Quali Paesi hanno rispettato gli impegni sul clima presi negli ultimi 15 anni? Allarme spoiler: l’Italia non se l’è cavata così male.

Uno studio pubblicato su Nature ha esaminato quali Paesi hanno effettivamente rispettato gli impegni climatici assunti durante la Cop15 del 2009 di Copenaghen. L’analisi ha coinvolto circa trenta Nazioni, valutando gli obiettivi climatici annunciati e quelli effettivamente raggiunti fino a ora. Sorprendentemente, l’Italia si è distinta positivamente.

Scopriamo tutti i dettagli.

Impegni sul clima: promossi, bocciati e rimandati

Il lavoro è stato condotto da un team di ricercatori dell’University College of London (UCL) e della University Tsinghua. Il loro studio delinea gli sforzi dichiarati- come quello sulla riduzione delle emissioni- confrontandoli con le azioni effettive.

La ricerca ha rilevato che, dei trentaquattro Paesi analizzati solo diciannove hanno pienamente onorato gli impegni presi quindici anni fa.

Tra questi, l’Italia figura come uno dei Paesi che ha effettivamente raggiunto i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio. Gli altri Paesi che hanno ottenuto questo risultato sono:

Dodici Paesi non sono invece riusciti a mantenere i propri impegni ambientali: tra questi figurano Australia, Austria, Canada, Cipro, Irlanda, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svizzera.

Altri sette paesi si trovano in una situazione intermedia: hanno sì ridotto le emissioni all’interno dei propri confini, ma trasferendo parte di esse all’estero a causa delle dinamiche commerciali. Questi Paesi- si tratta di Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Lussemburgo, Malta e Polonia- sono coinvolti in quello che viene definito “trasferimento di carbonio”: un fenomeno di esternalizzazione delle emissioni calcolato sulla base dei consumi.

Il commento degli autori dello studio

Mentre Paesi ricevono elogi per aver centrato gli obiettivi. Ma la situazione di quelli che stanno faticando a rispettare i propri impegni desta preoccupazione.

Per l’autore dello studio, il professor Jing Meng, «la preoccupazione è che i Paesi che hanno faticato a raggiungere gli impegni presi nel 2009 incontreranno probabilmente difficoltà ancora più consistenti nel ridurre ulteriormente le emissioni

In generale, scrivono i ricercatori: «I fattori chiave per raggiungere gli obiettivi sono stati la riduzione dell’intensità dell’energia e il miglioramento del mix energetico. Tuttavia, gli sforzi di molti Paesi non sono stati all’altezza dei loro ultimi contributi determinati a livello nazionale. Il monitoraggio e la revisione tempestivi degli sforzi di mitigazione sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi

È importante notare che gli obiettivi climatici stabiliti a Copenaghen variavano significativamente tra i diversi Paesi, riflettendo impegni individuali per la riduzione delle emissioni. A esempio la Croazia, tra i Paesi che hanno soddisfatto gli obiettivi, si era prefissata una modesta riduzione del 5% delle emissioni: obiettivo che ha raggiunto con successo. Al contrario la Svizzera, nonostante avesse un ambizioso target di ridurre le emissioni del 20-30% entro il 2020, non è riuscita a soddisfare tale impegno.

Alcuni non hanno raggiunto i loro obiettivi principalmente a causa dell’aumento dei consumi legato alla crescita del PIL pro capite e all’incremento demografico, che hanno annullato gli sforzi volti a migliorare l’efficienza energetica.