La Sicilia è una regione meravigliosa, ricca non solo di spiagge da sogno, ma anche di arte, di cultura e di storia. Come per ogni tesoro che si rispetti, ci sono alcune gemme che rischiano di passare inosservate perché fuori dai classici itinerari turistici: è il caso del Cretto di Burri.

14 e 15 gennaio 1968: terremoto del Belice. La Sicilia viene colpita duramente, le forti scosse di quelle ore provocano 300 morti e oltre 1000 feriti. Le cittadine di Gibellina, Salaparuta, Montevago e Poggioreale vengono rase al suolo e sono a tutt’oggi completamente disabitate. Verranno ricostruite da zero a pochi chilometri di distanza.

Ma i tenaci abitanti della Sicilia non vogliono dimenticare le loro radici e nasce così l’idea di avviare un progetto per ricordare questo catastrofico evento e per preservare la memoria di quei luoghi.

Che cos’è il Cretto di Burri?

Il Cretto di Burri, conosciuto anche come Gran Cretto, è un’opera d’arte di Alberto Burri iniziata negli anni ’80 e terminata, dopo qualche interruzione, nel 2005.

Questa opera di Land Art, completamente immersa nella natura circostante, è unica al mondo. Prima di raccontarvi come è fatta, occorre però risalire alle radici del progetto.

Subito dopo il terremoto, con le cittadine da ricostruire per intero, diversi artisti vennero invitati in Sicilia con la richiesta di creare opere che richiamassero la memoria perduta. Alberto Burri, artista e pittore umbro, venne invitato nel nuovo insediamento di Gibellina, ma non trovò particolari ispirazioni. Si fece allora accompagnare tra le macerie del vecchio paese e da lì ebbe l’idea: il paese stesso, i suoi resti, con le sue vie e i suoi vicoli, sarebbe diventato un monumento a cielo aperto.

Come è fatto il Cretto di Burri?

La parola “cretto” significa letteralmente “fenditura, spaccatura”. Il Grande Cretto di Burri è composto dalle macerie stesse della vecchia Gibellina, compattate e squadrate con l’aiuto del cemento armato. Il risultato che ne viene fuori è qualcosa di unico al mondo: tra i blocchi di cemento si può camminare seguendo le strade della vecchia Gibellina, in modo da preservarne per sempre il ricordo. L’opera appare dall’alto come un grande blocco di cemento solcato da fenditure (sullo stile degli altri “cretti” dipinti da Burri), il cui valore artistico è proprio il ricordo della memoria storica di Gibellina. Le fenditure sono larghe circa due metri, mentre i blocchi sono alti circa un metro e sessanta. Il Cretto di Burri ha una superficie di circa 80.000 metri quadrati, il che la rende una delle opere d’arte contemporanee più grandi del mondo.

Dove si trova il Cretto di Burri?

Il Grande Cretto di Burri dista circa 70 km da Palermo e circa 80 km da Trapani. La sua struttura in cemento armato potrebbe farlo apparire come un ecomostro, ma in realtà la prima cosa che colpisce è proprio l’armonia che riesce ad avere con il panorama circostante, fatto di verdi colline e di campi coltivati.

Il Cretto di Burri si trova nella zona occidentale della Sicilia, dove ci si può spingere sulla costa per ammirare le spiagge di Favignana e San Vito Lo Capo.

Come detto, il Cretto si trova fuori dai normali itinerari turistici, difficile trovarlo per caso, ma tutta la Sicilia è una meraviglia che stupisce: nell’isola sono presenti ben ventitrè tra i Borghi più belli d’Italia. Quindi non solo Catania, Palermo e Taormina, ma anche Buccheri, Erice, Calascibetta, Sperlinga e tanti altri ancora. Preparatevi a fare il pieno di carburante per visitarne il più possibile: solo così la Sicilia vi mostrerà il suo lato più nascosto e meraviglioso.