Gli aero-taxi sono quasi pronti al primo decollo: due dei principali sviluppatori americani hanno ricevuto la certificazione dalla FAA. Entro pochissimi mesi, dunque, potrebbero già partire. 

Gli aero-taxi elettrici sono sempre più reali. Due dei principali sviluppatori americani, Archer Aviation e Joby Aviation, entrambi con sede in California, hanno ricevuto l’autorizzazione della FAA (Part 135 air carrier) che permette loro di avviare le operazioni di commercializzazione dei velivoli. Il prossimo passo sarà il test in volo con piloti a bordo.

Scopriamo tutti i dettagli.

Aero-taxi: Archer e Joby prevedono di entrare in servizio nel 2025

I dirigenti delle due società hanno confermato i loro ambiziosi programmi per portare sul mercato i velivoli eVTOL ed entrare in servizio entro il 2025. Archer, sostenuta da azionisti come Stellantis, Boeing e United Airlines, ha dichiarato di essere impegnata a perfezionare i suoi “sistemi e procedure”. L’obiettivo è trasformare la mobilità urbana nelle città congestionate offrendo voli a corto raggio.  Archer punta a produrre 6.000 aerei entro il 2030. Dopo aver ricevuto 10 milioni di dollari da United Airlines per i primi velivoli, l’azienda ha scelto Abu Dhabi come aeroporto di lancio per espandersi nei mercati internazionali.

Il modello eVTOL Midnight di Archer è progettato per trasportare quattro passeggeri con un’autonomia fino a 100 miglia (160 chilometri) e velocità massime fino a 150 miglia all’ora (240 chilometri orari). Archer prevede di produrne 250 unità nel primo anno di attività presso lo stabilimento di Covington, in Georgia, situato a circa 55 chilometri da Atlanta.

Il concorrente Joby Aviation nel frattempo ha stretto una partnership con l’Aeronautica Militare Americana. Inoltre ha ricevuto ordini per i suoi aero-taxi dalla Delta Air Lines. Il modello S4 eVTOL di Joby è anch’esso progettato per quattro passeggeri, con un’autonomia di 150 miglia (240 km) e una velocità massima di 320 chilometri all’ora.

Il settore è in crescita, ma c’è il problema delle batterie

Numerose compagnie aeree hanno ordinato centinaia di aero-taxi capaci di decollare e atterrare verticalmente, simili agli elicotteri, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nelle aree ad alta densità di traffico. Dal 2021, United Airlines ha ordinato velivoli per un miliardo di dollari, con un’opzione per ulteriori 500 milioni. Saranno utilizzati anche per trasportare i passeggeri tra Manhattan e l’hub della United a Newark, nel New Jersey.

E di robotaxi se ne parla da tempo anche in Italia, con i progetti di vertiporti a Milano e Bologna. Tuttavia il settore affronta sfide normative e tecnologiche, come quella relativa alla densità delle batterie. Problematiche, queste, che comunque hanno influenzato le prestazioni aziendali: quest’anno le azioni di Archer sono calate del 47%, mentre quelle di Joby Aviation sono scese del 26,7%.