I prezzi dei modelli non sono ancora stati resi noti, ma la gamma include una bici pieghevole di 19,5 kg che, ripiegata, misura 80x50x60 cm; un’e-mtb con trasmissione a cinghia e cambio a 7 marce, del peso di 23,5 kg; e un’e-city. Tutte le biciclette sono equipaggiate con motore nel mozzo posteriore che consente di raggiungere fino a 23 km/h, e sono dotate di freni a disco.

In arrivo anche il primo treno a idrogeno

Intanto continuano ad essere sperimentate nel nostro Paese nuove tecnologie con protagonista l’idrogeno. Una di queste riguarda i treni a idrogeno, sviluppati e prodotti negli stabilimenti Alstom di Savigliano, Vado Ligure e Sesto San Giovanni.

Rappresentano un’innovativa evoluzione dei tradizionali mezzi su rotaia alimentati da combustibili fossili. L’idrogeno, infatti, è una fonte energetica a zero emissioni, rinnovabile ed efficiente, che si inserisce perfettamente nella logica eco-friendly promossa dal progetto “H2iseO” del gruppo FNM e Trenord.

Questi sei elettrotreni, testati su un percorso di 103 km, sono basati sulla piattaforma Alstom Coradia Stream, lo stesso modello utilizzato in alcune aree della Germania. I convogli scelti, ispirati al Donizetti 4 casse con 250/300 posti a sedere, sono già in servizio in versione elettrica sulle tratte gestite proprio da Trenord.

Il progetto “H2iseO” mira a convertire completamente la linea ferroviaria non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo, introducendo i treni a idrogeno tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Inoltre, il progetto prevede lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno nel territorio della Val Camonica, in Lombardia.