Esistono vetture di livello ancor più alto delle Supercar, le grandi auto sportive caratterizzate da un elevatissimo grado di lusso e di prestazioni? Sì, esistono e sono chiamate Hypercar.

Al pari delle Supercar, anche le Hypercar non sono alla portata di tutti, considerato il prezzo non certo accessibile alla maggior parte degli automobilisti. Tuttavia sono protagoniste di un’evoluzione ancor più estrema, nel segno dell’eccellenza sotto ogni aspetto: potenza e velocità, ma anche efficienza. E anche in questo segmento non mancano modelli elettrici all’avanguardia con cui sfrecciare silenziosamente a velocità vertiginose e senza preoccuparsi troppo della ricarica.

Esse rappresentano infatti l’apice dell’ingegneria automobilistica, attraverso una formidabile combinazione tra design innovativo, tecnologia avanzata e performance straordinarie. Scopriamo le caratteristiche comuni che definiscono le Hypercar e per cosa si distinguono dalle auto normali.

Hypercar: i tratti distintivi

Tuttora in pieno sviluppo, le Hypercar costituiscono l’upgrade definitivo dell’auto sportiva e della supercar. A contraddistinguerle, innanzitutto, è il prezzo astronomico: un modello può costare da alcune centinaia di migliaia di euro fino a svariati milioni. A un simile valore corrisponde ovviamente una produzione limitata a un ristretto numero di unità, che rende tali veicoli delle vere e proprie opere d’arte, rare ed esclusive.

Per quanto riguarda le prestazioni, le Hypercar sono dotate di motori assolutamente potenti (anche oltre i 1000 cavalli), capaci di accelerazioni da 0 a 100 km/h da record, spesso inferiori a 2,5 secondi. Inoltre possono superare i 350 km/h di velocità. In pratica, è come guidare un bolide da Formula 1 seduti su un gioiello di ingegneria e meccanica.

Infatti, dal punto di vista del design, si discostano nettamente dalle normali autovetture e anche dalle Supercar. Il loro aspetto, in cui risaltano linee aerodinamiche e dettagli innovativi, è funzionale a una maggior efficienza e sicurezza ad alta velocità. Il tutto grazie all’impiego di materiali leggeri a elevata resistenza, come fibra di carbonio e leghe speciali, che riducono il peso e migliorano le prestazioni. Anche i sistemi digitali (connettività e assistenza alla guida) sono tra i più avanzati.

Le icone e i modelli più recenti

La Bugatti Veyron, prodotta dal 2005 al 2015, è considerata la prima Hypercar, anche se la definizione ha conosciuto reale diffusione verso la metà degli anni Dieci con tre modelli considerati iconici del segmento: Porsche 918 Spyder (2013-2015), Ferrari LaFerrari (2013-2016), McLaren P1 (2013-2015).

Altri e più recenti modelli di Hypercar sono Bugatti Chiron, Ferrari SF90 nelle versioni Spider e Stradale, Pagani Huayra, Aston Martin DBS Coupé, Koenigsegg Regera, McLaren Speedtail.

In definitiva, le Hypercar sono molto più di semplici veicoli, ma un omaggio al design, allo stile e all’innovazione tecnologica. C’è però un aspetto chiave da considerare: la sostenibilità.

Le Hypercar elettriche

Intrinseco nelle Hypercar è il discorso relativo all’efficienza e all’ottimizzazione dei consumi, di fronte alla sfida posta da auto di tale livello. Lo stesso termine venne coniato nel 1994 dal fisico statunitense Amory Lovins per un progetto di sostenibilità. Lovins fondò, presso l’ente di ricerca Rocky Mountain Institute in Colorado, l’Hypercar Center, con lo scopo di realizzare un veicolo ibrido a basse emissioni, attraverso un ampio uso di batterie e un telaio in carbonio leggero, senza rinunciare a potenza e velocità.

A trent’anni di distanza, il futuro del segmento è sempre più legato ai modelli elettrici. Sono presenti sul mercato vetture BEV ad altissime performance come Rimac Concept S, C-Two e Nemera, Pininfarina Battista, Frangivento Asfanè, Aspark Owl, Lotus Evija, Estrema Fulminea, NIO EP9 e altre.

In fatto di prestazioni e design, le Hypercar a batteria non differiscono più di tanto da quelle con motore endotermico. Anzi, sul fronte della potenza, sono persino superiori. Insomma si può affermare che nel mondo della mobilità elettrica c’è posto davvero per tutti, anche per il lusso e l’esclusività.